Consigli cinematografici per i bambini, tra il Natale e la magia dell’inverno

L’arrivo delle festività natalizie per i bambini si lega indissolubilmente all’inverno ed al tradizionale fascino di questo magico periodo. Ripercorriamo con voi alcuni passi recenti della storia dell’animazione contemporanea, per scaldare i nostri cuori e quelli dei nostri figli in queste fredde serate, magari davanti ad un caldo caminetto. Buona visione da Barletta News !

Balto

baltoIspirato a una storia vera, “Balto” rientra a pieno titolo tra i titoli “invernali” del cinema d’animazione. Le premesse storiche narrano delle gesta di un husky da slitta che partecipò, nel lontano 1925, ad una difficile spedizione. Lo scopo era salvare gli abitanti della piccola città di Nome, in Alaska (località divenuta celebre in ambito cinematografico anche grazie a “Il quarto tipo”) , da un improvviso e violento focolaio di difterite. A farne le spese, i bambini della piccola cittadina. In loro soccorso arriverà però il coraggioso Balto, che con l’aiuto dell’oca Boris e della cagnolina Jenna, riuscirà a guidare l’eroica consegna del medicinale alla cittadinanza, salvando così da morte certa i più piccoli, tra i quali figura Rosy, padroncina di Jenna. In “Balto” l’inverno si colora del freddo germe dell’isolamento, della sfiducia della società, per una via di fuga rappresentata unicamente dal riscatto personale. Il cane protagonista, perennemente in bilico tra la paura del disprezzo dei membri della propria razza canina per l’impurità delle sue origini, e la timorosa diffidenza degli abitanti del villaggio, riuscirà ad affrancarsi solo grazie a ciò che ha dentro, all’audacia di un animo dall’indole fiera e indomabile. Chiusura della pellicola gira in live action, con dedica al monumento sito al Central Park di New York in onore delle 600 miglia percorse dal cane tra i ghiacci artici.

Frozen, il regno di ghiaccio

frozenFrozen ha rappresentato la rifioritura della vecchia scuola Disneyana, un ritorno da conquistatrice per la principessa in un ottica cartoonesca sempre più mascolinizzata, andando per certi versi ad ultimare e concretizzare il processo già avviatosi con “Rapunzel” e “Ribelle-The Brave”. La Disney è riuscita con questo titolo a rivitalizzare un concept abusato in animazione mescolandolo sapientemente , ed in maniera intelligentemente profana,  alle conquiste dell’ultimo quindicennio Pixar. L’Amore non è più motore indispensabile della rappresentazione, ed anzi il sentimento, pur nelle sue sfaccettature negative, pervade l’ambientazione fino a caratterizzarla, in un virtuoso e preziosissimo inverno dell’animo. Il carattere primordiale della riuscita di questo fantasticare sulla fraternità del legame non è solo un gradito ritorno, grazie al personaggio di Elsa, alle origini del culto elegante della nobiltà (cosa che non avveniva in questi termini dalla Jasmine di “Aladdin”), ma anche uno specchio sincero e luminoso sulle nostre solitudini. Solo il calore può sciogliere i freddi prati della lontananza, e sarebbe un bene ricordarlo in primis anche a noi stessi .

Polar Express

polar-express1La metafora del viaggio è un’altra tematica cara in ambito metalinguistico, sottendendo come forse solo essa e poche altre possono fare, l’idealizzazione di un percorso compiuto nell’esperienza fisica e spirituale, nel caso di specie in un’angolazione squisitamente educativa. In “Polar Express”, opera di Robert Zemeckis del 2004 ispirata da un soggetto di Chris Van Allsburg, che ricorderete come autore letterario di “Jumanji”, vediamo all’opera la digitalizzazione completa di un attore. Tom Hanks, rigido e “invernale” capotreno, è una boa indispensabile nell’economia emozionale del film, incarnando in un’ottima e “poliedrica” prova recitativa l’iperbole dell’adultità e dell’immenso mistero sulla crescita osservata dagli occhi di un bambino. Il giovanissimo protagonista si interroga infatti sull’esistenza di Babbo Natale ed il Polar Express, con la sua coloratissima ed onirica traversata, arriverà proprio nel momento esatto affinché il bambino colga appieno il significato edificante dell’immaginazione. Non siamo sui livelli della traversata immaginifica di “Spirited Away”, ma siamo sicuri che le peripezie di questo treno a vapore sapranno ritagliarsi un posto privilegiato nel cuore dei più piccoli.

Anastasia

anastasiaL’epopea e la caduta dei Romanov in Russia, addolcita dalla fiaba della piccola Anastasia, scampata alla maledizione scagliata alla sua famiglia dal perfido mago Rasputin e alla successiva ribellione e presa del Palazzo d’Inverno a San Pietroburgo da parte del popolo rivoluzionario. Anastasia, protagonista che ha perso la memoria in seguito ad un tragico incidente, dovrà lottare per riottenere il suo passato e, assieme ad esso, la felicità che le spetta. Ma sulla sua strada incontrerà ancora una volta il malvagio Rasputin, oltre a Dimitri, il ragazzo che dieci anni prima la salvò dal malvagio consigliere di suo padre, lo Zar Nicola I. La protagonista e il suo salvatore si innamoreranno e coroneranno negli Stati Uniti l’avventurosa favola del loro amore. Al di là dell’opinabile e libera interpretazione del retroterra e della storicità pregressa dei sovrani russi, che in questa pellicola d’animazione vivono di una rappresentazione fin troppo bonaria e lontana dagli accadimenti reali, la creatura di Don Bluth (il padre di “Dragon’s Lair” e di “Pollicina”) brilla per realizzazione tecnica e per scelte visive, che si avvalgono persino della tridimensionalità. Indimenticabili le sequenze del ballo e del mancato annegamento della principessa, ma a brillare è l’atmosfera tutta, incastonata tra due imponenti città europee che stupiscono per grandiosità poetica e senso del monumentale, in un’elegia del maestoso quasi disneyana.

Le 5 leggende

le5leggendeUltima pellicola, anche in ordine temporale, della nostra piccola rassegna. Un cast di protagonisti e personaggi d’eccezione nel quale figurano personaggi come Jack Frost e Babbo Natale, in una sua gustosa rivisitazione moderna con tanto di tatuaggi e di fantastiche abilità nel combattimento. A minacciare questi ed altri personaggi che popolano i sogni dell’infanzia ci sarà Pitch, l’uomo nero, intenzionato a privare i bambini della dolcezza del sonno, per trasformarla in terribili incubi. Questo film d’animazione della Dreamworks Animation, diretto da Peter Ramsey, è dei cinque l’unico a non necessitare di un approccio didascalico alle vicende, che si nutrono fin dal principio di una marcata vena action. Non a caso, è stato definito dai critici d’oltre oceano come un film supereroistico mascherato da cartoon. Il risultato si attesta comunque su livelli notevoli, anche grazie alle freneticamente divertenti e stuzzicanti gags tra i personaggi.

per una visione più approfondita sui film natalizi vi rimandiamo al nostro articolo speciale sul cinema natalizio  

Natale al cinema: viaggio tra mille tonalità, dal bianco etereo al rosso sangue

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Michele Lasala
Michele Lasala è nato a Barletta l'11/6/1989. Ha conseguito la maturità scientifica nel 2010. Iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, indirizzo d'impresa, é giornalista pubblicista dal 2016. Amante della lingua inglese, ha svolto un corso di Business English e possiede certificato Cambridge di livello B2. Nel 2016 consegue l'attestato Google: Eccellenze in digitale. Appassionato di Cinema e Poesia e scrittore a tempo perso, ha ricoperto il ruolo di responsabile della comunicazione presso NIDOnet e ne é attualmente addetto all'ufficio stampa. Dal Gennaio 2014 é redattore di cultura e spettacolo presso la testata telematica Barletta News.

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