“Canne e la sua storia, la nostra storia comune tra le due sponde del Mediterraneo, sarà inoltre portata all’attenzione della massima organizzazione onusiana in materia culturale, l’UNESCO, come proposto dal consigliere regionale di Barletta Ruggiero Mennea. L’Amministrazione comunale di Barletta guidata dal Sindaco Cosimo Cannito, in prossima collaborazione con i competenti organi del Governo italiano, promuoverà infatti nel corso dei prossimi mesi la candidatura di Canne ad essere nominata tra i siti considerati come “Patrimonio dell’Umanità”.

Inequivocabile il testo della nota inviata all’Ambasciata di Tunisia a Roma nel comunicato stampa diffuso lo scorso 2 agosto in occasione del 2234° anniversario della storica vittoria-capolavoro di Annibale: comunicato nel quale il primo cittadino, raccogliendo durante la conferenza di presentazione un pubblico interpello da parte del nostro Comitato Italiano Pro Canne della Battaglia, si è fatto alfiere di quanto si legge. Ottenendo il pieno riscontro da parte della rappresentanza diplomatica tunisina, con tanto di lettera ufficiale pervenuta al protocollo la settimana successiva, per lo svolgimento di congiunte iniziative tese a valorizzare la comune “eredità” annibalica.

Considerata l’importanza strategica del tema e le sue naturali ricadute, anche in termini economici e di valore aggiunto al Territorio (vedi Castel del Monte), legittimo dunque da parte nostra domandare pubblicamente, qualche settimana dopo l’avvenuto insediamento dell’assessore alla cultura Michele Ciniero ed il suo raccordo istituzionale con il competente settore dirigenziale, a che punto siamo con le pratiche per la candidatura…

Sbirciando nel sito web http://www.unesco.it/it/PatrociniCandidature/Detail/206 non vi è ovviamente ancora traccia di nulla. Salvo le indicazioni per il percorso da seguire come “ITER DI CANDIDATURA ALLA LISTA DEL PATRIMONIO MONDIALE” dove si legge testualmente: “La prima fase della candidatura prevede la richiesta di iscrizione nella Tentative List nazionale, con la quale lo Stato segnala al Centro del Patrimonio Mondiale, World Heritage Center-WHC, i beni per i quali intende chiedere l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale nell’arco di 5-10 anni. L’iscrizione di un sito nella Lista propositiva non comporta automaticamente la successiva iscrizione dello stesso nella Lista del Patrimonio Mondiale. La procedura di candidatura in questa Lista propositiva prevede la compilazione dell’apposito formulario (in questa fase, in lingua italiana) ed il suo invio entro il 20 Dicembre di ogni anno alla CNIU che successivamente procede ad inoltrare la domanda ai Ministeri competenti.

Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, per i siti culturali, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per i siti naturali, ne valutano i contenuti e predispongono una risposta per la CNIU. Il Consiglio direttivo della CNIU ogni anno, entro il 30 gennaio, tenendo conto delle valutazioni dei Ministeri competenti, seleziona i beni per i quali richiedere al WHC l’iscrizione nella Lista Propositiva. Per i beni iscritti in questa lista successivamente si procederà, in un iter lungo e complesso, alla predisposizione delle candidature vere e proprie, composte da un dossier e da un piano di gestione che i proponenti redigono con l’ausilio dei Ministeri competenti.

Nella stessa seduta Il Consiglio direttivo della CNIU delibera anche sulla candidatura, già precedentemente iscritta nella Lista Propositiva, da presentare al WHC per l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale. Dal momento della presentazione al WHC inizia il processo di valutazione. Il Comitato del Patrimonio Mondiale, che si riunisce una volta l’anno, per esaminare le candidature si avvale della valutazione di tre organismi tecnici: l’ICOMOS per i siti culturali e lo IUCN per i siti naturali, l’ICCROM specializzato nella conservazione e nel restauro del patrimonio culturale. Questi organismi avviano una istruttoria tecnica che dura circa un anno e mezzo e prevede varie fasi, tra cui sopralluoghi sul posto e colloqui approfonditi con i proponenti e gli attori interessati.

Il Comitato può: 1. iscrivere il sito nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO; 2. rinviare il sito riconoscendone il valore universale, ma posticipandone l’iscrizione in attesa di una parziale riformulazione della candidatura; 3. differire il sito, non riconoscendone il valore universale e richiedendo allo Stato parte maggiori elementi di valutazione (ed una completa rivisitazione dei dossier); 4. bocciare il sito non riconoscendone il valore universale ed escludendo una possibile ripresentazione della candidatura.

Il Comitato cerca di stilare una Lista del Patrimonio Mondiale rappresentativa, bilanciata tra patrimonio culturale e patrimonio naturale, tenendo conto che non ci sono limiti al numero di siti che possono risultare iscritti complessivamente nella Lista. Hanno un certo grado di precedenza i siti che appartengono a categorie sotto rappresentate nella lista, o quelle di Stati il cui patrimonio è sotto rappresentato. Le candidature trasmesse alla Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’UNESCO o direttamente ai Segretari delle Convenzioni e dei Programmi UNESCO senza l’osservanza della procedura sopraindicata sono da considerarsi nulle e, di conseguenza, da ritirare”.

Dunque, a che punto siamo, Signor Sindaco, con la candidatura di Canne della Battaglia a sito mondiale Unesco Patrimonio dell’Umanità? Come dicevano gli antichi: chi ha tempo, non aspetti tempo. Anche perché di tempi lunghi si tratta…

Nino Vinella, giornalista

Comitato Italiano Pro Canne della Battaglia – Barletta

 

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