Con “Orti in festa”, apertura straordinaria dell’Orto Botanico di Barletta

Finalmente i cittadini barlettani (e non solo) hanno potuto ammirare e visitare il tanto atteso Orto botanico situato tra Viale Marconi e Via Da Vinci nelle giornate del 20 e 21 giugno, grazie alla presentazione della manifestazione nazionale organizzata da Legambiente “Orti in festa”. Legambiente diffonde la cultura del verde e promuove gli orti urbani e sociali come buone pratiche che garantiscono l’autoproduzione di cibo sano e qualità, tutelando il territorio, il paesaggio urbano e periurbano dai rischi derivanti, dalla cementificazione e da fenomeni di degrado e abbandono. All’inaugurazione dell’evento hanno partecipato, l’Assessore all’Ambiente Irene Pisicchio, la Responsabile nazionale dell’Ufficio Agricoltura di Legambiente Daniela Sciarra e il Presidente di Legambiente Barletta Giuseppe Cilli, il quale ha spiegato ai partecipanti la strutturazione dell’orto botanico.

“L’ortobotanico è strutturato in 4 paesaggi: paesaggio dei frutteti, paesaggio dei querceti, riprende zona tipo foreste, paesaggio della macchi dunale con aree palustri e infine il paesaggio della Garica Murgiana. Il progetto nasce come programma di recupero urbano per la riqualificazione dell’ex distilleria, un complesso industriale di circa 5 ettari e buona parte di esso è sotto tutela dei beni culturali. Il progetto dell’architetto Gasparrini è il seguente: il giardino dell’orto che è quello di raccontare il paesaggio mediterraneo e avere un percorso curvilineo che si trasforma in labirinto, invece per quanto riguarda l’edificio dell’orto abbiamo “l’edificio museo” destinato all’esposizione virtuale dei paesaggi mediterranei e pugliesi e “l’edificio murro” che ospita attività commerciali”. Le criticità sono tante tra cui che sia chiuso e non accessibile al pubblico e che sia un’area degradata, dove l’inciviltà incombe.

L’idea si orto serve alle istituzioni pubbliche e private anche al sostegno di attività didattiche, educative valide per tutta la provincia. Le idee per aprirlo e gestirlo alla città sono: conoscenza e tutela del patrimonio botanico; conoscenza/ricerca delle varie essenze vegetali; elaborazione di progetti didattici come l’area museale della macchia mediterranea e la conservazione della banca del genoplasma; attività di tirocinio universitario; realizzazione di un sito internet per la diffusione e la promozione del progetto e scambio di conoscenze con altre esperienze nazionali ed internazionali, grazie al partnership del comune per rendere fruibile quest’area. Tanta affluenza di visitatori si è riscontrata nella giornata di sabato a cui sono stati dedicati delle visite guidate e attività di laboratori didattici per i più piccini per favorire la creazione di una
coscienza ambientale attraverso il gioco, regalandoli una graziosa piantina.

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