Consiglio Comunale: Palazzo della Marra pronto ad entrare nel patrimonio cittadino

Approvato il progetto di valorizzazione in una delle sedute più nervose dell’amministrazione Cascella

Lunga, problematica ed estenuante: questi probabilmente i migliori aggettivi che descrivono meglio l’ultima seduta di Consiglio Comunale che, iniziata con il consueto ritardo di un’ora e mezza, si è protratta fino a quasi la mezzanotte nella discussione degli undici punti all’ordine del giorno, dei due ordini del giorno aggiuntivi, della mozione presentata dalla consigliera Catino e del monito finale della consigliera Damato.

Punto focale della seduta era, come ormai ben noto, il trasferimento di alcuni beni demaniali nel patrimonio della città, insieme all’approvazione del trasferimento e del progetto di valorizzazione di Palazzo della Marra, che, a conclusione del percorso burocratico avviatosi ieri, diverrà finalmente parte del patrimonio cittadino, segnando un’importante tappa nella storia barlettana.

Per arrivare a discutere e ad approvare queste due delibere, però, si è dovuti passare per i precedenti nove punti all’ordine del giorno, che vedevano la presentazione di due interpellanze (in origine cinque) e l’approvazione di ben otto debiti fuori bilancio. Inutile il tentativo del consigliere Cannito di anticipare la discussione degli ultimi due punti, vista la bocciatura quasi all’unanimità della proposta.

Dopo l’inizio già di per sé nervoso del consiglio, in cui il consigliere Calabrese ha accusato l’assessore Lanotte di aver strumentalizzato la propria assenza nelle scorse sedute per non rispondere alle proprie interpellanze, si è passati alle interpellanze del consigliere Damiani, che ha chiesto e ricevuto chiarimenti e rassicurazione sullo stato dei lavori per la Capitaneria di Porto, e a quella dei consiglieri Mazzarisi e Calabrese, che hanno mostrato le loro perplessità nell’assegnazione dell’appalto per i lavori di manutenzione e di gestione dei servizi del castello alla Nuova Musa srl, i cui precedenti vedono numerosi capi di accusa per peculato e contributi non versati a numerose amministrazioni comunali in tutta Italia.

Dopo le rassicurazioni dell’assessore Rizzi, il quale ha precisato che l’appalto è stato giudicato dai revisori regolare e che comunque si riferiva ad un arco di tempo ormai finito lo scorso anno, si è passati alle interpellanze dei consiglieri Marzocca, Cannito e di nuovo Damiani, che però hanno dovuto posticipare questa discussione causa l’assenza dell’assessore Pelle, destinataria delle interpellanze.

Si è dunque passati alla discussione dei numerosi debiti fuori bilancio da approvare, discussione che ha ovviamente impiegato moltissimo tempo, specie quella relativa al primo di questi, ovvero il riconoscimento del debito in favore della “Repower vendita Italia spa”, società fornitrice dell’energia elettrica per le utenze comunali in B.T. e M.T. – Anno 2012.

Presentata dal sindaco in persona il quale, in poche parole, ha affermato ancora una volta che questi sono i frutti della gestione precedente e che non ci si poteva esimere dall’approvarli, la discussione si è comunque rivelata particolarmente accesa. Il consigliere Damiani ha più volte chiesto il perché si fosse scelto una società che ha offerto un servizio ad un prezzo molto elevato, per poi suggerire di richiedere una decurtazione del 10% del prezzo totale alla società stessa. Il consigliere Grimaldi ha prontamente risposto che, nn essendo state contestate, le bollette di quel particolare periodo del 2012 sono ormai insuscettibili di decurtazione, come poi confermato dal dirigente Nigro, più volte interrogato per ricevere conferma. Da parte di tutti è ovviamente arrivato un invito ad una maggiore attenzione nell’assegnazione degli appalti.

I consiglieri Damiani, Antonello Damato e Catino hanno inoltre richiesto l’identificazione dei responsabili di questo sperpero di denaro pubblico, cosa che, ai fatti, sembra quasi impossibile da attuare per tutta una serie di strani meccanismi che fanno muovere la macchina amministrativa. Non senza ulteriori rimostranze si è infine giunti all’approvazione del debito.

Più spedita l’approvazione di tutti i successivi punti all’ordine, con una decisa battuta d’arresto al nono punto, il riconoscimento del debito originatosi dalla causa civile La Dante Commerciale + 1 c/Comune di Barletta dinanzi alla Corte di Appello di Bari. Sentenza n. 1197/2013. Una percentuale superiore al 50% per le spese di registrazione ha infatti destato prima l’attenzione del consigliere Grimaldi, che già numerose volte nel corso dei precedenti punti ha sollevato questioni sull’esattezza e la precisione dei vari dispositivi, e in seguito di altri consiglieri, quali Cannito e  Damiani. La percentuale prevista del 75% poteva essere fonte di un “precedente pericoloso” e si è arrivati a sospendere la discussione del punto fino quasi alla chiusura del consiglio, quando dall’Avvocatura è giunta la rassicurazione che quella percentuale maggiorata nasceva dalla liquidazione di una compensazione solo parziale, e non integrale come nei numerosi casi già votati.

Superata questa battuta d’arresto, è quasi paradossale che si sia discusso in maniera molto inferiroe per i due punti cardine della giornata. L’approvazione del passaggio nel patrimonio cittadino dei beni demaniali e di Palazzo della Marra è stata relativamente molto più rapida: riguardo i primi, è stato da registrare l’orientamento della consigliera Campese e del consigliere Damiani di porre particolare attenzione i possibili vincoli o procedimenti in pendenza sui lotti in argomento, la votazione ha dato rapidamente gli esiti positivi auspicati;  riguardo il secondo, molti consiglieri si sono prodigati nel porre attenzione su vari aspetti del progetto di valorizzazione dell’assessore Caroppo, ponendo attenzione prima sui costi di gestione e sul possibile aiuto dei privati (Damiani, Cannito, Giuliana Damato), poi sull’effettiva valorizzazione e organizzazione di eventi capaci di rendere la sede della Pinacoteca De Nittis vero centro culturale accessibile a tutti (Doronzo, Cannito, Grimaldi, il quale ha anche incluso nei possibili progetti Palazzo San Domenico e l’Archivio di Stato di Barletta) per poi giungere ai dubbi sull’economicità del servizio di sicurezza esposti dal consigliere Losappio.

Ai primi inviti ha risposto l’assessore Caroppo, coadiuvata dalla dirigente Santa Scommegna, la quale ha assicurato che l’amministrazione si impegnerà nell’effettiva promozione di tutta una serie di iniziative in collaborazione con enti pubblici e con privati, ai dubbi di Losappio ha risposto Cascella, che ha promesso, per quanto possibile, di risolvere passo passo ogni problema che sorgerà dalla gestione del nuovo bene comunale.

Il consiglio, alla soglia delle otto ore di durata, si è concluso con la discussione dell’ordine del giorno proposto dall’assessore Losappio sull’utilizzo per l’invio di tutte le comunicazioni ufficiali della PEC, la cui votazione è stata rimandata perché necessaria una previsione di spesa, l’approvazione dell’odg presentato dal consigliere Doronzo e molti altri su operazioni di solidarietà per il conflitto arabo-israeliano e  con l’approvazione della mozione della consigliera Catino, riguardante la dismissione di locazioni passive attraverso l’iniziativa Affitti d’Oro, tutte votazioni che hanno creato diversi problemi fondati sulla presentazione di emendamenti non universalmente condivisi e, molto più concretamente, dalla stanchezza accumulata dai consiglieri comunali per una delle più (forse anche inutilmente) prolisse sedute di consiglio dell’amministrazione Cascella, chiusasi con lo sfogo della consigliera Damato che ha vigorosamente lanciato un monito affinché la VI Commissione, di cui fa parte e che non si riunisce dal mese di giugno, ritorni in attività.

Le dure parole della consigliera PD sono però state presto sovrastate dall’abbandono quasi in massa dell’aula e della chiusura ufficiale della seduta ad opera del presidente del consiglio comunale Peschechera, nonostante Giuliana Damato stesse ancora cercando di prendere parola. Degna conclusione di un consiglio comunale a dir poco nervoso che, senza la ripetizione degli ormai triti e ritriti discorsi sul vecchie responsabilità e nuove responsabilizzazioni si sarebbe concluso nel giro di un paio d’ore. Ma si sa, qui a Barletta se una soluzione è semplice proprio non riusciamo ad attuarla!

 

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Vittorio
Vittorio Grimaldi è nato il 17 agosto 1991. Diplomato presso il Liceo Classico "A. Casardi" di Barletta, attualmente studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Appassionato ed esperto di folklore e mitologia, gestisce dal 2013 il canale youtube a tale materia dedicato "Mitologicamente". Giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti della Puglia, dal 2014 è stato cronista politico della testata online Barletta News fino a dicembre 2017.

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