Il testo unificato delle proposte di riforma del Codice della Strada è stato finalmente presentato in Commissione Trasporti alla Camera dei Deputati.

Sembra oramai non mancare molto alla sua votazione e approvazione in Parlamento.

Tante le novità tra cui il raddoppio delle multe per chi circola senza copertura assicurativa nonché l’inasprimento delle sanzioni per chi guida con il cellulare e una maggiore tutela dei disabili al volante.

Accantonata invece, al momento, l’idea di innalzare a 150 Km/h  il limite di velocità in autostrada, nella consapevolezza che la velocità rientra tra le principali cause di incidenti.

Bocciata sicuramente la proposta di applicare sanzioni agli automobilisti che fumano in auto nonché  quella di autorizzare la guida contromano per le bici, permanendo unicamente la possibilità per i sindaci di autorizzarne il transito su corsie preferenziali.

Analizziamo le novità previste nel testo.

Inasprimento delle sanzioni per chi guida con il cellulare

Vietato guidare con il telefonino.

Non è questa in realtà la novità atteso che il divieto già vige.

A preoccupare saranno invece le pesanti sanzioni previste in caso di mancato rispetto del divieto.

Attualmente infatti se si è sorpresi alla guida con il cellulare, la sanzione amministrativa prevista comporta il pagamento di una somma compresa tra i 161 e i 647 euro.

La proposta di riforma introduce un innalzamento dei predetti importi per cui si dovrà pagare una somma compresa tra i 422 e i 1697 euro.

 Ad allarmare ancor di più è sicuramente la novità concernente la sospensione della patente già alla prima violazione.

Infatti, il Codice attualmente vigente prevede la sospensione, da uno a tre mesi, solo in caso di recidiva e precisamente se il soggetto compie un’ulteriore violazione nel corso di un biennio.

La riforma invece mira ad introdurre già alla prima violazione la sospensione della patente di guida da 7 giorni a due mesi prevedendo invece, per il caso di recidiva nel biennio, la sospensione da uno a tre mesi.

Maggiore tutela dei disabili

La riforma sembra non trascurare i più deboli ed infatti dispone che le persone invalide non saranno tenute alla corresponsione di alcuna somma in caso di occupazione di parcheggio a pagamento qualora gli stalli a loro riservati risultino indisponibili.

Previsto, altresì, un innalzamento delle sanzioni per chi parcheggia sugli spazi a questi riservati.

Se infatti attualmente è prevista una decurtazione di 2 punti per la predetta violazione, il testo in attesa di discussione ne prevede 4.

Ad aumentare in tal caso saranno anche le multe che raddoppieranno potendo arrivare ad un massimo di 647 euro.

Accertamenti per guida alterata

In caso di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope, l’uso di tali sostanze potrà essere dimostrato attraverso accertamenti sulla saliva, da effettuare presso laboratori fissi o mobili, sempre e comunque nel rispetto dell’integrità fisica.

In caso di rifiuto di sottoporsi ai predetti accertamenti troveranno applicazione sanzioni amministrative che potranno raggiungere i 1697 euro.

Motocicli di cilindrata di 125 in autostrada

Si mira a consentire la circolazione in autostrada o in tangenziale anche alle moto con cilindrata pari a 125 cc.

Ovviamente alla guida dovrà esserci un maggiorenne.

Occorre precisare che, in caso di approvazione, l’Italia si allineerebbe agli altri Paesi dell’Unione Europea che già prevedono l’ingresso in autostrada e tangenziali di moto con tale cilindrata.

 Guida senza RCA, strisce rosa e luce gialla al semaforo

Si punta al raddoppio delle sanzioni pecuniarie per chi circola senza RCA, attualmente fissate tra gli 849 e i 3396 euro.

Maggiore tutela per le mamme e infatti tra le novità figurano le strisce rosa oltre che per le donne in stato di gravidanza anche per chi ha figli di età inferiore ad un anno.

Sempre in un’ottica di tutela e sicurezza, sarà previsto un limite di durata minima di 5 secondi della luce semaforica gialla.

Nell’attesa che il testo incontri il favore dei parlamentari, il consiglio è quello di “allenarci” sin da ora ad una guida consapevole!

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Maria Teresa Caputo
Maria Teresa Caputo è nata a Barletta nel 1977. Dopo il diploma di ragioneria conseguito nel 1996, si è laureata in giurisprudenza nel 2003 presso l’Università degli Studi di Bari con votazione 110/110. Nel 2006 ha superato l’esame di avvocato presso la Corte di Appello di Bari, conseguendo l’idoneità. Durante l’esercizio della professione legale si è dedicata in particolare al diritto civile, partecipando a numerosi seminari.

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