Commemorazione della Giornata della Memoria al Teatro Curci

Delegazioni studentesche e istituzionali unite nel ricordo della più grande tragedia del ‘900

“Non dobbiamo solo rendere omaggio alle vittime del passato ma costruire passo dopo passo un futuro di pace e di libertà. Parliamo, dunque, dell’oggi, delle questioni grandi e piccole della vita quotidiana ciascuno di noi è chiamato a scegliere. A scegliere da che parte stare.
Si deve poter scegliere con la consapevolezza di quanto sia costato conquistare, difendere e mantenere vivi i valori di libertà che sostengono la nostra vita democratica.
Questo è, allora, il senso più vero della memoria che oggi vi è affidata: ritrovarci insieme, sempre, dalla parte giusta della storia” .

Con queste parole il sindaco Pasquale Cascella è intervenuto oggi, alle ore 10,00 presso il Teatro Curci, alla manifestazione in occorrenza della Giornata della Memoria, promossa dal Comune d’intesa con il Prefetto di Barletta-Andria-Trani, in collaborazione con l’Archivio della Resistenza e della Memoria di Barletta e con l’Istituto di Letteratura Musicale Concentrazionaria. Alla manifestazione erano presenti, oltre il Sindaco, il Presidente della Provincia, Francesco Ventola, il Prefetto Clara Minerva e numerose delegazioni scolastiche.

La manifestazione ha avuto “ufficialmente” inizio, come stabilito nel programma, con la presentazione, ad opera del Responsabile dell’Archivio della Memoria, dott. Luigi Dicuonzo, del documentario “Memoria 2013, un evento straordinario”, che ha riassunto le celebrazioni svoltesi a Barletta nel corso del Settantesimo anniversario della resistenza civile e militare all’occupazione nazista, aperte da un incontro di una rappresentanza del Comune e dei famigliari delle vittime con il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

“Oggi abbiamo voluto dedicare la nostra commemorazione della memoria – ha commentato il dott. Dicuonzo – a tutti i nostri soldati che, dopo il 12 settembre del 1943 a Barletta, furono catturati e deportati nei campi di concentramento”
È intervenuto in seguito il Presidente Ventola, il quale ha sottolineato come sia importante ricordare i truci avvenimenti che hanno segnato la prima metà del secolo scorso, nonostante possa essere doloroso; “Perché aprire vecchie ferite? – ha detto il presidente Ventola – Noi non viviamo nel passato, ma il passato vive nel presente. Ricordiamoci sempre che qualsiasi cosa diciamo, qualsiasi siano i nostri obiettivi, non dobbiamo consentire che questo atroce passato possa ritornare ed essere il futuro nostro e dei nostri figli”

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Dopo le brevi dichiarazioni del Presidente della Provincia, sono stati invitati a salire sul palco un gruppo di ragazzi frequentanti l’Istituto Tecnico Commerciale “M. Cassandro”, che hanno raccontato l’esperienza vissuta in occasione della visita guidata presso il famigerato campo di concentramento di Auschwitz, ed è stato letto un testo elaborato da studenti di scuola media.

È stato poi tenuto un breve discorso dal prefetto Clara Minerva, la quale poi ha assegnato, assieme al Sindaco Cascella, due Medaglie d’Onore, conferite al novantaseienne Ruggiero Morgese, deportato IMI (Italiano Militare Internato) nei campi di concentramento (l’onorificenza è stata consegnata a suo nipote), e a Vincenzo Stasi, nipote di Matteo Stasi, anch’egli deportato dai nazisti.
“Questa è una giornata commemorativa – ha detto nel suo discorso il prefetto Minerva – che celebriamo e ricordiamo senza retorica. Dobbiamo doverosamente commemorare i tanti morti e perseguitati dalle leggi razziali, un genocidio che segna le più oscure pagine del ‘900 e della storia di tutta l’umanità”.

L’incontro si è chiuso con l’esibizione dell’ensamble dell’Orchestra Musica Concentrazionaria, che ha eseguito musiche ebraiche e di prigionia, la cui introduzione storica è stata curata dal maestro Paolo Candido. Un momento carico di emozioni che ha concluso una manifestazione sobria eppure carica di significato capace di attirare l’attenzione e di sensibilizzare anche gli studenti delle scolaresche presenti ai quali questa Giornata è indirizzata in via, se non esclusiva, principale, affinché gli orrori del passato non vengano dimenticati e perpetrati nel futuro.

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