Come molti di noi temevano, le liste che hanno sostenuto il sindaco Cannito hanno presto dimostrato di essere un insieme informe di ideologie ed interessi. Alle spalle del sindaco infatti si celano le “ombre” di chi determina realmente gli equilibri della maggioranza: consiglieri regionali, eurodeputati, senatori, da Forza Italia ai vecchi e nuovi amici di Emiliano, da Fratelli d’Italia a pezzi del Pd, passando per gli indecisi, alcuni dei quali potrebbero essere in odor di Lega. Un minestrone che Cannito vorrebbe passare nel frullatore della vecchia politica, una volta promettendo, un’altra “valorizzando”, spesso scontentando, ma sempre tenendo in attesa la propria maggioranza con il racconto dell’uomo forte al comando che “sistemerà le cose”.

Sì, ma quali cose? Da un lato ci sono le nomine, le deleghe, il sottogoverno, le aspettative di chi vorrebbe una maggiore “visibilità” politica; dall’altro l’ordinaria amministrazione fatta passare come straordinaria, il taglio dei nastri di vecchi progetti, i comunicati stampa e la propaganda su facebook.

Quello che manca è una visione della città futura, una proposta, un progetto, qualsiasi cosa in grado di suscitare un dibattito proficuo o che, semplicemente, chiami la cittadinanza a riconoscersi in qualche obiettivo comune da raggiungere. Eppure dalla valorizzazione delle litoranee, alla riqualificazione delle zone industriali e commerciali, alle grandi sfide culturali, economiche ed ecologiche, dal turismo allo sport, sarebbero centinaia le persone che avrebbero qualcosa da dire al fine di giungere ad una strategia vincente per l’intera città.

Nei radar di questa amministrazione, invece, si individuano solo piccoli problemi a cui dare soluzioni tampone, come se fossimo in un pronto soccorso dove, una volta messo qualche punto di sutura, si passa la palla ad un altro reparto e…chi vivrà vedrà.

La dimostrazione lampante di ciò si è avuta con la discussione durante il consiglio comunale del 26 novembre scorso sulle linee di mandato 2018 – 2023, un dibattito deludente, specchio del documento presentato dal sindaco. Un copia incolla di idee confuse e controverse che ben rappresentano una maggioranza in cui, ogni giorno, estremisti di destra e democratici dovrebbero prendere decisioni per la città, falchi e colombe delle politiche urbanistiche, sviluppisti e pseudo ambientalisti, assessori ed oppositori della precedente giunta Cascella, tutto e il contrario di tutto, tutti con e contro tutti.

In questo contesto politico balcanizzato e profondamente instabile anche le poche promesse degne di nota (leggasi tutela ambientale e “stop al consumo di suolo”), rischiano di lasciare il posto ai soliti tecnicismi abilmente utilizzati a scudo di interessi particolari.

Appare dunque difficile stabilire chi decida veramente in una città la cui la classe dirigente è perennemente impegnata affinché tutto cambi perché nulla cambi. Quello che sembra di più facile comprensione è l’identità di chi non decide mai, ossia il popolo sovrano!

Non decidono le associazioni, mai realmente inglobate in processi di partecipazione dal basso, non decidono le migliori espressioni del mondo produttivo, non decidono i barlettani che vorrebbero esercitare tutti i giorni il proprio diritto alla cittadinanza attiva.

Eppure Barletta pullula di esperienze virtuose, di giovani con progetti validi, di volontariato laico e cattolico, di professionisti affermati e persone comuni che potrebbero lavorare insieme per una città più equa e che guardi ad un futuro in cui territorio e occupazione tornino ad essere concetti chiari e soprattutto tangibili.

Sono queste le riflessioni che ci hanno spinto a promuovere un’assemblea pubblica a partire dalla discussione sulle linee di mandato. Occorre scongiurare il pantano grigio e melmoso in cui la politica si intrappola quando è incapace di spiccare il volo, e questo si può fare solo con una partecipazione libera e autentica. Una partecipazione deliberativa, che chiami i cittadini ad esprimersi prima delle decisioni della politica e non una partecipazione di protocollo che, come spesso accade, chiama i cittadini a ratificare scelte già prese.

Con la Coalizione Civica che ho guidato alle scorse elezioni comunali non abbiamo mai dismesso, né intendiamo dismettere, il metodo della democrazia partecipativa e per questo invitiamo tutta la cittadinanza sabato 22 dicembre alle ore 17.30 presso la sala conferenze del Castello di Barletta per dimostrare che quando i cittadini non sono tenuti in giusta considerazione da chi amministra, sono in grado di riprendersi da soli il protagonismo che meritano.

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