Cappella di Nazareth… la proprietà contesa

Giuseppe Marchisella

Un vecchio detto cinese, conosciutissimo e forse anche abusato, recita “Quando il Saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito” (anche se il dito in questa occasione vale qualche migliaia di euro). Mai citazione fu più pertinente per la stranissima vicenda che vede, quale protagonista indiscussa, la “Cappella di Nazareth” presente nel locale camposanto.

Affermo questo perché l’attenzione delle parti interessate, è stata focalizzata (ecco qui il dito!) sull’arrecato danno erariale per le casse comunali stimato in circa 20 mila euro riferito “alla mancata riscossione di oneri previsti”.

È infatti di questi giorni, ma la vicenda ha origine qualche anno fa, la denuncia del Movimento 5 Stelle, riportata sulle pagine di questo quotidiano, relativa agli effetti causati dalla “estumulazione” di diversi (tanti) defunti dalla Cappella monumentale dei devoti della Chiesa di Nazareth di Barletta.

Dopo le verifiche del caso, alcuni privati avevano accertato che era stata effettuata, a loro insaputa, la traslazione dei propri avi e di altri defunti, 297 in tutto, che riposavano nella Cappella.

Da parte del Settore Contratti del Comune di Barletta, che nel 2011 aveva autorizzato la traslazione di massa dei defunti e della Avvocatura comunale, ad oggi, nessuna comunicazione ufficiale.

Nelle more, come si dice, la Curia, in assenza di un passo ufficiale del Comune, ha proseguito a gestire la Cappella stessa… ma a quale titolo?

Ebbene si signori (e qui entra in gioco la luna del detto cinese) l’enorme punto interrogativo relativo a tutta la vicenda è e rimane: “Ma chi è il proprietario legale della struttura legittimato a gestire il tutto? ”.

Ho iniziato a conoscere la vicenda, ovviamente per motivi istituzionali, nel 2013 allorquando l’avvocato Francesco Portone, già Giudice di Pace, si presentò presso la Sezione di Archivio di Stato di Barletta per richiedere informazioni sugli atti riguardanti la Cappella cimiteriale della Chiesa di Nazareth nella quale erano sepolti i propri cari. Purtroppo dopo pochissimo tempo l’avvocato Portone scomparve e la vedova non poté inumare la salma nella Cappella di Nazareth, come a suo dire spettava, perché la Curia non aveva riconosciuto la titolarità del loculo. La vicenda assurse alle cronache locali con un susseguirsi di “botta e risposta” tra gli eredi Portone e la Curia di Trani.

Cappella Nazaret 4A quel punto tutti iniziarono (dovettero) ad interessarsi della Cappella gentilizia chiamata di Nazareth e della sua proprietà.

Del problema, che come ho spiegato ha assunto un profilo amministrativo e giudiziario, come è nel mio costume non intendo volutamente occuparmene invece, della parte strettamente storica, è mio precipuo compito rendere edotti tutti sulla “storia” della Cappella.

L’inizio porta la data del 9 novembre 1885 allorquando il sacerdote Baldassarre Rossi scriveva, in terza persona, al Sindaco e alla Giunta Municipale di Barletta “ … Il Sacerdote Baldassarre Rossi Direttore della Chiesa di Nazareth volendo ergere una Cappella gentilizia nel Camposanto e avendo scelto un sito a mezzogiorno e propriamente quello contiguo alla Cappella della Congrega dello Spirito Santo”. L’iniziativa però non ebbe seguito in quanto, a margine della richiesta del sacerdote Rossi, l’Ufficio Tecnico del comune scrisse che “ … Quest’Ufficio si è recato col Sig. Rossi al Cimitero per le pratiche necessarie ma dietro consenso dello stesso (Rossi n.d.r.) non si diede esito alla domanda”. Primo tentativo, nulla di fatto.

Il Rossi tornò alla carica (forse era stato convinto ?)  quasi un anno dopo, il 4 dicembre 1886, con una lettera, inviata questa volta solo al Sindaco e con una precisazione importante o se volete fondamentale per quello che sta succedendo oggi. Il Rossi scriveva “… Il sottoscritto (senza nome e soprattutto titolo) , domanda a V.S. Illma la concessione di metri quadrati 77 di terreno in questo Camposanto, sito sul Viale normale all’entrata e più precisamente al lato del tumulo del Sig. Fonsmorti per costruire una Cappella gentilizia pei Devoti ascritti alla Chiesa di Nazareth ”.

Cappella Nazaret 2Sicuramente non sarà sfuggita la destinazione della Cappella ma, se così fosse, repetita iuvant e quindi “ … pei devoti ”.

Anche in calce a questa lettera il parere dell’Ufficio Tecnico che, nella persona dell’ing. Scaramella, il 10 dicembre 1886 comunicava “… L’area richiesta di m.² 77,00 essendo disponibile potrà concedersi al prezzo di £. 12,00 al metro quadrato. L’importo quindi dei m. 77,00 sarà di  £. 924,00 ”.

Ancora sei mesi dopo, il 6 giugno 1887, il sacerdote Rossi inviava un’ulteriore lettera con la quale richiedeva “…l’approvazione del qui accluso tipo per la costruzione della cappella sepolcrale ”. Da notare che l’intestazione del “tipo” (schizzo della costruzione scala 1:100 rigorosamente eseguito a mano dall’ingegnere) era la seguente “Cappella Sepolcrale degli Ascritti alla Chiesa di Nazareth ”. 

Il parere dell’Ufficio Tecnico, questa volta il tecnico era l’ing. Iecini, risultava positivo e con il rilascio del permesso di costruzione n. 98 del 10 giugno 1887, si metteva la parola fine all’iter per la costruzione della Cappella gentilizia (di) Nazareth.   

Inutile ogni tipo di commento e conclusione.

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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