Consiglio Comunale dai dialoghi distruttivi

L’attività dell’Amministrazione Comunale continua imperterrita a riempire la cronaca della nostra città, eppure gli argomenti trattati nella sostanza, partendo dai numerosi problemi trattati nei vari punti all’ordine del giorno, sono stati tristemente sempre gli stessi.

Con una nuova seduta ormai alle porte, il consiglio comunale di ieri è stata, infatti, l’ennesima occasione per rivangare vecchi argomenti triti e ritriti, tutti per di più già profusamente trattati nelle scorse due sedute consigliari.

Punto cardine della seduta di ieri, 16 giugno, è stato l’approvazione del Rendiconto di Gestione relativo all’Esercizio Finanziario 2013, un rendiconto che non ha fatto altro che mostrare ancora una volta gli strascichi ereditati dalla passata amministrazione che ancora affliggono quella nuova ad oltre un anno dalla sua elezione.

Purtroppo, e per l’ennesima volta, l’approvazione del rendiconto (come in precedenza lo è stato quella, poi rinviata, dei debiti fuori bilancio) si è rivelato l’ennesima scusa per tornare a rivangare gli errori del passato, ad accusare la vecchia amministrazione, i cui componenti sono, almeno in parte, tutt’ora presenti in seno al consiglio, e anche la nuova, colpevole secondo l’opposizione di non aver lavorato per trovare una soluzione utile alla disastrosa situazione economica ereditata.

Il consiglio comunale si è così trasformato in tutt’altro che una sede propositiva di nuove idee o luogo di un “dialogo costruttivo”, come affermato in chiusura dei lavori dal consigliere Ventura, ma più che altro nel solito, classico e squallido teatrino in cui maggioranza e opposizione si sono vicendevolmente, rispettivamente, di impedire lo svolgersi di una corretta attività politico-amministrativa, non sapendo attuare una opposizione costruttiva, e di aver adottato nel corso degli anni una serie di decisioni sostanzialmente tutte sbagliate, che hanno portato Barletta nella situazione attuale, con diversi milioni di euro da spendere per ripagare i debiti fuori bilancio e non più utilizzabili per attuare gli investimenti utili alla ripresa economica della città.

E così, tra la strenua opposizione del consigliere Cannito, le accuse politiche e il fermo rifiuto di votare favorevolmente del gruppo di Forza Italia rappresentato dal consigliere Damiani, le richieste di chiarezza del consigliere catino del M5S e le rassicurazioni dei partiti di maggioranza (che pure hanno mostrato segni delle consuete divisioni interne), a chiudere la discussione è dovuto intervenire il sindaco Cascella che, dopo aver aperto i lavori illustrando di persona la proposta di rendiconto (Relazione del sindaco Cascella), ha illustrato in maniera particolarmente dura tutti gli sforzi compiuti  nel corso della propria amministrazione per porre rimedio ai problemi che affliggono la città.

Alla volontà ormai risaputa di non voler imitare i modi di gestire la cosa pubblica utilizzati in precedenza, si il disappunto per la piega prese dal dibattito consigliare, divenuto come già detto solo uno sterile teatrino, e arrivando, seppur in maniera piuttosto sottile ma al contempo terribilmente risoluta, a minacciare di prendere “qualsiasi misura necessaria” qualora il comportamento delle parti politiche fosse rimasto ancorato alle vecchie consuetudini.

Una dimostrazione di grande spirito per il primo cittadino che, forse per la prima volta veramente alterato, ha tenuto a precisare che sono stati molteplici gli sforzi dell’Amministrazione Comunale che sono passati inosservati, subissati dai fin troppo in vista errori accumulatisi in anni e anni di scelte politiche a volte troppo poco oculate.

Le dure dichiarazioni del sindaco probabilmente hanno avuto il merito di ricompattare la maggioranza e di conseguenza il Rendiconto è stato approvato con i voti favorevoli di tutti i partiti della stessa, con astenuta la rappresentanza del Movimento 5 Stelle e Partito Socialista e contrario il gruppo di centro-destra, chiudendo la tersa seduta di consiglio del mese di Giugno, in attesa della quarta in programma per domani, con l’auspicio, forse vano, che si parli realmente della risoluzione dei problemi che affliggono la nostra città piuttosto che sottolinearli e usarli come arma per fare della semplice quanto inutile demagogia.

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