Il centro cittadino sotto scacco!

Processione Venerdì SanSo di essere il solo (o no?) ad essere tanto schietto da proporre una petizione popolare dal titolo “aboliamo la chiusura del centro cittadino per manifestazioni di vario genere” e proprio per questo sono invogliato, ancor di più, a vestire i panni del paladino delle cause perse.

Fate bene caso ma, dalla famosissima processione del 1656 ( “Santissimo” portato per le strade del centro cittadino per arrestare la tremenda epidemia di peste) ad oggi, l’usanza di bloccare un intero quartiere era prerogativa delle sole manifestazioni a spiccato carattere religioso. Oggi, invece, anche per “la sagra della cipolla” si azzera letteralmente la volontà e il benessere fisico e mentale di migliaia di persone che si vedono costrette a subire il traffico veicolare impazzito il quale, non potendo avere sbocco al centro si riversa, come novello Attila, sui famosi percorsi alternativi. Ultimo esempio il 23 luglio sabato e ribadisco sabato pomeriggio si è svolta la seconda edizione della “Sicurala 6 Ore di Barletta”  una gara podistica sulla distanza temporale delle 6 ore svoltasi nella città della Disfida, con ampi consensi da parte degli addetti ai lavori e … accidenti lanciati al cielo dal resto della popolazione. Mamma mia che pazzia!

Lo scrittore austriaco Karl Kraus affermava che “La bruttezza del presente ha valore retroattivo” e sicuramente non si sbagliava!

Il detto “veder fare saper fare” sembra quello abusato maggiormente perché, chiunque ha l’idea più balzana che porta a paralizzare parte della Città, dopo averne preso a “campione” la precedente, la imita peggiorandone sia la qualità che la finalità e… così via.

Tutto quanto detto è, ovviamente, riferito alla chiusura quasi (sarei tentato di eliminare il quasi) ogni fine settimana, dell’intero centro cittadino per le manifestazioni più disparate ed improponibili.

Se qualcuno per la gloria e per un saporito salume, vuole organizzare la gara podistica “Il Prosciutto d’oro” nulla in contrario, basta che non rechi danni ad altri.

Non è mia intenzione, ovviamente, impedire a nessuno qualsiasi cosa ma, perché occupare improvvidamente il centro invece di sfruttare il bellissimo lungomare Pietro Mennea che ha dalla sua una lunghezza formidabile e cosa più importante, non arreca danno e fastidio a nessuno?

maratonaIl perfettibile associato alle manifestazioni di genere vario ed eventuale, è giustificato dal fatto che per i tantissimi residenti del centro cittadino quello che succede è un vero e proprio incubo ad occhi aperti. Più di qualcuno dopo aver “subito” una volta di più, si è ed ha posto una semplice domanda “Ma come mai si assiste impotenti allo scempio della propria Città, senza nessun orgoglio, senza nessuna reazione?”.

In pratica quasi sempre le iniziative sfuggono al controllo e come al solito si trasformano in libero caos all’aperto, per non parlare dell’aberrante altro, fino alla riapertura della viabilità.

Ci sono poi tanti i quali, non potendo più raggiungere in auto le proprie abitazioni (cosa assurda specialmente se si parla di persone non in grado di essere autosufficienti) in maniera del tutto legittima, chiedono l’intervento delle forze dell’ordine, per sentirsi rispondere che pur essendo a conoscenza della situazione, non possono intervenire in quanto la manifestazione è autorizzata e così in tantissimi pur non scegliendo di partecipare al “Cammina all’aria aperta”,  ne sono diventati protagonisti involontari .

Ed a questo punto un’altra serie di domande nascono spontanee “Chi risarcirà lo stress accumulato da tantissima gente?” ed ancora “Ma quanto costa effettivamente, in termini di vivibilità, alla collettività scherzetti del genere?”. Quali siano le positive ricadute di manifestazioni di questo genere, peraltro programmate di sabato o domenica quando il centro storico cittadino è già abitualmente affollato da migliaia di persone, è un discorso tutto da verificare.

Si parla di momento di socializzazione ma, partendo dalla considerazione ottimale di una superficie utile non proprio estesa e visto che realmente giungono migliaia di persone come auspicato dagli organizzatori, esse hanno in genere a disposizione un metro quadrato ciascuna. E’ come se un padrone di casa che avesse un appartamento con 100 mq liberi invitasse ad una festa 100 persone, stipandole anche nel bagno e nella cucina. Non so che socializzazione si possa realizzare in queste condizioni.

Altro tasto dolentissimo individuare i vantaggi per i residenti. Qualcuno ha urlato, oltre alle parolacce,  “Solo disagi !”. In particolare sino al termine delle manifestazioni non si può né entrare né uscire con i propri automezzi, visto che non è prevista alcuna deroga per loro, neppure per i diversamente abili e la penalizzazione diventa ancora maggiore, dal momento che non si può neppure parcheggiare. Quanto ai commercianti, guardando all’esperienze acquisite, sono davvero scettici se non contrari e quelli a favore, si possono contare sulle dita di una mano. Non è da dimenticare che quello che accade nella mattinata delle domeniche, si ripete regolarmente ogni fine settimana nel centro storico e nei ritrovi canonici della movida barlettana con buona pace di quegli allocchi sprovveduti che hanno la (s)fortuna di essere proprietari di una casa in quella “zona franca” della Città. E qualcuno, anche in consiglio comunale, ha cercato “proditoriamente” di portare le lagnanze di questi intolleranti (!!!) che seppur anziani, malati o semplicemente normalissime persone che il giorno dopo si debbono svegliare molto presto per andare al lavoro, si arrogano il diritto di un riposo tranquillo. Incredibile !

Non incredibile ma aberrante la risposta di menti eccelse ed esperte del vivere civile che in un contraddittorio, non proprio pacato, hanno avuto l’inqualificabile faccia tosta di proporre “ …Se non vi va bene, potete anche traslocare ! ”

Non fatevi ingannare dalla vostra (sana) ragione ma, di persone che la pensano come questi novelli Salomone, non sono così pochi come qualcuno vuol far sempre credere. Ahinoi!

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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