Consiglio Comunale da asilo nido

C’è davvero da divertirsi assistendo ai lavori (?) dell’odierno  Consiglio Comunale di Barletta, il secondo a di stanza di 36 ore dall’altro  dal connotato quasi  monotematico riguardante l’Ecocentro del Parco degli ulivi e diventato delle discordie e delle più acerbe indisciplinatezze politiche tanto da far concludere la scorsa seduta in una pilatesca soluzione mancando il numero legale “ proposto” dalle opposizioni.

L’eco dell’Ecocentro si è riproposto in mattinata con una serie di spavaldi ottocenteschi insulti tra le fazioni minoritarie e maggioritarie. Sembrano facciano sul serio sfrecciandosi e addossandosi responsabilità di qualsiasi tipo ma poi è difficile sincronizzarle  fino in fondo quando poi,  nei bar adiacenti al Teatro Curci, sede del Consiglio,  lo sgomitarsi allegro tra i consiglieri torna complice e goliardico. Una storia antica, una farsa che non sorprende più, nemmeno quando la irritazione del Dott. Cannito indugia contro la sinistra più monotona e moralistica invocando la “ rottura delle palle” con conseguenti scuse.

E vi pare che non ci sia da divertirsi? Anche in mattinata dopo il nuovo collaudo del ritardo inizio lavori che si è protratto di due ore. Previsto per le 8,30  la campanella della Presidente del Consiglio  Peschechera è trillata alle 10,30 neppure in punto.  E’ la problematica del Ciappetta-Camaggio con relativo rischio idreogeologico  richiamata dal Consigliere Losappio ad interessare per pochi minuti l’aula anche con la elegante vocina dell’assessore alle Politiche urbane Azzurra Pelle.

A questo punto l’attento consigliere Cannito, notato il gran numero di sedie vacanti della maggioranza,  chiedeva la verifica del numero legale. A salvare il conflitto numerico davvero eclatante è stata l’abnegazione della Consigliera 5 stelle Catino  che ha consentito il quasi regolare procedimento dell’assise. Quasi, perché le assenze hanno dato adito ad un nuovo aspro amaro confronto tra i pochi in aula: 16. Regole della democrazia, ostruzionismo, tatticismo, insipienza, irresponsabilità e persino complicità della Signora Catino con la maggioranza, stigmatizzata  da un numero di consiglieri minoritari. Dopo l’abbondante insalata mista di inconsapevolezze si è proceduti all’esame del primo argomento in discussione: realizzazione di un asilo nido sull’area ubicata tra viale Ippocrate e vicinale Tittadegna con relativa approvazione , proposta e schema di convenzione.

Ebbene da questo momento l’essenza del Consiglio ha perduto prerogative, diventando una gran collegiale Commissione alla ricerca di spiegazioni.  Dopo la favorevole esposizione dell’Ing. Santeramo che ripercorre le lungaggini burocratiche patite sin dal 2010 dall’indistinto “ privato” che con un investimento di due milioni di Euro intende riqualificare la zona con un asilo nido privato.  Insomma quattro anni dopo e dopo ogni farraginoso ed inimmaginabile sforzo burocratico, il progetto arriva in aula per la rapida convalida.

La Consigliera Giuliana Damato spiega l’abnegazione e la sorveglianza più austera messa in atto per il più favorevole esito del progetto. Macchè. Quasi tutti gli altri sembrano cadere dalle nuvole reclamando che gli atti di conoscenza importanti sono giunti sui loro tavoli solo poco prima. E non risultano neppure tanto peregrini. Le giuste insolenze raccontate dai consiglieri dubbiosi si moltiplicano con un crescendo imprevedibile.

Si prospetta addirittura una illegittimità sull’intera prospettazione in gran parte dissipata dall’ing. Di Bari che ha, con particolari tecnico-legislativi,  quasi tranquillizzato i più recalcitranti tra cui Cannito, Damiani, Alfarano, Di Cataldo.  Uno dei nodi più controversi è sul numero dei bambini meno abbienti che usufruiranno dell’Asilo. E quanti saranno in effetti i bambini ospitabili? 25, 26, 28? E in quale numero la facilitazione assicurata dal sig, Privato al Settore Affari Sociali?. Insorgono gli emendamenti e in ora tarda, le 15, viene votata la complicata e ancora non del tutto compresa materia che provoca autodefezioni e allontanamenti strategici. Come voler dire: Io non c’ero. Poi la votazione: 16 favorevoli, 1 astenuto ( proprio l’ingegnere consigliere  Santeramo quasi proponente del tema). 16 risulteranno gli assenti. Pausa pranzo poi si riprende. Buon appetito

 

Commenta questo articolo

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here