Celebrazione di inizio del ministero episcopale di Mons. D’Ascenzo

Omelia e altri testi con embargo fino alle ore 19

D'Ascenzo

Saluto dei sacerdoti all’Arcivescovo

Eccellenza reverendissima,

ho il piacere di porgerLe l’abbraccio caloroso e accogliente dei miei confratelli presbiteri, dei diaconi, dei religiosi, dei rappresentanti delle religiose, dei consacrati nella vita secolare e dei seminaristi della nostra Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie. Le riferisco i numeri in cui sono ripartiti: 122 sacerdoti diocesani, 30 sacerdoti religiosi, 28 diaconi permanenti, uno transeunte, 26 seminaristi teologi e 3 seminaristi del propedeutico. Posso dirLe che le nostre comunità ecclesiali hanno una particolare venerazione per i loro pastori, li sostengono con devoto affetto nell’esercizio del loro ministero, ricevendone in cambio carità pastorale e generosa disponibilità a spendersi per il gregge loro affidato.

Sono passati circa sei mesi dalla perdita improvvisa e dolorosa del caro e compianto Arcivescovo Giovan Battista, che ha lasciato tutti noi increduli. Sono stati giorni di smarrimento, in cui il Signore mi ha messo alla prova, chiamandomi al timone della nostra amata arcidiocesi nel mare di problemi che un evento così inatteso inevitabilmente genera. Benedico Dio, Padre generoso e provvido, per avermi messo accanto collaboratori saggi e responsabili che mi hanno aiutato in questo esercizio così impegnativo. È questa anche l’occasione più propizia per dire a loro il mio incondizionato Grazie. Il Buon Pastore, nella sua grande misericordia, non ha permesso che questa nave rimanesse per troppo tempo senza timoniere e attraverso lo Spirito ha posato lo sguardo su di Lei, Eccellenza, donandoLa a noi nel solco della Tradizione apostolica.

La sua persona si innesta nel cammino fecondo e faticoso di una chiesa molto antica, dalla personalità variegata, che vanta la ricchezza delle sue tradizioni, ma che è impegnata a viverle e attualizzarle nel mondo di oggi, che si pregia di figure di santità

presbiterale, come i venerabili don Raffaele Dimiccoli, don Pasquale Uva, i servi di Dio don Ruggiero Caputo e P. Giuseppe Maria Leone.

Ogni stagione della nostra Chiesa ha avuto Pastori capaci di trasmettere la bellezza e la gioia dell’Evangelo e dell’intima comunione di vita con il Cristo Signore. Pastori che nell’esercizio del ministero pastorale si sono lasciati illuminare dallo spirito del

Concilio Vaticano II, lasciando un’impronta che ancora oggi insegna a vivere nella storia, sapendo leggere i segni dei tempi e impegnandosi a camminare accanto al proprio popolo quali testimoni qualificati del Vangelo. 

Lo Spirito Santo ha sempre gonfiato le vele di questa Chiesa, permettendole di governare la barca tra i marosi che dall’esterno la avversano, tra le luci e le ombre in continuo conflitto all’interno, tra le bellezze e le fragilità che inevitabilmente appartengono anche ai nostri cuori sacerdotali.

I Patroni della nostra Arcidiocesi, tuttavia, raccontano con la loro vita i tratti distintivi che dovrebbero caratterizzare il lignaggio del nostro Clero. L’ardore missionario di Nicola il pellegrino, giovane nello spirito e caparbio nell’operare il Bene; lo zelo per la carità e la salute delle anime del Santo Vescovo Ruggero, saggio e umile; il martirio dei santi Mauro vescovo, Sergio e Pantaleone, testimoni forti fino alla prova estrema di dare la vita per il Signore.

          Eccellenza carissima, il clero della Chiesa di Trani-Barletta-Bisceglie, qui presente, La accoglie e Le manifesta tutta la volontà di collaborare al suo ministero, per essere con Lei annunciatore della Parola e servitore della gioia dei fedeli.

Lei ci accetti così come siamo: persone entusiaste nell’esercizio del ministero, ma che non disdegnano di scorgere nelle parole di un Pastore nuovi motivi per un sacerdozio santo; distanti dalle logiche umane, ma sempre bisognose di essere ridestate alla gioia del Vangelo; persone fedeli e desiderose di scorgere in Lei un modello di totale consacrazione cui ispirarsi; generose e infaticabili nella missione, pronte a ricevere da Lei la carezza del padre, ma anche le ammonizioni di chi è preposto a presiedere e a sorvegliare senza rinunciare alla carità.

Abbia paterna sollecitudine: ferma e incondizionata; sia fraterno con tutti, lasciando sempre aperto il Suo cuore a chi ha bisogno di trovare ascolto e conforto.

A Lei il compito di essere per noi e per il popolo di Dio profeta, sentinella vigile, bastone e vincastro, guida saggia e rassicurante sul cammino difficile verso la santità e verso il Regno.

Per questo proprio i sacerdoti hanno voluto farle dono del Pastorale, perché sia sempre davanti ai suoi occhi a ricordarLe che le prime pecore da guidare siamo noi, suoi sacerdoti; sia anche, questo simbolo che Le doniamo, testimonianza di quanto Le vogliamo bene e della nostra volontà di appartenere da oggi alla sua famiglia, seguendo quel bastone.

Sostenuto dalla presenza di Cristo il Pantocratore, Maestro e Buon Pastore, della Vergine Maria, dei Santi presenti nelle nostre chiese, Nicola il Pellegrino e San Pietro incisi nel nodo del pastorale, ci indichi la strada che ci porterà incontro al Veniente.

Buon ministero episcopale, Eccellenza. L’augurio più bello che posso rivolgerLe, a nome di tutti, è quello di essere “Cristo” in mezzo a noi. Noi le cammineremo accanto per essere suoi compagni di viaggio, ma la seguiremo anche come un gregge segue il suo pastore, impegnandoci a divenire sempre più “santi e santificatori”.

Saluto dell’Amministratore diocesano

Eccellenza Reverendissima,

a nome della Chiesa diocesana che è in Trani-Barletta-Bisceglie, mi è gradito porgerLe il Benvenuto! L’accogliamo tra noi come la Sposa accoglie il suo Sposo, (Ap. 22,16), i figli il padre.

Dopo la scomparsa prematura dell’amato e indimenticabile Mons. Giovan Battista Pichierri, oggi la Chiesa diocesana accoglie Lei come Padre, Pastore, Guida del gregge che il Signore ha voluto affidarLe attraverso il discernimento operato dal Santo Padre, Francesco, a cui siamo immensamente grati per questa scelta.

Oggi presbiteri, diaconi, religiosi e religiose, seminaristi e fedeli tutti siamo riuniti per esprimerLe i sentimenti di devozione e di filiale obbedienza.  Sant’Ignazio di Antiochia, parlando del Vescovo ai fedeli della Chiesa di Efeso, così afferma: «Vi prego di amarlo in Gesù Cristo e di rassomigliargli tutti. Sia benedetto chi vi ha fatto la grazia, ne siete degni di meritare un tale vescovo» (Efes. 1). La nostra è la risposta positiva e fiduciosa al suo desiderio di camminare insieme come “compagni di viaggio” e di “condividere il pane del cammino”, così come ebbe a dire nel Suo primo messaggio alla nostra Chiesa diocesana.

Fin dai primi momenti abbiamo intuito la Sua tenerezza, la Sua sensibilità, la Sua predisposizione all’ascolto e al dialogo e la Sua capacità di inserirsi nella vita di tutti per comprenderne la realtà antropologica e di fede della nostra comunità. 

La nostra è una Chiesa di nobile tradizione cristiana che affonda le sue radici in tempi molto lontani, fino a raggiungere i santi Redento e Magno (III sec.), riconosciuti dalla tradizione come protovescovi della diocesi tranese. Lei, Eccellenza, di San Magno ben conosce le virtù, provenendo dalla città di Anagni, che ancora oggi lo venera come suo protettore.

                    I Vescovi e gli Arcivescovi che l’hanno preceduta hanno forgiato e modellato questa Chiesa, ciascuno lasciando l’orma dei propri carismi e contribuendo alla crescita di questa comunità di credenti.

L’accoglie, pertanto, una Chiesa viva, attenta all’ascolto della Parola del Cristo e dei suoi Pastori, una Chiesa che ha ricevuto nuova linfa vitale dal Primo Sinodo diocesano conclusosi il 26 gennaio 2016, da cui è emersa l’istanza di camminare insieme, vescovo, presbiteri e laici in uno spirito di sinodalità;  una Chiesa desiderosa di far trasparire la gioia del Vangelo di Gesù e testimoniarla a tutti, una Chiesa che “porta con sé la lunga memoria della sua storia”, come afferma il prof. Pietro di Biase , ma che cammina proiettata verso la pienezza del Regno in maniera profetica, forte di un laicato molto impegnato, che sente il peso della corresponsabilità nell’esercizio della missionarietà della Chiesa.

E con Lei la Chiesa diocesana si prepara a vivere una nuova primavera, a cogliere la ricchezza del cambiamento, che sempre porta con sé il risveglio di nuovi entusiasmi e la voglia di affrontare le sfide, che il mondo propone con i valori di sempre, ma con modi nuovi di testimoniarli e soprattutto con una nuova coerenza e credibilità di vita.

          Alle Sue cure paterne affidiamo le famiglie e i giovani, a Lei particolarmente cari per i suoi trascorsi accanto a loro. In una contingenza storica in cui appaiono disorientati e privi di riferimenti validi, essi attendono che Lei indichi loro, in alternativa alle luci effimere del mondo, la mèta alta della perfezione cristiana.

Lo spirito sportivo, essenziale e semplice come quello di un “campeggiatore”, che la caratterizza, certamente farà breccia nel cuore di tanti di loro e li aiuterà a riscoprire la bellezza di camminare sulla via della santità, farà sentire loro la necessità di consolidare la fede e di predisporsi a un discernimento vocazionale.

La nostra terra vive il problema dell’esodo di molti giovani, che cercano una realizzazione che qui non trovano. Sono certo che Lei saprà far sentire la sua guida e la sua vicinanza anche a questi giovani, affinché non si disperda il patrimonio di fede e di cultura di cui questa terra è ricca.

          Alle Sue cure pastorali affidiamo particolarmente le realtà deboli della nostra comunità diocesana. Saprà essere vicino a quanti sono vittime delle povertà più disparate del nostro tempo: gli ammalati attendono il conforto alla loro sofferenza, gli anziani una parola che lenisca la solitudine; i disabili la condivisione della loro vita difficile; gli immigrati la percezione dell’accoglienza e l’aiuto ad inserirsi nella nostra società. Saprà essere sensibile verso i detenuti, alle nuove povertà, dalla disoccupazione alla perdita del lavoro, alle dipendenze, che spesso si innescano per la mancanza di lavoro e che, quelle sì, fanno perdere la dignità umana.

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Saluti e ringraziamenti

 

          Colgo l’occasione per salutare e ringraziare Sua Eccellenza il Metropolita, Mons. Francesco Cacucci, per la vicinanza dimostrata alla nostra Chiesa e al sottoscritto in particolare in tutto questo tempo in cui la diocesi è stata orfana del suo pastore. S.E. Mons. Vincenzo Apicella, Vescovo della diocesi di Velletri-Segni per il dono di S.E. Mons. Leonardo fatto alla nostra Chiesa.

Saluto il carissimo nostro fratello, oggi Arcivescovo della diocesi di Altamura-Gravina, S.E.Mons. Giovanni Ricchiuti, per i legami strettissimi che ancora vive con la nostra comune Madre Chiesa diocesana; gli altri Vescovi presenti che ci hanno onorato della loro presenza: Mons.Claudio Maniago, Mons. Vincenzo Pisanello.

Saluto e ringrazio le autorità civili, il Presidente della Regione Puglia dott. Michele Emiliano, S.E. il signor Prefetto la dott.ssa Maria Antonietta Cerniglia, il Presidente della Provincia Barletta-Andria-Trani Avv. Nicola Giorgino, il Sindaco della città di Trani Avv. Amedeo Bottaro, e con lui saluto i sindaci delle città di Barletta, Bisceglie, Corato, Margherita di Savoia, Trinitapoli e San Ferdinando di Puglia che si mostrano sempre disponibili a una collaborazione sinergica con la Chiesa per perseguire il bene del nostro popolo. Gli onorevoli Parlamentari.

Saluto le autorità militari presenti del nostro territorio diocesano e di quello di Velletri-Segni.

Saluto il papà di S.E., Giairo, il fratello Daniele con la consorte e i figli.

Saluto il nuovo rettore don Emanuele Giannone e i seminaristi del Pontificio Collegio Leoniano di Anagni; il Sindaco, le altre autorità civili e militari, tutti i gentili amici di Valmontone, accorsi numerosi ad accompagnare il proprio illustre concittadino.

Il saluto va ai rappresentanti di altre Confessioni religiose; al nuovo Luogotenente dei Cavalieri del Santo Sepolcro e ai delegati di Sezione.

Consentitemi un caro saluto ai famigliari di S.E. Mons. Giovan Battista Pichierri che hanno voluto prendere parte a questa solenne liturgia.

Un ringraziamento particolare, ai Consultori, ai curiali, agli addetti alla segreteria, all’Ufficio liturgico e al servizio, al Coro e quanti, a diverso titolo hanno lavorato per preparare questo solenne evento, in particolare all’Associazione Carabinieri in congedo, ai giovani della Pastorale giovanile.

Saluto e ringrazio tutte le confraternite, le associazioni e i movimenti cattolici e di volontariato, che rappresentano un sostegno imprescindibile della nostra Chiesa.

Saluto e ringrazio l’intero popolo di Dio che ha dato prova di affetto e devoto attaccamento al suo nuovo Pastore, presenziando alla sua Ordinazione episcopale avvenuta il 14 gennaio u.s. al Palasport di Velletri in numero considerevole e affollando quest’oggi la nostra Basilica Cattedrale.

          Alla Trinità Santissima, alla Vergine Maria, Madre di Cristo Gesù, ai Santi Patroni della diocesi, San Nicola il Pellegrino, San Ruggero, i Santi Martiri Mauro, Sergio, Pantaleone, al nostro compianto e amato Arcivescovo, Suo predecessore, Mons. Giovan Battista Pichierri che ci guarda dal cielo, affidiamo il suo ministero e la nostra Chiesa particolare.  Su di Lei invochiamo copiose benedizioni affinché possa svolgere il Suo ministero con la saggezza che solo la protezione del Signore può infondere.

           

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