Consiglio comunale “a mezzo servizio” : teatro e provvedimenti last minute

Soffre, arranca, zoppica ma alla fine, dopo ben 4 ore di estenuante discussione, la maggioranza guidata da Pasquale Cascella riesce a tagliare il traguardo approvando, come da prassi, sul filo di lana, provvedimenti importanti quali: il Piano Comunale per il diritto allo studio per l’anno 2016; le Variazioni di urgenza ex art.42 comma 4 ed art. 175 comma 4 D.Lgs. 267/2000 e le Variazioni di bilancio relative al 2015/2017 ex art. 175 D. Lgs. 267/2000.

Terminato il giro di riscaldamento con interrogazioni e interpellanze i cui riscontri pervengono ai consiglieri proponenti sempre in “puntuale” ritardo, appena tre provvedimenti, dunque, hanno visto la luce durante la seduta Consiliare svoltasi lunedì 30 novembre. Il nutrito ordine del giorno è stato snobbato dalla maggioranza che ha pensato “bene” di acconsentire al rinvio della seduta a data da destinarsi, supportata, in questa più che infelice scelta, dai socialisti i quali, seppur avendo dichiarato di voler restare all’opposizione, di fatto si sono sempre espressi a sostegno della maggioranza. Ai politici chi li capisce è bravo. La richiesta è stata comunicata all’assemblea dal capogruppo del partito democratico, consigliere Pasquale Ventura, il quale si è fatto portavoce dell’istanza senza fornire alcuna motivazione e senza essere per questo contestato: d’altronde il regolamento non prevede che si debba opportunamente motivare la richiesta di rinvio di una seduta. E poi, si sa, quando si è tutti una grande famiglia, non è conveniente polemizzare. Insomma in perfetto clima pre-natalizio, e come se nulla fosse accaduto sino a quel momento, ci si è scambiati gli auguri del Santo Natale ormai alle porte: la fiction era terminata e il sipario era calato. Ma facciamo un passo indietro per descrivere come si è svolta la seduta.

La politica dovrebbe avere il dono del pragmatismo (senza trascurare l’idealismo) e invece protagonista è stato lo stesso stallo dialettico di sempre: fiumi di parole e dialoghi tali solo all’apparenza, hanno caratterizzato l’intera discussione. Dai politici in sala non è venuto che un profluvio di vacue parole di rito, fatte salve poche eccezioni: gli interventi provenienti dai banchi dell’opposizione e il contributo offerto, con riferimento all’approvazione del Piano Comunale allo studio per l’anno 2016, dal consigliere Carmine Doronzo, il quale ha espresso soddisfazione anche attraverso la sua bacheca facebook per il brillante risultato conseguito dalla VIII Commissione Consiliare Permanente “Cultura e Pubblica Istruzione, di cui è Presidente: << Nonostante una situazione generale non positiva a causa di una Giunta ormai inadeguata- ha commentato il consigliere di Sinistra Unita- l’apporto offerto in questi mesi ha fatto sì che il nostro piano comunale sia risultato tra i più avanzati in regione.Vorrei anche ringraziare gli studenti, i docenti e le famiglie che in questi anni non hanno mai fatto mancare le loro critiche e le loro proposte, senza le quali non saremmo mai potuti arrivare a tanto>>.

La deriva autistica di questa classe politica dedita alla tutela degli interessi di bottega si è, insomma, consumata nel reciproco e consueto rimpallo di responsabilità e accuse tra il sindaco e i pochi consiglieri intervenuti alla discussione, mentre la maggiorparte seguiva con enfasi, e a “tablet unificati”, le sorti della squadra del cuore; altri ancora si intrattenevano con discorsi frivoli nella sala adiacente a quella consiliare, come è consuetudine. Uno spettacolo offerto ai cittadini che potremmo definire un monumento all’incomunicabilità, all’indifferenza verso le problematiche della città, all’apatia.

Dove sono finiti i buoni propositi e le belle speranze per il futuro prospettate dal sindaco Cascella durante la campagna elettorale che lo ha legittimato alla guida della città? Un lontano ricordo! La regia è tornata ad essere la stessa di sempre con i medesimi protagonisti che hanno in pugno le sorti di una città che non è riuscita a liberarsi dalla pesante eredità del passato. Un passato prepotentemente riemerso che ha travolto chiunque abbia inteso liberarsene: dai dirigenti agli assessori, senza risparmiare lo stesso primo cittadino che appare completamente ingabbiato dal Partito Democratico barlettano. Un gruppo in preda ad una fittizia unità e ad una confusione di idee senza precedenti. A far notare all’assise le lacune ormai note dell’amministrazione ci hanno pensato i consiglieri di opposizione i quali, ciascuno per propria parte, hanno rivolto aspre critiche e al sindaco e alla Giunta. Ha aperto la discussione il consigliere Losappio che comunicato all’intero consesso la sua “dipartita” dal gruppo consiliare di appartenenza, cogliendo al balzo l’occasione, più che ghiotta, per denunciare le inefficienze e l’incapacità di una amministrazione ripiegata su se stessa, immobile e dall’organizzazione farraginosa. Sulla stessa lunghezza donda il contributo offerto dal consigliere Cannito, il quale, nel chiarire definitivamente (?) , in prima battuta, la collocazione politica dei socialisti tra le fila dell’opposizione sino al termine della legislatura in corso poiché “eticamente si intende rispettare la volontà degli elettori che hanno allocato il partito socialista in una posizione non di ruolo di governo della città”, ha mosso, invece, nella seconda parte del suo energico intervento, una serie di accuse al primo cittadino con toni molto severi, dichiarando che: << Allo stato non riteniamo sussistano le condizioni politiche di una nostra partecipazione al governo della città>>, salvo poi offrire piena disponibilità in occasione della prossima tornata elettorale: << Alle prossime elezioni comunali- ha proseguito il socialista- si rende necessario ricomporre il quadro politico a sinistra, diviso nelle ultime elezioni amministrative >>. Insomma, che dire: dichiarazioni alquanto sibilline le sue. Ci saremmo aspettati, atteso il temperamento battagliero e risoluto del consigliere Cannito, un atto di coraggio nonché di coerenza politica nel mantenere il ruolo di opposizione e non solo limitatamente alla legislatura in corso ma anche per il prosieguo. Ma evidentemente il socialista non ha perso la speranza di potersi nuovamente candidare a sindaco della città e magari, perché no, quella di vincere finalmente le elezioni. Non si sono risparmiati, in termini di dure contestazioni rivolte all’amministrazione tutta, anche i consiglieri della ormai sempre più esigua opposizione: Flavio Basile e Gennaro Cefola. Entrambi hanno rimarcato l’urgenza di una gestione oculata e responsabile delle risorse economiche ed umane di cui l’amministrazione dispone.

Ha riportato la discussione sui temi all’ordine del giorno il consigliere Damiani attraverso una severa bacchettata sul modus operandi ormai più che consolidato della Giunta Cascella che continua ad imporre al Consiglio le proprie decisioni di fatto esautorandolo:<< Questa delibera di Giunta non è emendabile – ha chiosato il consigliere forzista dal suo scranno, con riferimento alla delibera di Giunta relativa alle Variazioni di Urgenza- quindi lo spirito con cui viene sottoposta al Consiglio è quello di imporla all’assise a cui si chiede soltanto di ratificarla. Inoltre – ha continuato Damiani- nella proposta di delibera si dispone che l’avanzo di amministrazione debba essere in parte destinato alle consulenze di professionisti esterni all’ufficio tecnico: questa maggioranza politica non pensa al bene della città ma al proprio bene. Evidentemente ha da distribuire un po’ di incarichi a tecnici amici. Affrettatevi, dunque, a prenotarvi per concorrere all’assegnazione di questi incarichi – ha suggerito Damiani ai presunti consulenti ritenuti “amici”della compagine di maggioranza- altrimenti potrebbe essere troppo tardi>>. Tradotto in soldoni, la Giunta viene definita dal consigliere Damiani arrogante, presuntuosa e clientelare. Nessuno ha replicato in maniera chiara e decisa alle pesantissime accuse mosse dal capogruppo di Forza Italia: dai banchi della maggioranza ci si è limitati a rispedirle frettolosamente al mittente e a definirle “ costi di progettazione equiparabili al rischio di impresa”. Affermazioni sconcertanti e inaccettabili se si pensa al fatto che chi corre il c.d. “rischio di impresa” è il comune e che lo corre soprattutto con i soldi dei cittadini. Lascio ai lettori eventuali ulteriori considerazioni.

ll consiglio comunale della città della Disfida è, ahimè, lo specchio di una società basata sull’assenza di dialogo, sull’arrivismo da primadonna e su rivendicazioni continue e spesso fuori luogo. E mentre consiglieri troppo muti o troppo chiacchieroni fanno pingpong di accuse, le esigenze della città finiscono nel dimenticatoio di amministratori troppo occupati a farsi perenne propaganda elettorale. In questo groviglio di faccende personali trovare spazio per garantire il bene dei cittadini, non è cosa facile. E ancor di più non lo è per quei consiglieri che ormai soli vorrebbero con serenità mettersi al servizio della città utilizzando come unico strumento la buona fede. E’ sempre la solita storia, siamo senza speranze!

 

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Patrizia Corvasce

Patrizia Corvasce, classe ’72.
Maturità classica. Giornalista pubblicista iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Puglia dal 1° febbraio 2016. Appassionata di diritto, teatro e politica. Già consigliere comunale. Attualmente collabora con la testata giornalistica telematica Barletta News occupandosi prevalentemente di approfondimento politico. Crede che la libertà di stampa dipenda soprattutto dalla volontà di fare informazione libera.

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