Caracciolo, indagato per corruzione, rassegna le dimissioni da assessore regionale

Caracciolo

L’assessore Filippo Caracciolo si è dimesso dal proprio assessorato in seguito all’iscrizione nel registro degli indagati.

Una gara d’appalto di 5.8 milioni di euro, riguardante la costruzione di una scuola media a Corato, la Giovanni XIII, è la causa dell’iscrizione nel registro degli indagati dell’ex assessore regionale all’ambiente, Filippo Caracciolo. I capi d’accusa sono quelli della corruzione e della turbativa d’asta. La vicenda coinvolge anche Massimo Manchisi, secondo quanto riferito da “La Gazzetta del Mezzogiorno” e da “La Repubblica”, titolare di un’impresa di costruzione che sarebbe stata favorita proprio da Caracciolo.

“Al fine di tutelare l’amministrazione regionale e di consentire una serena prosecuzione delle indagini – scrive l’ex assessore Filippo Caracciolo – ritengo opportuno rimettere al Presidente della Regione Michele Emiliano la delega da assessore alla Qualità dell’Ambiente pur precisando che la contestazione mossa a mio carico non riguarda assolutamente l’attività istituzionale svolta in questi mesi. Nell’esprimere la piena fiducia nell’operato della magistratura, spero che presto possa essere chiarita tutta la vicenda e dimostrata la mia estraneità ai fatti. Data la concomitanza con l’appuntamento elettorale che mi vede candidato nel collegio uninominale della Camera dei Deputati Puglia 4 alle elezioni politiche del prossimo 4 marzo mi auguro che le indagini possano concludersi a breve. Confido di chiarire davanti agli inquirenti la mia posizione offrendo la massima collaborazione”.

Non si è fatta attendere la reazione del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Le deleghe dell’assessorato rimasto vacante sono state momentaneamente affidate a Raffaele Piemontese, assessore al bilancio. Emiliano, oltre a ringraziare Caracciolo per le dimissioni, che consentiranno una più agevole ripresa delle attività in seno alla giunta regionale, si è detto nel frattempo fiducioso sul fatto che l’ormai ex assessore riesca a chiarire in breve tempo la propria posizione nei confronti dell’autorità giudiziaria.

Le indagini compiute dalla Guardia di Finanza, nello specifico, si concentrano anche sulla persona di Donato Lamacchia. Secondo quanto riportato su La Gazzetta del Mezzogiorno, Caracciolo, sottoposto a pedinamenti, avrebbe consegnato un foglio a Lamacchia, presidente della commissione aggiudicatrice. Lamacchia, dirigente dell’ufficio Lavori pubblici del Comune di Barletta, sarebbe stato coinvolto nella vicenda con la promessa di Caracciolo di favorirne un passaggio all’Arpa Puglia. L’obiettivo finale di queste dinamiche, sarebbe il sostegno elettorale richiesto all’imprenditore Massimo Manchisi, già arrestato lo scorso 5 dicembre nell’ambito del filone di inchiesta sull’Arca Puglia, ente che si occupa di edilizia e di assegnazione delle case popolari. Tra i nomi coinvolti dalla Procura di Bari figura anche quello di Sabino Lupelli, già arrestato proprio in relazione alla predetta indagine sulla gestione dell’ente. Lupelli avrebbe preso parte a un pranzo con Caracciolo e Manchisi e, tra una portata e l’altra, i tre avrebbero discusso proprio dell’appalto in questione. 

La replica di Filippo Caracciolo è stata affidata alle pagine del Corriere del Mezzogiorno, in cui si è detto fiducioso in vista degli esiti degli accertamenti cui è sottoposto. 

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