Canne, i politici e un futuro con tanti dubbi

Canne della Battaglia

Chiusa il 5 febbraio scorso la mostra “Annibale. Un Viaggio”, il 29 gennaio scorso si è svolta, presso il Castello di Barletta, una interessantissima conferenza del giornalista e saggista Paolo Rumiz il quale, oltre a delineare un bilancio della mostra, ha prospettato un futuro a dir poco desolante del sito archeologico di Canne se, chi di competenza, non si metterà di “buzzo buono” per valorizzare quei luoghi. Lo scrittore, profondo conoscitore del patrimonio culturale italiano e soprattutto dei personaggi che quel tesoro dovrebbero curare e gestire, ha immaginato scenari non certo felici se non ci sarà una larga e propositiva “coalizione” che lavori per risollevare le sorti dei luoghi che videro Annibale assoluto protagonista.

Ovviamente Rumiz non è stato il primo e credo non sarà neanche il solo, che vede nubi nere all’orizzonte se non ci sarà serio interesse per Canne dato che, solo un paio di mesi fa, il dott. Fabrizio Vona, Responsabile del Polo Museale Pugliese, ebbe a lanciare un “grido d’allarme” con sottintesa richiesta di collaborazione e rese noti i lavori per giungere ad una convenzione accurata con il Comune di Barletta (proprietario dell’ottanta per cento dell’area) dal quale il Ministero Culturale si attende “un aiuto concreto, reale, fattivo” in poche parole, metti mano al portafoglio e pensa a Canne.

Canne 7Per il momento il Ministero ha “sganciato” quasi un milione e mezzo di euro per lavori importanti di adeguamento impiantistico e strutturale, chiudendo tutto il sito, compreso, ovviamente, l’Antiquarium (inaugurato nel 1958 dall’allora Ministro alla Pubblica istruzione Aldo Moro), sino al 30 aprile 2017 (solo il Signore, però, può sapere se la data verrà rispettata).    

Indovinate un po’ chi sarà penalizzato oltre misura da tutta questa situazione? Ovviamente gli operatori ministeriali presenti a Canne i quali, oltre a non aver visto, come tutti i dipendenti statali, un solo centesimo per il fantomatico rinnovo del contratto sbandierato dall’ex premier Renzocchio, si sono visti recapitare una disposizione urgente con la quale il Dirigente del Polo Museale Pugliese ha comunicato al personale addetto alla vigilanza del Parco Archeologico e Antiquarium di Canne della Battaglia che “a partire dal 05/02/2017 il servizio sarà sospeso per tutti i giorni festivi fino al 30/04/2017; compresi i giorni 17 e 25 del mese di aprile”, in poche parole parecchi soldini in meno e al danno, quindi, si è aggiunta la beffa. Che dire se non “queste cose accadono solo in Italia”?     

Canne 8Spero solo che ora passi decisivi vengano fatti dagli organismi regionali, provinciali e soprattutto comunali, per rendere verosimile un interessamento che sino ad oggi è stato espresso esclusivamente a semplici e sterili parole che il vento ha portato via.

Purtroppo debbo ripetermi confortato dalle parole di Rumiz il quale ha sentenziato affermando che “gli Italiani, dal punto di vista storico, hanno un autostima pari a zero” ed io sommessamente aggiungo che non conoscono affatto la storia!

Ebbene si, signori perché se ottanta anni fa il Comune non avesse fatto proprio quell’appezzamento di terreno, oggi ma anche ieri e l’altro ieri, non si starebbe a celebrare un bel niente nella nostra città, bensì qualche altro luogo la farebbe da padrone per organizzare simili manifestazioni.

Canne 9Pensate stia esagerando? Bene, vi porto a conoscenza di una lettera inviata al Commissario Prefettizio del Comune di Barletta il 23 aprile 1935 dal dott. Vito Lattanzio, Presidente dell’ “Associazione fra gli Amici dell’Arte e della Storia Barlettana” il quale avvisava che “…Alla fine del corrente mese di aprile sarà tenuto in Avezzano il consiglio di famiglia dell’interdetto Nicola Cocco, proprietario della Collina di Canne. Per poter con facilità concludere le opportune trattative per l’acquisto della predetta collina da parte di codesta Amministrazione, sarebbe indispensabile inviare di urgenza la relativa proposta di acquisto. Anche perché, da sopralluogo effettuato da incaricati, mi è stato riferito che dalla distruzione delle tombe eseguita dai nuovi proprietari della masseria Cocco” e concludeva “ Solo con l’acquisto potremo avere la possibilità di salvare almeno una parte di una zona di grande interesse nazionale e di compiere il nostro dovere verso quei morti che da duemila anni giacciono inosservati in terra nostra”. Più chiaro di così si muore!

Per fortuna che l’accorato appello lanciato da ogni parte del settore cultura della società civile barlettana, venne accolto e il 26 giugno del 1937 (tra meno di cinque mesi quindi saranno 80 gli anni da quel fondamentale atto) il Comune di Barletta nella figura del Podestà dott. Michele Picardi, acquistava dall’avv. Alfredo Tommassetti, tutore del sig. Cocco Nicola proprietario, una zona di terreno denominata “Monte Canne” in contrada omonima, della superficie di ettari 8.79.40 iscritta in catasto alla partita       n. 2327, foglio 43, particella 13, per la somma complessiva di £. 9.784,44.

Ecco spiegato, con i documenti, il perché, come nei film di fantascienza, senza quell’indispensabile e provvidenziale atto stipulato dalla previdente classe politica del tempo, tutto quel po po di manifestazione della durata di oltre sei mesi, sarebbe magicamente cancellata e svanita nel nulla perché di Canne non sarebbe rimasta traccia e nessuno, oggi, potrebbe parlare, scrivere pro o contro, organizzare eventi e rendersi visibile agli occhi dell’intero universo culturale.

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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