La collina di Canne e Palazzo della Marra: acquisizioni eccellenti

Nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio 23/24 Settembre 2017, manifestazione promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, il Comune di Barletta in collaborazione con l’Archivio di Stato di Bari – Sezione di Barletta, organizza la mostra documentaria “1937 Collina di Canne – 2015 Palazzo della Marra Patrimonio della Città”.

L’iniziativa è naturale conseguenza delle idee espresse dal Ministro al ramo Dario Franceschini il quale ha spiegato, in un suo recente intervento, che “abbiamo perso tanti anni, non capendo che la vocazione del Paese è la nostra bellezza, la nostra storia, il nostro patrimonio ed è di un’alleanza della quale c’è bisogno, tra sistema dei Comuni e Governo. In questi anni, la politica non ha saputo fare questo investimento: la politica nazionale no, ma i comuni sì. Nonostante i dolorosi tagli ai bilanci, i sindaci hanno lottato per difendere i centri storici, i monumenti, la cultura…”.

Certo, diciamoci la verità, quanti monumenti, luoghi e personaggi di Barletta sono sconosciuti e dimenticati. Eppure, godere del nostro patrimonio culturale è un diritto di tutti, ma spesso o ce ne dimentichiamo o ignoriamo il suo valore, permettendo di lasciare gran parte di questo in uno stato di degrado ed abbandono, sorprendendoci poi che il turismo nella nostra città non decolli.

barlettanews - cannedellabattaglia

In pochi, da sempre attenti osservatori della realtà barlettana, conoscitori delle più antiche tradizioni popolari e appassionati di storia ed arte, da un po’ di anni hanno scritto animando la asfittica dialettica culturale dedicata a luoghi, personaggi e racconti poco noti della città.   

Ecco che allora andare a riprendere quegli interventi, sempre attuali e dar vita ad iniziative di divulgazione e valorizzazione, rappresenta una testimonianza civile prima ancora che culturale, ma soprattutto un richiamo alla necessità di intervenire e subito.

L’idea di una mostra documentaria, allestita nello stupendo scenario di Palazzo della Marra, nasce dalla necessità e dal dovere di “raccontare” il lungo e difficile percorso intrapreso dal Comune di Barletta per giungere all’acquisizione, da privati, nel 1937 della così detta Collina di Canne e così salvare tutto il sito e nel 2015 dal Demanio dello Stato dello stupendo Palazzo della Marra

Nella mostra, articolata in sezioni, verranno esposti, in originale, documenti facenti parte dell’Archivio Storico del Comune di Barletta conservati presso la Sezione di Archivio di Stato di Barletta e dell’Archivio corrente del Comune di Barletta, che coprono un arco temporale che va dal 1930 sino al 2015.

La scelta di allestire una si fatta mostra è solo il primo passo su una strada che porterà ad una serie di esposizioni tutte tendenti a far comprendere, attraverso le acquisizioni avvenute nel tempo, il grande amore dei barlettani verso la cultura e i suoi beni.

Infatti gli Amministratori barlettani, di ogni epoca, sono sempre stati fra i più illuminati estimatori dei beni culturali della propria Città. Lo scettico di turno chiederà: “Come si può dimostrare una tale virtuosa propensione?” Semplicemente andando a studiarsi i documenti (anche questi, naturalmente, bene culturale!).               

Le notizie che porto alla vostra conoscenza, sono un estratto del censimento dei beni mobili ed immobili del Comune di Barletta effettuato dall’Ufficio del Patrimonio e riferito a tutto il 31 dicembre 1889.

Tra i più importanti sono da segnalare l’ex Convento di San Domenico, ubicato tra la via Cavour e il corso Garibaldi, occupato nel 1889 dalle scuole elementari maschili, dell’Istituto Comunale, dalla Scuola Tecnica Governativa e dalla Biblioteca, valutato £. 110.000 ed entrato in possesso del Comune con Real Decreto 24 aprile 1814. Interessanti da rimarcare la proprietà del Cimitero Pubblico valutato £. 70.000 (più del doppio del Castello costato £. 32.728 !) ed infine il Teatro Comunale valutato £. 312.024 con proprietà legittimata da due istrumenti rogati dal notaio Celentano l’11 aprile 1866 e dal notaio De Leon il 6 febbraio 1868.

Infine da riportare la proprietà dell’Ospedale civile e militare Principe Umberto valutato £. 30.000 passato al Comune con verbale di cessione dal Fondo per il Culto datato 31 luglio 1869 e il processo verbale di cessione dal Demanio statale al Municipio di Barletta del Fortino Paraticchio (recentemente e finalmente restaurato) redatto in data 23 aprile 1877.

Detto tutto questo qualcuno (o più di qualcuno?) potrebbe pensare che la cultura non sia in grado di fornire alla nostra comunità le risorse necessarie al suo sostentamento né possa essere fonte di introiti; considerazione, questa, che non potrebbe essere più lontana dalla realtà.

A Barletta, insomma, è purtroppo poco l’interesse a valorizzare e proteggere quel patrimonio culturale che potrebbe, anzi dovrebbe, costituire la prima risorsa economica della nostra comunità e forse anche l’unica soluzione lavorativa per i prossimi anni che vedranno nello sfruttamento del territorio dal punto di vista turistico e dei beni culturali una fonte di ricchezza per l’intera Città.

Ovvio che diventa essenziale uno sforzo sinergico tra Amministrazioni Pubbliche in direzione della realizzazione di un “sistema a rete” dei giacimenti culturali di cui disponiamo (museo, area archeologica, pinacoteca ed archivio), al fine di evitare che si possa distorcere l’immagine e la capacità propositiva e organizzativa a causa di modeste difficoltà e disfunzioni che comunque incidono sulla qualità dei servizi offerti.

Commenta questo articolo

CONDIVIDI
Articolo precedenteWhat’s UP? I film in uscita al cinema… dal 21 settembre (parte 2)
Articolo successivoBarletta, due mostre per le Giornate Europee del Patrimonio
Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here