A Canne va in scena una nuova sconfitta

L’incipit di una bellissima canzone di Franco Califano recita “Ecco, la musica è finita, gli amici se ne vanno che inutile serata”. Di questo verso, così significativo, cambierei solo la parola “serata” con “mese” e più precisamente quello di agosto 2016.

Trentuno giorni caratterizzati da un fiume di parole, per lo più gettate lì solo per dire “c’ero anch’io” o esprimere concetti basati sul nulla più squallido e inconcludente, fatte salve le dovute e gradite eccezioni. Ovviamente mi riferisco al così detto “Caso Canne” che dopo quello della chiusura di altri siti culturali, è assurta agli onori della cronaca nazionale.

A poco è servito il gesto compiuto dalla locale Sezione dell’Archeoclub e dal suo presidente il quale, pur di non lasciar chiuso per la quarta domenica consecutiva il sito archeologico, con i suoi collaboratori ha svolto visite guidate tra i ruderi che hanno visto Annibale primeggiare, senza però poter accedere all’Antiquarium.

Altrettanto significativo, ma infruttuoso, il tentativo compiuto dal Sindaco di Barletta presso la dott.ssa Simonetta Bonomi, Soprintendente all’Archeologia, Belle arti e paesaggio per le province di Barletta – Andria – Trani e Foggia, affinché potesse essere visitabile il sito e l’Antiquarium. Niente da fare perché non c’era la disponibilità del personale “ufficiale”.

Quindi di questo mese di agosto 2016, per quanto riguarda Canne,  resterà soltanto il cartello che annunciava la chiusura nei giorni festivi e qualche foto, pubblicata sui mezzi di comunicazione e da inserire nel proprio curriculum, di amministratori e personaggi di varia estrazione che si sono recati al capezzale del moribondo sito, per la visita, solita, di cortesia.

Totò, nella sua immensa genialità, era uso ripetere “è la somma che fa il totale” e la somma di tutto ciò che è successo ha prodotto un totale pari a zero o giù di li. Che squallore !

E tutta questa desolazione condita dalla confusione delle competenze (non ho parlato di scaricabarile per essere politically correct) sul chi doveva fare cosa. E si perché, a quanto io sappia e dai vari comunicati dati alla stampa da diverse figure istituzionali, il sito Archeologico di Canne dovrebbe essere stato inserito nel Polo Museale pugliese (sul sito ufficiale del Ministero c’è l’elenco di istituti e luoghi della cultura e altri immobili, assegnati al Polo e fra questi, al primo posto, l’Antiquarium e zona archeologica di Canne della Battaglia – Barletta) “guidato” da Fabrizio Vona il quale però, ha tenuto a precisare che il passaggio nella sua struttura, tecnicamente, non è ancora avvenuto e quindi le competenze, relativamente a Canne, spettano alla Soprintendenza all’archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Barletta – Andria – Trani e Foggia diretta dall’archeologa Simonetta Bonomi. E mentre c’è il famoso ( o famigerato?) rimpallo o se preferite, chiarimento sulle competenze, il mese di agosto 2016 ce lo siamo giocato, come anche i turisti che proprio in questo periodo affollano i luoghi della cultura della nostra Terra e la soluzione dei problemi è rimandata … a quando?

In questi giorni si è veramente ascoltato di tutto e di più con figure istituzionali e non che si sono ed hanno posto domande, legittime per carità ma ripetitive, sul futuro di Canne e la sua valorizzazione, ma nessuno ha fatto il seppur minimo cenno alle voci, strane, che circolano su tanti dipendenti del MiBACT ai quali, in questi periodi critici (quelli estivi), vengono chieste prestazioni straordinarie che poi non vengono retribuite come da contratto o che siano stati dimenticati i pagamenti delle indennità di turno nel calcolo delle retribuzioni. Sarebbero questi i temi su cui dibattere e pensare seriamente a delle soluzioni.

Il Ministro dei Beni Culturali Franceschini lo scorso anno, sull’onda della indignazione nazional-popolare per la chiusura del Colosseo, ebbe a tuonare “Ora basta! Proprio nel momento in cui la tutela e la valorizzazione dei beni culturali sono tornate dopo anni al centro dell’azione di governo, proprio mentre i dati del turismo sono tornati straordinariamente positivi, proprio mentre Expo e Giubileo portano ancora di più l’attenzione del mondo sull’Italia, proprio mentre io sono come ministro impegnato nelle discussioni preparatorie per la legge di stabilità a cercare di portare più risorse per la cultura e per il personale del ministero, una nuova assemblea sindacale, questa volta al Colosseo e ai più importanti siti archeologici di Roma, fa restare turisti in fila davanti agli occhi di tutto il mondo”.

E questa indignazione cosa ha prodotto se non palloni gonfi di parole senza alcun risultato? Ovviamente nulla.

La situazione è ancora più grave soprattutto in un momento storico come questo che vede i lavoratori del MiBACT con un contratto di lavoro scaduto ormai da molti anni e nessun incremento stipendiale a sostegno del reddito, anzi solo giri di vite a tutto campo, con ulteriori limitazioni alle progressioni economiche e la negazione in assoluto per il personale interno di poter scorrere in graduatoria per i passaggi d’area.

Nell’incontro avuto lo scorso 30 agosto con il Ministro, tutte le sigle sindacali di settore, hanno evidenziato il caos e l’incertezza che penalizza molti Istituti periferici nonostante gli sforzi di colleghi e dirigenti seri e responsabili. La carenza di organico in tutte le aree e relativa a tutti i profili professionali è ad oggi superiore alle 2.550 unità (non una decina!). Le stime dei prossimi pensionamenti, già effettuate fino al 2020, porteranno la cifra ad oltre 6000 unità. E’ evidente quindi che per sanare la grave insufficienza di personale occorre uno sforzo straordinario e che il Ministro dovrà avere come obiettivi prioritari almeno il triplicamento dei posti del concorso in itinere per i 500 tecnici, l’avvio di un ulteriore bando per funzionari amministrativi oltre che un bando di concorso soprattutto per i profili di II area cioè quella della vigilanza.

A tutto questo si aggiunga l’impossibilità da parte dei Capi d’Istituto nella conduzione e gestione delle Soprintendenze, Musei, scavi archeologici, Archivi e Biblioteche, che molto spesso non riescono neanche a pagare le bollette delle utenze.

Avete mai ascoltato un Ministro che si impegni per attivare un processo di assunzione e qualificazione di personale da inserire nel MiBACT, così da ottenere la soddisfazione dell’utenza? Le uniche “assunzioni” di questi ultimi venti anni (e voglio tenermi stretto) sono quelle dei super direttori dei musei. Questa si che è una anomalia e non la riunione sindacale dei lavoratori del Colosseo che protestavano per la mancanza di personale. Allora lancio la solita idea-provocazione: invece di nominare i 20 top Dirigenti e consulenti (?) vari ed eventuali con retribuzioni da 175.000 euro l’anno, perché non si sono assunti 1.000 indispensabili “addetti alla vigilanza” a 20.000 euro l’anno con tutti i benefici che ne conseguono?

Ma chi risponderà mai…e Canne continuerà a chiudere le porte in faccia ai turisti mentre si discute se Annibale portava i capelli lungi o corti.

Passata la festa gabbato lo Santo.

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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