Caritas: un giovane italiano su 10 in povertà assoluta

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Presentati i dati sulla povertà ed esclusione sociale del 2017

In Italia, la povertà tende a crescere al diminuire dell’età: i figli stanno peggio dei genitori, i nipoti peggio dei nonni. Se negli anni antecedenti alla crisi economica la categoria più svantaggiata era quella degli anziani oggi sono invece i giovani e giovanissimi (under 34) a vivere la situazione più critica, decisamente più allarmante di quella vissuta un decennio fa dagli ultra-sessantacinquenni”.

Sono questi i dati presentati ieri mattina nel rapporto “Futuro Anteriore” realizzato da Caritas Italiana sulla povertà ed esclusione sociale del 2017. Proprio alla vigilia della prima giornata mondiale dei poveri che si terrà domenica, istituita da Papa Francesco a conclusione del Giubileo della Misericordia e che promuoverà una serie di attività.

Dati allarmanti, dunque, che descrivono la situazione in cui i più giovani si trovano oggi. Come spiega la Caritas, oggi un giovane su dieci vive in uno stato di povertà assoluta a differenza di dieci anni fa in cui il rapporto era di uno su 50. Dunque, in dieci anni la percentuale di povertà che interessa i giovani dai 18 ai 34 anni è salita vertiginosamente dall’1,9% al 10,4%. Invece è diminuita per coloro che hanno oltre i 65 anni passando dal 4,8% al 3,9%. Altrettanto preoccupante è la condizione dei minori: sono un milione 292 mila che vivono nella povertà estrema. Nelle famiglie in cui sono presenti più di tre figli sotto i 18 anni l’incidenza sale al 26,8%.

In un quadro europeo i giovani italiani si ritrovano ad essere penalizzati rispetto ai coetanei degli altri paesi: la povertà giovanile coinvolge più di 15 milioni di ragazzi tra i 16 e i 24 anni. In Italia siamo passati da un milione e 732 mila nel 2010 ad un milione 995 mila nel 2015, un incremento del 12,9 %. L’Italia è il terzo paese dell’Unione ad aver incrementato il numero dei giovani in difficoltà.

Le categorie in difficoltà si sono rivelate essere 4: i ragazzi fino ai 34 anni, i disoccupati o i nuclei in cui il capofamiglia svolge un ruolo da operaio, le famiglie con figli minori e i nuclei di stranieri e misti. Con questi dati l’Italia si allontana dall’obiettivo UE 2020 che invece prevedeva una riduzione del numero dei poveri. Le persone ad alto rischio povertà in Italia sono 17 milioni 469 mila. Nell’Unione Europea sono poco più di 117 milioni gli europei in analoga condizione. “Ma sia in Italia che in Europa l’obiettivo è ancora lontano” – annuncia la Caritas.

Un po’ meno negativo, invece, è l’abbandono scolastico: a partire dal 2000 perché dal 21,5% è scesa al 14,7% nel 2015 raggiungendo così l’obiettivo nazionale fissato dalla strategia Europa 2020.

 

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