Caso via Vanvitelli, l’esposto della consigliera Desario

Consiglio comunale

Riportiamo qui di seguito il testo integrale dell’esposto inviato alla Procura della Repubblica di Trani dalla consigliera comunale Grazia Desario in relazione alle vicissitudini che vedono protagonista la consigliera stessa, con le sue interrogazioni rivolte all’amministrazione comunale, e la società ABITARE s.c.a.r.l.

 

Ecc.ma Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani

Per mezzo dei Carabinieri di Barletta

 

Io sottoscritta Grazia Desario, nata a Barletta il 14 Ottobre 1965 e residente in Barletta alla Via Canosa, 156 Consigliere Comunale di Barletta, espongo quanto segue:

in data 26 Aprile 2014 con delibera n.85 la  Giunta Comunale di Barletta approvava i progetti di sistemazione area a verde del P.R.U. presentati dai Soggetti Attuatori e assegnava loro la realizzazione delle opere pubbliche di urbanizzazione fino alla concorrenza delle somme da essi dovute in forza della convenzioni sottoscritte in relazione al Programma di Recupero Urbano.

Secondo quanto già approvato nella precedente delibera di Giunta Comunale n.256 del 18 Dicembre 2009, venivano assegnati i seguenti lotti:

  • Lotto “G” Perizia G3 – Lanciano PRU s.r.l. per complessivi € 166.870,99;
  • Lotto “I” Perizia I3 – A.T.I. Gruppo Edile Lombardi per complessivi € 511.024,38;
  • Lotto “M” Perizia M3 – Barulum s.c.a.r.l. e Lanciano PRU s.r.l. per complessivi €   457.512,56;
  • e con la succitata delibera n. 85/2010:
  • Lotto “E” Perizia E4 – Costruzioni VALERIO s.r.l. per complessivi € 211.899,60;
  • Lotto “E” Perizia E5 – A.T.I. SINERGIA per complessivi € 72.613,80;
  • Lotto “E” Perizia E6 – ABITARE s.c.a.r.l. per complessivi € 338.205,70;
  • Lotto “E” Perizia E7– ABITARE s.c.a.r.l. per complessivi € 301.643,79;

e ancora la succitata delibera n.85/2010 stabiliva i quadri economici delle opere e/o loro stralci (perizie) che saranno eseguite dai Soggetti Attuatori, come sopra, ridotti del 25% e al netto dell’IVA sui lavori definendo dettagliatamente l’importo dei lavori e le somme a disposizione.

Sono stati completati e collaudati le perizie G3 – M3 – E4 –E5, mentre è in fase di collaudo la perizia I3.

Delle perizie E6 ed E7, presentavo l’interrogazione consiliare n.12/2017 avente ad oggetto le motivazioni che ostano il completamento dei lavori.

Infatti, chiedevo, avendo la società ABITARE  cessato di esistere il 30 Settembre 2012  senza averlo mai comunicato al Comune, come mai l’Ufficio competente e l’Avvocatura Comunale, non abbiano mai proceduto, dopo essere venuto a conoscenza di tale cessazione, ad un’azione legale nei confronti di detta società, in quanto la stessa, non  ha ottemperato agli obblighi assunti con il Comune di Barletta.

Allorquando, a seguito di un’azione giudiziaria intentata dal progettista delle opere per il mancato pagamento delle prestazioni professionali, l’Ufficio cominciava ad interloquire con la società ABITARE, si trovava a farlo solo ed esclusivamente con il direttore dei lavori ing. Antonio Dibari, in quanto i soci si rendevano irreperibili.

L’ing. Antonio Dibari, direttore dei lavori, fratello del socio amministratore geom. Ugo Dibari, nonché progettista, insieme ad altri tecnici, degli impianti tecnologici del verde del PRU, comincia a inviare una lunga serie di computi metrici a lui richiesti, variando sorprendentemente e senza elementi giustificativi, gli importi finali.

L’Ufficio, inspiegabilmente, non assumeva nessuna determinazione in merito, non controllando le singole voci dei computi, sia come quantità che come opere effettivamente realizzate con saggi e/o riscontri contabili, cosicché trascorrevano ben  lunghi 5 anni  lasciando le aree nell’abbandono più totale. Solo nello scorso anno, l’Amministrazione Comunale, pressata dai cittadini, interveniva con una Determina Sindacale alla pulizia dell’area in danno alla società ABITARE, di cui tutt’ora non si ha contezza dell’esito.

Solo a seguito della mia interrogazione, qualcosa si muoveva, come di seguito spiegherò.

Infatti, l’Ufficio cominciava, ad interessarsi immediatamente delle polizze fideiussorie a garanzia dei predetti lavori (alcune delle quali già scadute), interloquendo con la società assicuratrice, chiedendo al Collaudatore, a suo tempo nominato, ing. Rosario Palmitessa, di eseguire il collaudo tecnico amministrativo delle opere eseguite, ricevendo dallo stesso una richiesta di documenti ed atti integrativi che non sono mai stati presentati dal direttore dei lavori. A seguito di tale richiesta, nella nota di risposta del R.U.P. alla mia interrogazione, apprendevo che dopo pochi giorni, veniva esautorato il collaudatore, a seguito di una sua improvvisa incompatibilità,  precisando che lo stesso ha collaudato regolarmente tutte le perizie del PRU.

Lo stesso R.U.P. , ing. Tommaso Todisco, il 26 agosto 2016 riceveva dal direttore dei lavori un importo finale del computo metrico di € 630.923,90 a fronte di un importo autorizzato di € 566.057.29 e, successivamente, il 10  novembre dello stesso anno riceveva, sempre dal direttore dei lavori, un computo metrico il cui importo finale era di € 595.055,14.

Non si perizia il R.U.P. di segnalare che l’importo dei lavori stabilito non poteva essere superato, così come a suo tempo aveva comunicato il precedente Dirigente Gianrodolfo Dibari con nota del 24/04/2014, rinviando al direttore dei lavori la perizia di assestamento alla quale lo stesso si adeguava prontamente, stabilendo l’importo finale dei lavori di € 595.055,14, così come da Delibera di Giunta 85/2010.

Rimanevo sorpresa, nel leggere la risposta scritta alla mia interrogazione, dell’accettazione passiva da parte del R.U.P. di quanto inviato dal direttore dei lavori in data 31 maggio 2017 con un nuovo computo metrico che raggiungeva la somma di € 630.057,07 e che comunicava testualmente che “ tutti gli allegati che si trasmettono integrano e sostituiscono integralmente analoghi elaborati già inviati”.

Sulla scorta di quell’ennesimo computo il R.U.P. elaborava un suo personale conteggio di quanto aveva finora speso la società ABITARE e quanto doveva ancora pagare per poter poi contabilizzare la somma da escutere dalla società assicuratrice.

Non un cenno alla non mai concessa e mai  approvata variante in corso d’opera realizzata dalla società ABITARE, non un cenno alla impossibilità di superare l’importo consentito dei lavori, non un cenno agli atti mai comunicati ,come l’inizio, il fermo e il fine lavori.

Nulla che possa permettere un regolare collaudo di una opera pubblica.

Tutto questo tempo inutilmente trascorso, mi induce a ritenere che non ci sia la volontà di  portare a termine i predetti lavori, fermi dal 2012 , per motivi oscuri e che stanno danneggiando la Comunità.

 A seguito di quanto esposto,  

Chiedo

Che la S.V. Eccellentissima, Voglia provvedere di tutta la documentazione necessaria ai fini della verifica di eventuali ipotesi di reato.

Resto a Sua disposizione per qualsiasi chiarimento chiedendo di essere avvisata in caso di richiesta di archiviazione del presente procedimento a mente dell’art. 408 c.p.p.

Confidando nell’accoglimento del presente esposto, porge deferenti ossequi.

 

Grazia Desario

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