Consiglio Comunale, tra lungaggini e manie di protagonismo approvati i primi due punti all’ordine del giorno

Consiglio comunale

La prima parte di Consiglio Comunale a cui abbiamo avuto modo di assistere quest’oggi è stata la lampante, chiara e aggiungeremmo deplorevole dimostrazione di come una discussione che nasceva come rapida e senza particolari difficoltà si sia protratta per tre ore senza giungere prima alla votazione.

L’assise odierna infatti si è persa nella discussione del primo punto all’ordine del giorno dopo un inizio che pareva rapido e conciso e che invece si è dimostrato essere il prologo di uno sterile spreco di parole alla base di una discussione politica sostanzialmente inutile che, tuttavia, è riuscita addirittura ad incassare il plauso del primo cittadino.

Andando con ordine, però, va rilevato che come questione preliminare è stata discussa la ormai lunghissima questione della rimozione del cancello attorno il vecchio ospedale promossa dalla consigliera Desario, portavoce anche di oltre 700 cittadini firmatari richiedenti tale rimozione. La consigliera, riportando di essere venuta a sapere di contatti tra Asl BT e Comune, chiede il da farsi, visto che l’Asl vorrebbe occuparsi solo della rimozione del cancello e non del recupero dell’area. Il sindaco, in un mediamente lungo intervento, ha manifestato la volontà di contestare tale proposta dell’Asl e di dover studiare meglio la situazione.

La discussione si è chiusa con la risposta della consigliera Desario, ritenutasi non soddisfatta, che ha incalzato un’azione più celere da parte dell’Amministrazione, con in seguito la ferma presa di posizione del consigliere Losappio, fermamente contrario alla rimozione di cancello e parcheggio interno in quanto creerebbe caos per coloro che usufruiranno dei servizi forniti dalla Asl Bt nella struttura.

Il consigliere Losappio ha poi esortato l’amministrazione per costituire una task force riguardante la mancata fermata del Frecciarossa Milano-Lecce a Barletta, proposta che ha ricevuto la solita risposta riassuntiva della situazione da parte del primo cittadino.

Si è quindi giunti all’apertura della discussione vera e propria, con l’introduzione del primo (e unico discusso fino al momento in cui si scrive) punto all’ordine del giorno, ovvero l’assegnazione in comodato d’uso gratuito dell’area di 2.442 mq. in adiacenza zona nuova 167 per la realizzazione di impianti sportivi, spogliatoio e servizi dell’oratorio della parrocchia SS. Trinità.

In principio la discussione sembrava sarebbe proceduta abbastanza speditamente, con interventi pienamente a favore dei consiglieri Damiani, Cannito, Santeramo (che ha aggiunto come questo genere di interventi dovrebbero essere sempre tenuti in considerazione come opere di urbanizzazione nella nuova zona 167), Alfarano, Losappio (che ha chiesto, quando sarà pronto il progetto, di avere rappresentazioni grafiche dello stesso più chiare ai profani), Dipaola e Dicorato. Poi è intervenuto il consigliere Dicataldo che, in relazione all’articolo 2 della convenzione, ha voluto proporre un emendamento per specificare come, in caso di restituzione del terreno in comodato d’uso, venisse assicurato che le opere costruite dalla parrocchia non venissero demolite, poiché il testo originale prevedeva la restituzione del bene “così come al momento della stipula del contratto”.

I consiglieri (inconsapevoli però che l’art. 5 della convenzione questa particolare considerazione era stata già espressa) hanno quindi quasi unanimemente concordato alla scrittura di un emendamento, cosa che ha richiesto tempo. Tempo nel quale la consigliera Campese ha avuto modo di impegnarsi nel suo intervento critico: a più riprese, la consigliera ha accusato l’amministrazione di aver fornito una corsia preferenziale per questo genere di concessioni alle associazioni ecclesiastiche; che la parrocchia si è resa inadempiente nell’ultimare un’area adibita a parcheggio come concordato a norma di legge e quindi sarebbe da ritenere inadempiente e da inserire in una lista nera di contractors con la PA; che il regolamento, all’art. 3 comma 1 legalizza una sorta di volontà di escludere i non appartenenti alla parrocchia dall’accesso; che nel caso di accesso l’Amministrazione si deve attivare per evitare l’insorgere di abusi, nello specifico nell’aumento troppo pesante dei prezzi di accesso, nel rispetto degli orari di apertura e nella sorveglianza.

In un susseguirsi di interventi lunghissimi e dalla dubbia utilità, i consiglieri hanno ribadito la laicità dlel’intervento (Grimaldi) e hanno convenuto che una maggiore presenza di controlli dell’amministrazione, chi però esprimendo comunque parere positivo alla convenzione oggetto della discussione (Basile; Santeramo), chi invece ribadendo le critiche in maniera più aspra (Campese e Doronzo, i quali presenteranno un emendamento per ovviare ai difetti dell’art. 3).

Alla fine, da parte dei consiglieri Damiani, Cefola e anche Cannito (di certo non della stessa parte politica dei due consiglieri precedenti) è arrivato il commento, provvidenziale, per cui tre ore di discussione su questo argomento forse sono state troppe. A rispondere a ciò, oltre il costante malumore circa il provvedimento stesso della consigliera Campese, è arrivato il commento del sindaco che ha invece definito questa lunghissima discussione addirittura utile, profondendosi poi su ulteriori giustificazioni e rassicurazioni nei confronti dei dubbi avanzati dai consiglieri di Sinistra Unita, rassicurazioni non ritenute sufficienti.

Si è dunque passati al voto, tra ancora le critiche e gli appelli della consigliera Campese, dei due emendamenti e della delibera: il primo emendamento, in modifica degli art. 2 e 5, è passato con tutti i consiglieri favorevoli eccezion fatta per 7 astenuti e 3 assenti; il secondo, proposto dai consiglieri di Sinistra Unita, è stato votato sfavorevolmente da 19 consiglieri, con soli 5 voti favorevoli e un’astensione.

La delibera, così emendata, è stata approvata con 30 voti favorevoli e un’astensione, poi si è subito passati alla votazione, con punto dato già per letto grazie al provvidenziale intervento del consigliere Salvemini, del secondo punto all’ordine, ovvero l’assegnazione in comodato d’uso gratuito di un’area in Via Martiri del XII settembre/Via Togliatti/Via De Nicola/Via Canne per la realizzazione dell’oratorio della parrocchia S. Nicola.

Il punto, essendo sostanzialmente identico al precedente, ha subito le stesse critiche da parte dei consiglieri di Sinistra Unita, ha visto la proposta di due emendamenti identici a quello del precedente e ha incassato una votazione complessiva identica al precedente: il primo emendamento approvato, il secondo cassato con conseguente reazione delusa della consigliera Campese, che ha abbandonato l’aula per il voto definitivo, e la delibera è stata così approvata all’unanimità dei presenti, 28 voti favorevoli in totale.

Chiudiamo qui la disamina di questa prima metà di consiglio unendoci al sospetto espresso dal consigliere Salvemini, quest’oggi vera voce della ragione: come mai tutta questa lunghezza per un paio di punti all’ordine che sembravano di discussione abbastanza tranquilla e dall’esito scontato? Forse la presenza delle telecamere ha fatto crescere nei consiglieri una certa voglia di protagonismo?  Una domanda legittima con una risposta, purtroppo, scontata…

Commenta questo articolo

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here