Carcinoma mammario, convegno sull’approccio multidisciplinare alla patologia

La Sala Rossa del Castello ha ospitato, in data 9 maggio, il convegno “Carcinoma Mammario e bisogno di salute – confronto tra associazioni femminili e istituzioni sanitarie”.

11202825_560666030742437_3302205075366224863_oUn incontro promosso con e per le donne. Medici, operatori del settore, rappresentanti istituzionali e del locale mondo associativo si sono confrontati con la triplice finalità di portare a conoscenza le strategie diagnostiche, operative, radioterapiche e mediche per la cura di una tra le patologie più diffuse e frequenti che investono l’universo femminile, divulgare l’imprescindibile e prezioso contributo offerto da alcune tra le associazioni che operano sul territorio in perfetta sinergia con le locali istituzioni e con il nosocomio cittadino, rendere nota l’attività operativa della Unità di senologia (Breast Unit) di cui si è dotato l’ospedale Dimiccoli di Barletta.

Nutrito il parterre dei relatori intervenuti alla presenza di alcuni rappresentanti delle istituzioni locali: il vice sindaco e assessore alle politiche sociali Anna Rizzi Francabandiera, Filippo Caracciolo Componente III Commissione Consiliare (Sanità), la dott.ssa Santa Scommegna.

Gli illustri conferenzieri hanno sottolineato l’importanza di perseguire un duplice obiettivo: l’essere in grado di rispondere efficacemente ai bisogni crescenti rispetto alla patologia, attraverso un gruppo di lavoro che agisca collegialmente per ottenere i migliori risultati in questo campo, nonché di sostenere e garantire un adeguato percorso diagnostico, terapeutico, assistenziale mirato alle numerose donne colpite da questa grave patologia che rappresenta una minaccia all’identità, all’integrità e all’equilibrio emotivo delle stesse.

Tutti i contributi, offerti attraverso la presenza qualificata degli esperti invitati a dibattere sulla delicata tematica, hanno avuto un comune filo conduttore: far comprendere l’assunzione di responsabilità di cui ci si fa carico, a livello sanitario e sociale, nel prendersi cura di una paziente affetta da tumore al seno oggi . Soddisfare il bisogno di salute della donna deve essere l’obiettivo a cui si deve tendere.

<< Una donna colpita da carcinoma mammario- spiega il dott. Domenico Palmieri, U.O. Di chirurgia generale– esprime, attraverso il bisogno di salute, l’esigenza di vedersi garantire una lunga sopravvivenza in assenza della malattia. Il bisogno di salute rappresenta il desiderio della donna colpita da cancro di poter migliorare la propria qualità di vita riacquistando un completo benessere fisico, mentale e sociale tale da consentirle il ritorno allo svolgimento delle normali funzioni che appartengono alla vita quotidiana.

In altri termini, il bisogno di salute per la donna ammalata di tumore della mammella si traduce nella speranza di poter guarire dalla malattia.>>

E’ stato più volte ribadito, nel corso dell’incontro, come il tumore, nell’epoca in cui viviamo, è un male che può essere efficacemente combattuto e, in molti casi, debellato. L’impegno della comunità scientifica nella lotta contro tale patologia, con la costante ricerca di nuove strategie di diagnosi e di cura, deve essere dunque efficacemente affiancato e supportato con politiche coraggiose e lungimiranti che riconoscano, come punto qualificante e irrinunciabile, non solo il valore della prevenzione e della ricerca bensì l’importanza di stabilire con la donna un percorso chiaro, integrato tra le varie discipline coinvolte nella diagnosi e nel trattamento, validato dai protocolli ma anche adattato al singolo caso, umanizzato dalla centralità della persona piuttosto che del malato.

A testimonianza della sensibilità sull’argomento presente già da tempo nel resto d’Europa, la commissione UE ha disposto “che tutte le donne affette da carcinoma della mammella abbiano il diritto di essere curate da una equipe interdisciplinare e invitato pertanto gli stati membri a sviluppare una rete capillare di centri di senologia certificati e interdisciplinari, che debbano soddisfare a criteri di qualità.”

Anche in Italia, dunque, quella delle Breast Unit non è solo un’opportunità ma addirittura una necessità, la quale deve indurre ad investire tutte le energie disponibili per organizzare l’attività assistenziale offrendo modelli efficienti che possano realisticamente essere integrati nelle differenti realtà regionali.

L’avvio della Breast Unit presso il Polo Ospedaliero Dimiccoli di Barletta – ha sottolineato il consigliere regionale uscente, Filippo Caracciolo– risale a Giugno 2014. L’obiettivo che ci si è prefissi è poter dare una risposta coerente ad un nuovo modello culturale che metta il paziente al centro delle cure oncologiche garantendogli competenze mediche, tecniche e infermieristiche che si coordinino tra loro e interagiscano nella prevenzione, diagnosi, terapia e riabilitazione del carcinoma mammario. L’istituzione della Breast Unit – ha spiegato Caracciolo- deriva da disposizioni del Parlamento Europeo che ne richiedono la presenza in ciascuna locale azienda sanitaria entro il 2016. La ASL BT è stata, dopo la deliberazione della Regione, tra le prime in Puglia ad attivarsi confermando l’eccellenza fornita al territorio dal Polo Ospedaliero Dimiccoli di Barletta. Le Breast Unit – ha concluso il presidente della III Commissione Consiliare regionale, Sanità)- sono state concepite per garantire a tutte le donne affette da tumore al seno di qualsiasi natura e grado, l’accesso alle cure più efficaci nonché rispettose delle linee guida internazionali, ovvero un’offerta sanitaria elevata che riduca sprechi e ottimizzi le risorse, a favore di una migliore qualità di vita e sopravvivenza. >>

<<La Breast Unit rappresenta – ha chiarito il dott. Ottavio Narracci, Direttore Generale Asl/Bat– un paradigma organizzativo e assistenziale innovativo nella patologia senologica basato sulla stretta collaborazione fra gli specialisti delle differenti discipline che compongono il team medico. La Breast Unit – ha proseguito il dott.Narracci- è costituita da un gruppo di professionisti che si occupano di persone e non di malati. Si prende in carico, dunque, la persona, quella persona ,con le sue specifiche peculiarità patologiche. L’obiettivo è quello di ottenere i migliori risultati in termini di prevenzione, diagnosi e trattamento e permettere un rapido trasferimento della ricerca scientifica alla pratica clinica di tutti i giorni. Il fulcro di questo modello è il consulto multidisciplinare per la gestione dei casi chirurgici oncologici prima, durante e dopo l’intervento. Attraverso la Brest Unit si cerca di soddisfare le esigenze della persona, e non del paziente, offrendo un supporto assistenziale che tenga conto soprattutto delle fragilità che sono proprie di una persona oncologica. Difatti- ha concluso il dott. Narracci- il team di cui si compone una Breast Unit è formato non solo da clinici in senso stretto, bensì da tutte quelle intelligenze necessarie a prendersi cura della persona con un problema di salute di natura oncologica. Ecco perchè la convergenza dell’attività sanitaria con quella volontaristica delle associazioni che la supportano va incoraggiata fortemente, affinchè la Breast Unit sia in grado di mettere a disposizione le più qualificate competenze ed offrire risposte tempestive.>>

Il convegno è stato anche l’occasione per fare il punto sulle novità afferenti il campo delle tecniche di prevenzione, diagnosi e cura, nonché per approfondire le metodiche chirurgiche più avanzate attualmente praticate alle donne colpite da carcinoma mammario. Per illustrare le su menzionate tecniche e metodiche hanno partecipato: il dott. Francesco Lattanzio, presidente Circolo Sanità Barletta; il dott. Tommaso Divincenzo, senologo Resp. Screening mammografico ASL/BAT; il dott. Gennaro Gadaleta Caldarola, oncologo; il dott. Giuseppe Squeo, radioterapista; il dott. Pasquale Difazio, responsabile Medicina Nucleare.

Sono stati approfonditi i temi del supporto psicologico nelle varie fasi del percorso diagnostico e terapeutico attraverso il contributo offerto dalla dott.ssa Rosanna Saracino, psicoterapeuta e dalla dott.ssa Patrizia Bruno, psicologa.

Una dettagliata analisi epidemiologica, invece, è stata curata dal dott. Vincenzo Coviello, epidemiologo.

Si è, inoltre, avuto modo di ascoltare nonchè apprezzare le appassionate e commoventi testimonianze, vissute sul campo, riportate dalle rappresentanti delle associazioni che hanno promosso ed organizzato l’evento: “Barletta in Rosa”, “Cresco Creando”, “Le Amazzoni”, “Barletta Up”.

A margine dell’evento, i dovuti ringraziamenti sono stati affidati alla Prof.ssa Mariagrazia Vitobello, presidente Centro Studi “Barletta in Rosa” <<Sono davvero commossa e ringrazio per la gentile partecipazione la numerosa platea presente in sala. Ringrazio, inoltre, quanti hanno reso possibile la realizzazione di questa iniziativa. In particolare il dott. Domenico Palmieri, il dott. Francesco Lattanzio, la moderatrice Floriana Tolve, tutte le associazioni che hanno aderito unitamente al Comune di Barletta che ha patrocinato l’evento. Auspico che ciascuno di noi abbia arricchito il proprio bagaglio di conoscenze e si faccia messaggero nel divulgare una testimonianza di speranza>>

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Patrizia Corvasce

Patrizia Corvasce, classe ’72.
Maturità classica. Giornalista pubblicista iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Puglia dal 1° febbraio 2016. Appassionata di diritto, teatro e politica. Già consigliere comunale. Attualmente collabora con la testata giornalistica telematica Barletta News occupandosi prevalentemente di approfondimento politico. Crede che la libertà di stampa dipenda soprattutto dalla volontà di fare informazione libera.

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