Consiglio comunale dei veleni politici e dell’Ecocentro

Quando non molto tempo fa osammo definire il Centro di Raccolta Rifiuti come la “TAV Barlettana“, l’intento sarcastico era più che evidente e particolarmente accentuato. Mai però si sarebbe arrivati a pensare che un consiglio monotematico sull’argomento, naturale ed ulteriore passo di un lungo percorso che ha visto finalmente quella partecipazione della società civile tanto agognata dal sindaco Cascella, sarebbe finito, dopo oltre sette ore di duro dibattimento, alle volte ai limiti del paradossale, in un deludentissimo nulla di fatto.

Forse l’enorme ritardo con cui ha avuto inizio il Consiglio Comunale poteva essere un sintomo di questo sconfortante finale, ma qui a Barletta siamo abituati a ritardi ben peggiori le due ore raggiunte in questa ultima occasione, fatto sta che quanto è accaduto nelle ore successive non ha lasciato presagire nulla almeno fino alle battute finali di questo Consiglio.

Come già anticipato precedentemente, il Consiglio si è aperto con il subentro dell’avv. Pier Paolo Grimaldi nel ruolo di consigliere al posto dell’appena nominato assessore Marcello Lanotte; in breve tempo si è poi passati a prendere atto prima della sentenza del Tar che prevedeva la sostituzione del consigliere Losappio con Pino Rizzi per poi giungere ad applicare il decreto del. Consiglio di Stato, che ha sospeso la sentenza suddetta fino al termine del riesame della stessa.

Si è poi passati, sempre piuttosto speditamente, all’esame delle interpellanze dei consiglieri: il consigliere Cannito ha chiesto delucidazioni riguardo i lavori sull’acquedotto attualmente in corso in Via Nazareth, chiedendo un maggiore controllo dell’amministrazione (che, come specificato dall’assessore Dipalo non spetterebbe alla stessa) sulla buona esecuzione degli stessi e su un corretto riposizionamento delle basole; il gruppo di centro-destra rappresentato da Dario Damiani ha poi presentato due interpellanze, una riguardante eventuali lavori di recupero della cappella piramidale del Cimitero comunale, interventi che sembrano già previsti secondo l’assessore Dipalo, l’altra riguardante le condizioni di via Carducci e l’eventuale acquisizione del Comune delle strade della zona, attualmente di proprietà delle IACP.

Numerosi sono stati poi i chiarimenti richiesti dal consigliere Catino che, dopo aver sottolineato la lentezza dell’amministrazione nel rispondere alle proprie interpellanze, ha chiesto delucidazioni su l’accordo tra Comune e Buzzi Unicem per la piantazione di 100 essenze arboree, secondo quanto stabilito dopo che la Regione ha permesso alla società di aumentare la quantità di rifiuti da poter incenerire. La seconda interpellanza del consigliere pentastellato è invece stato più un parziale ringraziamento all’amministrazione per aver accolto la proposta di privilegiare l’assegnazione dei ruoli di scrutatore e presidenti di seggio ai disoccupati e non occupati nella tornata elettorale appena passata, lasciando però trasparire, forse in una sede non proprio adatta, che sarebbe stato all’uopo specificare che l’idea provenisse dal Movimento 5 stelle stesso.

Si è infine passati alle ultime interpellanze, ovvero quella del consigliere Marzocca sulle precarie condizioni di via Achille Bruni, la cui messa in sicurezza tramite lavori di ammodernamento e rifacimento della segnaletica è stata assicurata dall’assessore Lanotte, e infine quella del consigliere Basile, che ha chiesto se i lavori per l’area attrezzata a parco giochi in via Tatò fossero ancora previsti, ricevendo risposta affermativa dall’assessore Pelle.

Giunti al momento di trattare il punto all’ordine del giorno più importante, il consigliere Ventura ha richiesto la sospensione di mezz’ora (divenuta ovviamente un’ora abbondante) per poter discutere meglio circa il destino del Centro di Raccolta.

La ripresa del consiglio segna un passo decisivo verso il disastroso finale: il consigliere Catino propone una mozione riguardante i lavori di adeguamento delle rampe di accesso alla spiaggia per i disabili. Dopo le accuse di alcuni consiglieri rivolte ad una volontà strumentalizzatrice della rappresentante del Movimento 5 Stelle, è dovuto intervenire per ben due volte il nuovo consigliere Grimaldi che, facendo in pratica le veci del segretario (il quale ad un certo punto della diatriba ha paradossalmente esclamato “Lasciatemi stare”), ha spiegato come una mozione del genere non potesse essere discussa senza previo parere tecnico e finanziario.

Passati finalmente, dopo una parentesi che se non fosse così importante “ai fini della trama” avremmo volentieri fatto a meno di riferire, alla discussione del punto riguardante il Centro di Raccolta, le prime impressioni espresse lasciavano presagire una conclusione piuttosto rapida: Cannito, Basile e Caracciolo si sono subito detti favorevoli al cambio di ubicazione del centro e lo stesso Caracciolo, ammettendo che la vecchia amministrazione, di cui faceva parte, poteva aver commesso un errore di valutazione, ha proposto una mozione di impulso per la modifica dell’attuale progetto, prevedendo lo slittamento del centro di circa 50 m, nella zona tra via degli Ulivi e il centro sportivo Manzi-Chiappulin.

Apparentemente favorevoli i commenti dei consiglieri Damiani e Alfarano, che non hanno perso però l’occasione di criticare quanto fatto dalla vecchia maggioranza di sinistra, critiche poi condivise anche dal Sindaco nel lungo discorso in cui ha illustrato passo passo l’evoluzione del progetto, lasciando intendere tuttavia che il cambio previsto nella mozione di Caracciolo poteva trovare dei motivi ostativi.

È stata quindi richiesta, stavolta dal consigliere Cannito, un’ulteriore sospensione per valutare la mozione presentata, sospensione veementemente non voluta dal consigliere Alfarano, il quale voleva discutere della mozione in Consiglio, acquisendo i pareri tecnici dai dirigenti preposti. Ha però prevalso la proposta del consigliere socialista e, dopo una sospensione di un quarto d’ora durata (in realtà il triplo), ha avuto inizio il vero degenerare della situazione.

Pur venendo ribadito più volte che una mozione con carattere di impulso politico rivolto all’amministrazione, e che quindi non prevede direttamente nessun impegno di spesa, non necessita di alcun parere tecnico obbligatorio, il consigliere Alfarano ha insistito per ottenerne uno, incalzato poi dal consigliere Catino che, forse più ragionevolmente, ha voluto chiarimenti su quali conseguenze avrebbe avuto la modifica del progetto sui finanziamenti regionali già sulla carta ben stabiliti a patto che venissero seguite determinate condizioni.

Le risposte date dalla dirigenza comunale non sono state positive: oltre a elementi ostativi quali la destinazione specifica della nuova area non compatibile con quella del Centro Raccolta e dei regolamenti speciali che riguarderebbero la zona in cui edificare, l’inadempimento di quanto stabilito con la Regione ormai anni fa comporterebbe delle conseguenze, non ben definite, alla Città, come anche ribadito da Cascella.

Ad aumentare il dissenso sono giunte le opinioni dei consiglieri Doronzo e Campese, i quali hanno insistito sull’importanza del centro anche in connessione con la raccolta porta a porta e la strategia Rifiuti Zero, imputando il forte desiderio dei 3000 cittadini contro l’attuale ubicazione del centro alla disinformazione più totale su cosa sia in realtà il Centro di Raccolta, non una discarica di materiali pericolosi ma solo un luogo in cui vengono raccolti e riciclati materiali assolutamente innocui come carta, plastica, vetro e alluminio. Le dichiarazioni hanno poi lasciato trasparire, non tanto discretamente, una critica verso un disinteresse di molti consiglieri, interessati piuttosto ad ottenere un facile consenso tra gli elettori.

Lo scaldarsi degli animi ha portato allo sfogo del consigliere Cannito e all’ennesima richiesta del gruppo di centro-destra di avere i non necessari pareri tecnici, senza i quali i consiglieri del gruppo avrebbero abbandonato l’aula. È così è stato, lasciando, dopo sette ore e mezza di consiglio, l’assemblea priva del numero legale e quindi incapace di deliberare alcunché.

Si chiude così, tra dibattiti sorprendentemente civili da un lato e assurdità al limite del più totale e insensato paradosso, questa lunga giornata del Consiglio Comunale che in realtà è come se non ci fosse mai stata. Il dialogo che all’inizio sembrava essere costruttivo si è spogliato di qualsivoglia utilità divenendo teatro di uno spettacolo fatto di inutili accuse e osservazioni valide del tutto seppellite da sterili rivalità politiche. Eppure la materia per ottenere un buon risultato c’era, e le prime fasi del dibattimento hanno in effetti lasciato ben sperare, ma tutto è poi precipitato nel più classico dei finali per la politica nostrana.

Poco importa che il Centro di Raccolta sia un’opportunità o una minaccia, nulla verrà mai deciso realmente finchè l’amministrazione comunale non si libererà di quei mali che, persino in questo consiglio, il sindaco Cascella ha denunciato. Mali che appartenevano alla vecchia amministrazione, certo, ma che sembrano aver trovato un nuovo, degno proprietario.

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Vittorio
Vittorio Grimaldi è nato il 17 agosto 1991. Diplomato presso il Liceo Classico "A. Casardi" di Barletta, attualmente studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Appassionato ed esperto di folklore e mitologia, gestisce dal 2013 il canale youtube a tale materia dedicato "Mitologicamente". Giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti della Puglia, dal 2014 è stato cronista politico della testata online Barletta News fino a dicembre 2017.

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