Cascella e Dintorni: il commento di Franco Caputo alla situazione politica barlettana

A fronte delle ennesime vicissitudini e incertezze interne alla sua maggioranza, emerse di recente anche in Consiglio Comunale e amplificate, nei giorni scorsi, delle richieste di dimissioni da parte di alcuni Consiglieri di opposizione, il Sindaco ha racchiuso così il suo pensiero: “Non si diserta il campo, anche a costo di dover affrontare tensioni, incomprensioni e impopolarità”.

Una risposta “ineccepibile” ma al tempo stesso insufficiente, viste le condizioni in cui versa la Citta. Una posizione da cui emerge un approccio di tipo “resistente”, fortemente carente nella prospettiva. La questione di fondo rimane irrisolta. Piuttosto il tema vero non è il “rimanere in campo”, come sostiene il Sindaco, quanto invece l’urgenza di “coltivare e arare” il campo visto il progressivo “inaridimento”.

I futuri assetti di Giunta ballano tra gli esiti delle prossime primarie regionali e le “finte” discussioni, più tattiche che politiche, strumentalizzando l’iter approvativo di: unioni civili, ius soli e istituti di partecipazione. Scelte “meritorie” e qualificanti sul piano etico e civile, che tuttavia non spostano di un centimetro tantissime altri macro-temi politici e amministrativi di bel altra portata e sostanza.

Restano tuttora irrisolte infatti numerose questioni: dal PUG, al piano traffico, al trasporto pubblico, alla qualità e futuro dei servizi ambientali (Barsa), alle aree mercatali, al controllo del territorio, o ancora, ai ritardi – a tre anni dall’appalto – per la realizzazione delle opere della 167, autentica emergenza soprattutto per gli aspetti legati alla sicurezza e vivibilità. Come pure non c’è traccia delle auspicate iniziative correlate alla tanto vagheggiata “legalità” (lotta all’abusivismo sulle aree pubbliche, Via dei Muratori, alloggi occupati nella Distilleria, campo rom, ecc.). Insomma quella arcinota e tediosa lista di “priorità”, oggetto di facili narrazioni, che da troppo tempo stenta a trovare una seria collocazione nell’agenda politico-amministrativa della Città.

Le premesse e le attese erano altre. Al Sindaco, in fondo, questa politica a tratti dipinta a tinte fosche, aveva concesso ampie prerogative nella composizione della Giunta che, come si ricorderà, era stata allestita a suon di “roboanti” curriculum. Oggi a distanza di molti mesi la “resa” appare piuttosto insufficiente, e francamente, visti i tanti addebiti rivolti frettolosamente al passato(non certo immune da responsabilità), un po’ di sana autocritica, anche da parte del Sindaco, forse non guasterebbe. A maggior ragione per la forte somiglianza del quadro politico attuale rispetto ai precedenti.

Invero si tratta di una crisi politica conclamata sin dallo scorso mese di aprile, che nelle intenzioni dichiarate dal Sindaco (e dai Partiti che lo sostengono) avrebbe già dovuto trovare soluzione già da diversi mesi. Non sono mancate nel frattempo le false minacce di alcuni gruppetti politici, compresi gli stessi eletti della Lista del Sindaco, cui si sono accompagnate le timide “doglianze” del PD e di certe “appagate” componenti della sinistra. Forse un modo come un altro per darsi un alibi o per poter dire all’occorrenza: “anche noi l’avevamo detto”.

Oggi non c’è più spazio, e soprattutto tempo, per inutili traccheggiamenti o per inopportune sperimentazioni. Per senso di responsabilità e di rispetto verso la cittadinanza occorre agire, anche con una certa fretta. Meglio mettere un punto fermo con la necessaria chiarezza, assumendo gli eventuali rischi, evitando possibilmente il solito gioco delle parti. Si ridiscutano i ruoli, con un serio e responsabile coinvolgimento delle forze politiche e sociali, e si definiscano priorità e tempi entro i quali affrontare “uno a uno” i problemi sul campo.

Con o senza curriculum, si ricomponga al più presto una squadra, magari più “laica”, meno “amicale” e più esperta, evitando coinvolgimenti di ignari “forestieri”. In fondo, alla Città importa fino a un certo punto quanto possano essere marcati taluni aspetti compresi certi “neo-conformismi” giocati spesso strumentalmente intorno al ricambio generazionale o alla rappresentanza di genere. Barletta, lo sappiamo, non consente l’anonimato della grande metropoli. Ciò rende (per fortuna) facilmente comprensibile, alla gran parte dei cittadini, la lettura delle “trame”, il profilo e “curriculum” di vecchi o neo-protagonisti, e soprattutto la mano dei “registi”.

Franco Caputo

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