Caso addetto stampa Asl-Bt: guerra di note stampa a suon di moltiplicazioni e divisioni

Ospedale Dimiccoli

Personalmente, al leggere le parole del coordinatore della camera comunale del lavoro CGIL di Barletta Francesco Corcella ho avuto la stessa reazione dell’amica e collega da cui ho per la prima volta appreso di questa polemica al suo nascere: sapere che il responsabile stampa dell’Asl Bt avrebbe percepito, col nuovo contratto triennale appena firmato, una retribuzione di ben 7.750 euro, ha generato ovviamente un moto di rabbia verso quella che ho da subito ritenuto un’esagerazione e perfino un’ingiustizia verso quanti, pur lavorando nel mondo dell’editoria da anni, con tutte le certificazioni necessarie e delle volte anche fin troppo qualificati per il loro ruolo, arrancano a guadagnare anche solo il minimo per sopravvivere.

La lettera del sindacalista barlettano ha un contenuto infuocato, un’accesa accusa al direttore generale della Asl Bt e senza dubbio ha toccato argomentazioni che, in tempi come questi, non possono che fomentare gli animi di tutti. Il risvolto della medaglia di questo “scandalo”, sarebbe stato quello di eleggere il diretto interessato a martire di questa crociata, vittima sacrificale sull’altare dell’etica lavorativa.

E forse per evitare questo, è arrivata in tempi brevissimi la risposta di Assostampa che, cercando di calmare subito gli animi, ha precisato che “Il coordinatore della Cgil Bat solleva un caso inesistente con il solo scopo di colpire una lavoratrice precaria, il cui unico torto è quello di non essere iscritta a quella organizzazione. Non si spiega diversamente, infatti, l’accanimento del rappresentante provinciale di quel sindacato, al quale un´attenta lettura degli atti avrebbe sicuramente evitato una figuraccia”.

In breve (ma ovviamente potrete leggere il comunicato nella sua interezza nel link fornito prima), il compenso “incriminato” che ha scatenato le furie del coordinatore Corcella sarebbe tre volte superiore a quello che effettivamente sarà la retribuzione percepita dall’addetto stampa dell’azienda sanitaria.La veemenza dell´attacco mosso dalla Cgil, piuttosto – specifica Assostampa –  non può non suscitare qualche sospetto. Trattandosi della stessa organizzazione sindacale che ha ispirato e sostenuto, anche con manifestazioni di piazza, la recente legge regionale per la stabilizzazione di 350 lavoratori precari reclutati a vario titolo dagli assessorati regionali nel corso degli anni, viene da chiedersi se non ci si trovi di fronte ad un caso di doppia morale. Seguendo il ragionamento del coordinatore della Bat, infatti, ne viene fuori un messaggio inquietante: i lavoratori precari hanno diritto alla stabilizzazione soltanto se sono iscritti alla Cgil. Come se esistessero precari di serie A e precari di serie B.  È una logica che il sindacato dei giornalisti respinge perché inaccettabile e vergognosa“.

La dura risposta di Assostampa ha lasciato comunque in alcuni (chi vi scrive compreso) numerosi dubbi: chi avrà ragione? La persona al centro di questo (mal riuscito?) scandalo riceverà una retribuzione di ben 7.750 euro come denunciato dal sindacato, o percepirà la somma più contenuta di 2300 euro, non bassa ma comunque inferiore alla media dirigenziale?

Nel frattempo, con l’imperversare della polemica (le cui fondamenta si sono fatte in pochissimo tempo piuttosto traballanti) a ribadire la piena legittimità del rinnovo contrattuale e l’errore commesso nel triplicare, in pratica, quello che sarà il contenuto della busta-paga dell’addetto stampa dell’Asl, è arrivata la nota scritta dallo stesso Direttore Generale ASL BT, Giovanni Gorgoni, che ha risposto alle critiche mossagli dagli esponenti Cgil Francesco Corcella e Luigi Marzano.

La professionista in questione – afferma Gorgoni – è una precaria da ben otto anni, è stata rinnovata perché  ha una tipologia di contratto da dipendente (non da consulente) che ne consente il rinnovo a certe condizioni, ha uno stipendio mensile netto di € 2.369, decisamente inferiore allo stipendio medio netto dei dirigenti amministrativi Asl BT (€ 3.272) e, in quanto iscritta all’Ordine dei Giornalisti, ha i titoli di legge per occuparsi dell’Ufficio Stampa. Inoltre il rinnovo è avvenuto dopo valutazione di apposito collegio tecnico con membro esterno ma, a differenza degli altri rinnovi dirigenziali di queste settimane che non hanno dato mal di pancia, per un periodo inferiore (tre anni) rispetto a quello precedente (cinque anni dopo regolare selezione pubblica). La delibera di rinnovo, come tutte le delibere di incarico, include una previsione di spesa relativa al costo aziendale di un generico dirigente amministrativo, che è cosa ben diversa e ben più alta dello stipendio individuale dello stesso. Ed il costo standard di un dirigente amministrativo come da Circolare Regionale n. 4081 del 17/04/2014 è appunto di € 93.000 annui. Ed è grave se un sindacalista non conosce la differenza tra costo aziendale e stipendio individuale di un lavoratore: chissà se la confusione è dovuta a ignoranza o malafede. Nel caso in questione si tratta di cifra indicativa che nulla muta nel trattamento stipendiale della professionista che rimarrà lo stesso di cinque anni fa (2.300 euro circa) senza riconoscere scatti di anzianità, anche qui a differenza di altri rinnovi recenti, vicini alla sigla sindacale dei miei critici fra l’altro”.

Ancora una volta in breve, tutto finisce con quella che potrebbe intendersi come un’accusa di strumentalizzazione dell’intera vicenda ai danni di Gorgoni stesso, viste le numerose incongruità riscontrate nelle diverse versione prospettate dalla lettera della CGIL di Barletta e dalle dichiarazioni di Assostampa e, in pratica, della Asl stessa, nella persona del suo massimo rappresentante.

E così, esprimendo l’umilissima opinione di un comune cittadino prima furioso e poi irrimediabilmente confuso, viene da chiedersi una semplice cosa: non ci sono già abbastanza problemi e sprechi di denaro inutili nel sistema sanitario pugliese senza che si crei una confusione simile per stipendi che vengono moltiplicati o divisi per tre a seconda di chi rilascia la dichiarazione più lunga ed incisiva? Che si faccia chiarezza, e in fretta, così che le iniquità, se ci sono, emergano e vengano immediatamente eliminate, senza che innocenti vengano sacrificati a favore del rumore e dell’apparenza, divinità particolarmente care agli esponenti di maggior rilievo della vita pubblica barlettana. Ma questa è un’altra storia…

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