Città marinare adriatiche e del tirreno chiamate a convegno a Barletta

città marinare

La presentazione del nuovo Volume dal titolo: “Amalfitani e città marinare di Puglia e Barletta. Dai Normanni al Viceregno, sec. XVI”, presso Auditorium, chiesa s. Antonio in Barletta, Venerdì 16 marzo alle 9.30, 2018.

Nel contesto degli scenari mondiali, mentre la piccola Italia si dimena ancora attonìta dalle nuove elezioni politiche, una delegazione dell’Autorità di sistema portuale del mare adriatico meridionale, partecipa per la prima volta, alla più importante fiera mondiale: al Seatrade 2018, in Florida, nell’ambito della collettiva dei porti italiani – organizzata da Assoporti – “Cruise Italy, one country many destinations”. Sarebbero stati presentati i nostri cinque porti: Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta e Monopoli.  In una sinergia con PugliaPromozione e Apulia Film Commission, sarebbe stato realizzato e presentato un video nel corso di un evento di promozione dedicato alla Puglia e ai principali porti pugliesi.

“Vogliamo puntare sempre più sullo sviluppo del mercato crocieristico – commenta il presidente Patroni Griffi – per i numerosi effetti positivi che riverbera sull’economia dell’intero territorio. Presentiamo al Seatrade i nostri cinque porti, ricchi di un’efficiente infrastrutturazione e qualificati servizi di accoglienza. Vogliamo rappresentare agli stakeholders che attraverso i nostri scali i turisti possono accedere a un territorio vasto e ricco di interesse storico, architettonico, enogastronomico e anche religioso. Da Manfredonia, porto dal quale si può facilmente raggiungere il santuario di San Giovanni Rotondo (nella stagione crocieristica 2018 sono già stati programmati due approdi), ai porti di Bari e di Brindisi che consentono di raggiungere, in breve tempo le bellezze di Valle d’Itria, Murgia e Salento.” E Barletta?

Insomma, la proiezione del traffico crocieristico, nella stagione 2018, è di circa 214 accosti nel porto di Bari; 47 a Brindisi; 23, peraltro in maggioranza con overnight, a Monopoli e due accosti a Manfredonia che così debutta nel mercato della crocieristica. Insomma, un incremento complessivo di oltre il 60 % di crocieristi e di quasi il 50% di navi rispetto alla passata stagione. E a Barletta cosa succede? Praticamente nulla. Nessuna paura. Per ora, “Il passo successivo – commenta l’Assessore regionale all’industria turistica e culturale, Loredana Capone – è rappresentato dall’integrazione dei diversi tipi di trasporto e ovviamente dalla corretta informazione e segnaletica multilingue”. Inoltre, “I porti sono il primo biglietto da visita della Puglia, strategici per invogliare il turista a conoscere le bellezze, la cultura, la enogastronomia che possono incontrare addentrandosi nelle città e nelle aree interne”.

Cosa in effetti, centra la conoscenza delle città e delle aree interne per turisti e crocieristi che approdano nei porti? Senza per altro una effettiva promozione delle identità marinare e loro beni culturali? Tuttora resta un bel enigma. Direbbe il buon saggio: tutto qui? No. Giacché, intanto, sulle Zes di Puglia esulta il vicesindaco di Lecce, Alessandro Delli Noci: “comprendere nella Zes [del Salento] adriatica 500 ettari di terreno di varie aree produttive della provincia di Lecce rappresenta un’opportunità per accelerare lo sviluppo economico del Salento”, anche in collegamento logistico importante con i porti di Brindisi, Bari e Taranto”. Ma Barletta a quanto ammonterebbe la perimetrazione della ns. area Zes? Nulla sarebbe ancora dato sapere.

Intanto, prima che Puglia-Promozione, Comune di Barletta e Autorità di sistema MAM, dischiudano i secreti dai propri scrigni per i croceristi – magari sulle vere identità e bellezze storiche delle città marinare e portuali –  ecco l’ennesimo convegno, per dirla con Patroni Griffi, da parte di Stakeholders, quali siamo: ovvero gruppo di interesse semplicemente di ordine culturale, per promuovere e valorizzare le vere identità marinare e culturali. In questo contesto ci accingiamo a presentare l’8° volume sulle città marinare di Puglia e di Barletta.

I grandi scenari culturali e turistici della società globale, hanno reso quasi insignificante quelli sulla storia delle città e regioni e forse anche delle nazioni europee. Dalla revisione storica di lungo periodo del regno di Napoli, l’identità marinara di Barletta nel contesto a identità “minori” di altre città di Puglia (Trani, Brindisi e Taranto), sono emersi alcuni interrogativi. Quali gli adeguati attrezzi di lavoro e di scavo lungo cinque secoli – dai normanni al Vice-regno spagnolo? Quale sarebbe il tassello di congiunzione con la ‘madre’ delle città marinare, ossia Amalfi?

Alla luce delle quattro ex-repubbliche marinare (Amalfi, Venezia, Genova e Pisa) e cinque città marinare italiche (Ragusa, Gaeta, Ancona, Noli e barletta), quali le possibili fonti storiche, storiografiche e codici diplomatici, capaci di rischiarare il ruolo delle istituzioni e delle autorità preposte al governo dell’economia del tempo? La rilettura storiografica dell’Ottocento pugliese con quella degli ‘amalfitani’, ha rischiarato infatti una rete di profonde relazioni da tempo lasciate in ombra. Le strette relazioni tra i centri urbani amalfitani e quelli pugliesi, in primis Barletta, risalgono sin dai tempi normanni, e si intensificheranno lungo i secoli.  Anche durante le anarchie sociali nel ‘300, a reggere le sorti del regno, accanto alle istituzioni dei Secreti e regio Portulano di Puglia con sede in Barletta, saranno gli instancabili judices della costa amalfitana, preposti anche nelle complicate controversie giuridiche.

D’altronde, a ripartire da una sistematica lettura di senso unitario dei Codici Diplomatici – da quello Barlettano a quello Barese – si giungerebbe a puntualizzare la trama di relazioni (intercettando numerose citazioni e frequenze): a) tra Barletta e le città costiere amalfitane; b) tra Barletta e le stesse città pugliesi (dal Gargano, a Siponto, Barletta, Trani, Bisceglie, Molfetta e Bari); c) e tra Barletta con quelle del regno insieme a quelle italiche ex-repubbliche. Si configurerebbe in questi termini, un altro primato che confermerebbe Barletta, come città marinara proiettata negli scenari di economia mondiale di quell’epoca, dall’ XI al XVI secolo.

A cura di Nicola Palmitessa

LOCANDINA DEL CONVEGNO 16 MARZO 2018

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