Come divertirsi a Natale: attività e giochi fra tradizione e innovazione

Natale è una festività allegra, se non la più allegra per eccellenza, e in occasione delle feste natalizie spesso le famiglie si riuniscono per celebrare insieme e, perché no, queste grandi riunioni di famiglia diventano spesso il luogo ideale in cui cimentarsi in alcuni dei più classici giochi tradizionali di questo particolare periodo dell’anno.

tombolaPer quanto possa sembrare un luogo comune ricordarsi le grandi tavolate con decine di persone sedute attorno mentre lo zio di turno, al numero 47, urla “Morto che Parla”, la tombola rimane comunque uno dei giochi popolari, più antichi e ancora oggi più praticati nel periodo natalizio in tutto il territorio italiano, per quanto trovi nel Sud Italia le sue origini nonché il terreno migliore per la sua metaforica sopravvivenza., forse anche grazie alla semplicità di base del gioco e la cultura popolare che è venuta a formarsi attorno ad esso.

Giocare a tombola è in effetti semplicissimo: ognuno è munito di una cartelletta con una serie di numeri, mentre il moderatore scelto li pesca e li declama ad alta voce; chiunque riuscirà ad inanellare due numeri consecutivi su una riga della propria cartelletta, farà ambo e vincerà il primo premio, di solito più modesto, per poi scalare con la terna, la quaterna, la cinquina e infine la tombola. Ad aggiungere colore alla tombola, in realtà un gioco antichissimo con alle spalle, probabilmente, anche qualche segreto oscuro ed esoterico (viene da pensare che praticamente ogni cosa ha un suo passato oscuro in questo periodo!), arriva la Smorfia, che varia di regione in regione ed è la pratica particolare di assegnare ai numeri un proprio significato. Di tutte, la Smorfia Napoletana è sicuramente la più popolare di tutte, e alcuni dei suoi significati, come il 47 (morto che parla), l’1 (l’Italia), l’88 (i provoloni) e 90 (la paura), sono ormai di uso comune e parte della cultura nazionale.

trad_carte1Altri giochi tradizionalissimi sono quelli fatti con le carte, e il più tradizionale di tutti, almeno a Natale, è il sette e mezzo. Le regole anche qui sono di una semplicità allarmante: il numero di giocatori può variare, da un minimo di due ad un massimo quasi indeterminabile; ad ognuno viene data una carta, con un suo valore preciso (quello nominale per le carte semplici e mezzo punto per le carte con figura), e lo scopo è appunto quello di totalizzare il punto più vicino al 7 e mezzo, senza sballare, e sperando di pescare la “matta”, una carta figura speciale (nelle carte napoletane è il Re di Denari), che può assumere qualsivoglia valore.

Ma ovviamente non si può dimenticare la classicissima scopa, un gioco di carte praticamente per tutte le stagioni, che però si può accendere di vera sfida quando, due contro due, si inanellano con parenti spietate sfide a “scopone scientifico” il cui il più elevato numero di carte in mano e la possibilità di giocare di squadra rende tutto il gioco molto più riflessivo di quanto non si possa pensare, dovendo riuscire a contare le carte in mano agli avversari ed intuire quali sono rimaste da giocare e come, di conseguenza, creare una strategia vincente per portare la propria squadra alla vittoria.

carte_giochi_nataliziPer citare giochi con carte differenti dalle classiche carte da gioco (specie quelle napoletane, probabilmente le più diffuse al sud insieme alle carte da gioco francesi), tradizionali giochi sono anche il Mercante in Fiera e Uno. Il primo, come anticipato, ha un mazzo tutto suo e delle regole particolari. Il mazzo è formato da carte che raffigurano i soggetti più svariati, bizzarri e divertenti. Lo scopo del gioco è acquistare delle carte, tramite un’asta, che poi si riveleranno essere quelle vincenti. Il mazzo è doppio, nel senso che di ogni carta c’è una sua copia. All’inizio della partita vengono sistemate sul tavolo tre carte coperte, sopra alle quali verranno poi piazzati gli importi derivati dalla vendita delle carte, che costituiranno le vincite. Quindi si procede all’asta, fino a che tutte le carte non vengono acquistate. Infine, si scartano le carte fino a che non rimangono quelle vincenti. Come nel sette e mezzo, anche nel mercante in fiera si può giocare in tanti.

Uno è invece un popolare gioco abbastanza recente, prevede un mazzo particolare con carte dotate di un valore e di un proprio colore, paragonabile al seme, ma anche di carte con effetti particolari. I giocatore, di solito quattro, a turno dovranno cercare di associare ad una carta rimasta a terra una carta della propria mano o dello stesso colore o dello stesso valore, in modo da cercare, il più velocemente possibile, di rimanere senza carte in mano, ovviamente però le carte speciali avranno effetti particolari: potranno essere in grado di cambiare il colore da gettare nel turno successivo, invertire il senso del gioco e anche far pescare più carte dagli avversari. Regola fondamentale e distintiva de gioco è l’obbligo di urlare “Uno” quando si è in possesso dell’ultima carta. In realtà, con le carte napoletane è possibile giocare ad un gioco in tutto simile all’Uno, ovvero il Centouno, un gioco il cui scopo è identico al precedente, ma durante le partite si tiene il conto del valore della carte che rimangono in mano ai giocatori perdenti e vince l’ultimo che rimane col punteggio più basso. Il nome deriva dalla particolare regola per cui il giocatore che arriva a totalizzare 101, vedrà il suo punteggio azzerato e quindi ritornare in testa alla partita.

Tra i giochi di Natale tradizionali, ma con una più breve storia alle spalle, abbiamo i capisaldi dei giochi da tavolo, in primis Monopòli e Risiko, che infiammano gli animi e tengono impegnati per ore amici e familiari in partite senza esclusione di colpi (o di acquisti, se si parla del Monopòli).

glo_lineup_inf_i_inf_ii_infMa si sa, il mondo continua ad evolversi e persino i videogiochi ormai sono diventati una tradizione di Natale: alcuni prodotti escono con una cadenza annuale (Assassin’s Creed, Call of Duty, Battlefield e simili) e col passare del tempo giocarci il giorno di Natale è diventata una vera e propria tradizione, per quanto tali giochi siano altamente sconsigliabili ai più piccini. Per loro però, negli ultimi anni, ci si è mossi per fornire un prodotto che vada ad integrare il giocattolo “fisico” con quello digitale: serie come Skylanders, Disney Infinity e gli Amiibo prodotti dalla Nintendo prevedono infatti l’acquisto di action figures e giocattoli raffiguranti i beniamini di una serie videoludica o di una casa di produzione con la possibilità di integrarli, una volta acquistati, nel gioco principale, fornendo un divertimento sicuro, in costante espansione e quindi pressoché infinito.

Tra tradizione e innovazione, questi sono i possibili passatempi più diffusi nel periodo Natalizio e, certi che voi già ne conosceste parecchi, non possiamo far altro che augurarvi Buon Natale e, soprattutto, buon divertimento!

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