Cinema Opera: presentato il cortometraggio “Io, donna”

Il regista Pino Quartullo e il produttore Matteo Bonadies a confronto con il pubblico barlettano

«Raccontare le donne non è facile. Riassumere poi la vita intera di una donna in uno spazio piccolo come quello del cortometraggio, è stato davvero difficile». Esordisce così Pino Quartullo al Cinema Opera di Barletta dove ieri sera è stato presentato “Io, Donna”, il corto che porta la sua firma, tratto dal romanzo di Matteo Bonadies, che è anche il produttore del film. «L’incontro con Quartullo – dice Bonadies – è nato quasi per caso: dopo aver deciso di produrre io stesso il film. Cercavo un regista a cui piacesse la storia».

La storia è quella di Clara, interpretata dalla sempre brava Margherita Buy, una giornalista in carriera che, assorbita totalmente dall’ambizione professionale, dedica la sua vita al lavoro sacrificando la dimensione privata. Il prezzo da pagare, si sa, è la solitudine. E proprio con la solitudine Clara deve fare i conti quando un incidente la costringe a rivedere come in un replay il suo passato, a fare i conti con i tanti no detti per correre dietro al successo. Una telefonata che arriva dalla Puglia, paese di origine di Clara, dove una parente la invita a tornare per dare una mano nell’azienda di famiglia, un pastifico, funziona come un vero e proprio tasto di riavvolgimento che la donna non può più fermare. Intorno a lei compaiono come in un sogno ad occhi aperti le persone del suo passato che ha ferito, primo fra tutti suo marito, interpretato da Sergio Rubini. Tra questi fantasmi si agita poi il ricordo del padre che, restituendole il ricordo di un’infanzia felice, dà a Clara la spinta finale per il ritorno in Puglia.

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Agli errori la donna non può rimediare, ma rasserenata dal calore ritrovato della sua terra e della sua famiglia, si dedica alla stesura di un romanzo con cui potrà, anche se solo con la fantasia, tornare indietro e vivere quelle storie a cui aveva rinunciato. La tematica è chiara: il difficile equilibrio fra lavoro e vita privata. Se poi, a dover rimanere in bilico sulla fune è una donna, il rischio è quello di un film a tesi in cui lo stereotipo della donna in carriera è per forza negativo. Problematica delicata, dunque, su cui il film, almeno, invita a riflettere.

Le scene sono state girate proprio nel pastificio Granoro di Corato e la dimensione pugliese del film è accentuata dalla presenza, nel cast, di molti pugliesi: oltre a Rubini, fra gli altri, Nicola Nocella e Crescenza Guarnieri che hanno affiancato attori come Massimo Wertmuller e Giampaolo Morelli. Il corto, oltre ad essersi classificato al primo posto nella graduatoria stilata dal Ministero dei Beni Culturali per definire l’accesso alle risorse del Fondo per lo Spettacolo, ha già vinto alcuni premi, tra cui quello come miglior corto al “San Marino Film Festival.

 

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