Cantina Sperimentale prossima alla chiusura: organizzata conferenza per scongiurare il pericolo

Barletta ha la brutta abitudine di perdere pezzi importanti della propria storia, una verità sotto gli occhi di tutti che anche il Generale Carmelo Mancarella, presidente del Rotary Club di Barletta, ha voluto sottolineare in apertura dell’incontro “La cantina sperimentale di Barletta: eutanasia dietro l’angolo?”, tenutosi presso il Brigantino 2 nella tarda serata di giovedì 13 novembre e organizzato per l’appunto dal Rotary Club di Barletta, con l’obiettivo di approfondire meglio la lunga storia e l’attualissima minaccia di chiusura appunto della Cantina Sperimentale, vera pietra miliare del passato più o meno recente della Città della Disfida.

Relatori della serata sono stati il prof. Michele Dimonte (autore della pubblicazione “La cantina sperimentale di Barletta” a cura di Editrice Rotas), il dott. Raffaele Lovino, che nel corso degli ultimi 20 anni ha fatto in modo che la cantina acquisisse nuovamente la sua grande importanza grazie ad una serie di innovazioni tecnologiche nel campo vitivinicolo, e Michele Grimaldi, funzionario della sezione di Archivio di Stato di Barletta, che recentemente ha pubblicato un articolo in cui, attraverso i preziosi documenti conservati nell’Archivio, sono state ricostruite alcune tappe fondamentali nella storia della Cantina Sperimentale stessa.

Ad assistere all’incontro numerosi cittadini e membri del club, rappresentanti delle altre realtà vitivinicole locali, ovvero la Cantina Sociale di Barletta e le Cantine Bardulia, e, in rappresentanza della pubblica amministrazione, il sindaco di Barletta Pasquale Cascella e il consigliere regionale Ruggiero Mennea.

Dopo aver intonato l’Inno Nazionale, quello Europeo e quello del Rotary, i lavori hanno avuto inizio, dopo la breve introduzione del generale Mancarella, con l’intervento del prof. Dimonte, il quale ha compiuto un efficace excursus storico dei vari momenti di gestione e innovazione della cantina, ricordando come la creazione della stessa, avvenuta proprio il 13 novembre del 1879, portò uno sviluppo impressionante dell’intero settore vinicolo locale e che, col tempo, l’alto tasso di innovazione tecnologica sempre perseguito dalla cantina sperimentale ha portato grandi ricchezze, tutti lati positivi dimenticati poi nel corso di una più massiccia industrializzazione che, alla lunga, è stata causa dell’attuale pericolo di chiusura che questa istituzione corre. Il prof. Dimonte ha poi concluso auspicando un nuovo momento di coesione dei cittadini e delle autorità barlettane affinché tale pericolo venga scongiurato.

Nel suo intervento, il dott. Lovino ha invece mostrato uno spaccato della situazione della cantina negli anni della sua gestione, mostrando come ancora lo sviluppo tecnologico e l’innovazione sia stato al centro di tutte le attività, mettendo a paragone passato e presente attraverso un gran numero di testimonianze fotografiche mostrate al pubblico presente. È emersa così la grande importanza della cantina, il cui alto tasso di innovazione e di peso tecnico-scientifico hanno portato questa realtà ad essere una delle più importanti non solo nel nostro territorio, ma in tutto il meridione, importanza sottolineata dal fatto che buona parte dei vini del Sud Italia è passata prima sotto l’attento esame della cantina sperimentale per riceverne la certificazione prima di essere messa in vendita ed esportata con successo.

A chiusura dei lavori c’è stato il brevissimo intervento del dott. Renato Russo, che ha in breve riassunto la storia editoriale del volume scritto dal prof. Dimonte, e infine quello di Michele Grimaldi, che, aggiungendo altre, brevi, note storiche, ha sottolineato come la Cantina Sperimentale sia stata la prima ad apporre ai propri vini una certificazione oggi equiparabile al marchio DOC ben prima che lo stesso venisse inventato (questa prima certificazione risale infatti al 1889); e che anche nel 1936 la cantina aveva attraversato un periodo di crisi, testimoniato da una lettera dell’allora dirigente della cantina, Notari, al podestà in cui si chiedeva un aiuto dell’amministrazione. Un periodo di crisi in qualche modo affrontato e scongiurato e che tuttavia si ripete ai giorni nostri.

A tal proposito, sia il consigliere regionale Mennea, prima, e il sindaco Pasquale Cascella poi, chiamati ad intervenire dal generale Mancarella, hanno assicurato un deciso intervento della Pubblica Amministrazione per fare in modo che questo pezzo importante di storia barlettana non vada perduto.

Ed è così che si è concluso questo evento, con la viva speranza che la cantina torni al suo poi non tanto antico splendore, magari replicando l’enorme afflusso di lavoro e ricchezza che ha contraddistinto gli anni della sua nascita e delle sue fasi di maggiore successo.

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Vittorio
Vittorio Grimaldi è nato il 17 agosto 1991. Diplomato presso il Liceo Classico "A. Casardi" di Barletta, attualmente studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Appassionato ed esperto di folklore e mitologia, gestisce dal 2013 il canale youtube a tale materia dedicato "Mitologicamente". Giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti della Puglia, dal 2014 è stato cronista politico della testata online Barletta News fino a dicembre 2017.

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