Canne e la riapertura… quando?

Non sono d’accordo con coloro i quali affermano “Chi dice che una cosa è impossibile, non dovrebbe disturbare chi la sta facendo” e questo perché il reiterato e menefreghista “non disturbare” ha fatto si che la nostra Città, nel tempo, sia passata da Caput Regionis a … permettetemi di non proseguire per evitare di essere irrispettoso verso Barletta e noi Barlettani.

Credetemi, non è facile vestire, ogni volta, i panni del commentatore critico ma purtroppo mi è dovuto, in conseguenza del fatto che non ho mai avuto simpatia per le folle plaudenti ed osannanti oltre a non digerire le maggioranze “bulgare”.     

Questo perché mi ha lasciato ironicamente sorpreso da un lato e sconfortato dall’altro, il comunicato “trionfalistico” con il quale è stata commentata la giornata di apertura straordinaria del parco archeologico di Canne della Battaglia in occasione del Primo Maggio, ripresa poi da tutti i mezzi di comunicazione con egual enfasi.

Il tenore della nota ufficiale è alquanto altisonante perché ci si stupisce e rallegra, egualmente, delle 1000 presenze per la sola giornata dell’uno maggio e l’aver “consentito in particolar modo a famiglie e turisti di poter apprezzare l’inestimabile patrimonio storico e culturale dell’area archeologica”.

Forse sarebbe utile far sapere a chi di dovere che, per esempio, nel giorno di pasquetta degli scorsi anni (giorno di festa e gita fuori porta come il 1° maggio) i visitatori si potevano contare in quasi cinque volte tanto.

Altro particolare che ha suscitato una specie di negativo deja-vu è la conferma della non riapertura totale. Per questo accadimento sono sicuro di essere stato abbandonato dalla memoria perché ricordavo, evidentemente sbagliando, che l’inaugurazione del sito, nella sua completezza e non per sole giornate dedicate o dal giovedì alla domenica per alcune ore della giornata, era stata fissata per il 30 aprile. Sicuro di sbagliare, faccio mea culpa in anticipo ma se anche qualcun altro ricorda vagamente tale scadenza, allora mi sentirò sollevato perché vorrà dire di non essere stato contagiato dall’epidemia di demenza senile che pare si stia diffondendo dalle nostre parti.   

Scusatemi ma non è possibile rendere ordinaria l’emergenza, oltretutto compiacendosene e tanto meno affermare che è stato possibile visitare “i percorsi, individuati a tutela della massima fruibilità nella zona in cui sono ancora in corso lavori di ampliamento e di riallestimento…grazie al fondamentale supporto dei volontari della Protezione Civile coordinati dalla Polizia Locale del Comune di Barletta e, in particolare, dell’Associazione nazionale della Polizia di Stato, che hanno garantito la sicurezza collettiva”.

Tanto di cappello e mille ringraziamenti ai volontari, ma vi sembra normale ogni volta si vuol visitare Canne, chiedere l’aiuto di qualcuno invece di normalizzare la situazione una volta per tutte?  

Il Sindaco Cascella ha affermato “L’unione fa la forza e mai come in questo caso, determinante è risultata la collaborazione tra le strutture del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, dal Segretariato Regionale al Polo Museale della Puglia e dell’Amministrazione comunale. Il sito archeologico di Canne rappresenta un patrimonio da valorizzare e riscoprire, ogni sforzo messo in atto va dunque in questa direzione, con l’auspicio che prima della riapertura definitiva dell’area (ma quando? Fine maggio, fine giugno, fine…?), all’iniziativa odierna, possano seguirne altre (ma perché?)”.

Forse al Primo Cittadino saranno sfuggite le chiarissime parole che, solo qualche mese fa, il dott. Fabrizio Vona, Responsabile del Polo Museale Pugliese, durante una intervista pubblica, ebbe a pronunziare, con palese richiesta di collaborazione ed inoltre rese noti i lavori, in itinere, per giungere ad una convenzione accurata (a proposito, si sta ancora studiando e quando si concluderà?) con il Comune di Barletta proprietario dell’ottanta per cento dell’area, dal quale il Ministero Culturale si attende “un aiuto concreto, reale, fattivo”, in poche parole, metti mano al portafoglio e pensa a Canne.

Al momento, i lavori importanti, gestiti dal Segretariato Regionale MiBACT, ricordati dal Sindaco nel suo comunicato, sono stati finanziati con delibera CIPE 92/2012 su determinazione della Regione Puglia, per quasi un milione e mezzo di euro.    

Spero solo che ora, passi decisivi, vengano compiuti dagli organismi regionali, provinciali e soprattutto comunali, per rendere verosimile un interessamento che sino ad oggi è stato espresso esclusivamente a semplici e sterili parole che il vento ha portato via.

Purtroppo debbo ripetermi confortato dalle parole di Paolo Rumiz il quale, proprio qui a Barletta, ha sentenziato affermando che “gli Italiani, dal punto di vista storico, hanno un autostima pari a zero” ed io sommessamente aggiungo che non conoscono affatto la storia!

Ebbene si signori, perché se ottanta anni fa il Comune non avesse fatto proprio quell’appezzamento di terreno, oggi ma anche ieri e l’altro ieri, non si starebbe a celebrare un bel niente nella nostra città, bensì qualche altro luogo la farebbe da padrone per organizzare simili manifestazioni (come hanno tentato ed ancora ci provano).

Per fortuna l’accorato appello lanciato da ogni parte del settore cultura della società civile barlettana, venne accolto e il 26 giugno del 1937 ( a proposito, tra poco più di un mese, quindi, saranno 80 gli anni da quel fondamentale atto) il Comune di Barletta nella figura del Podestà dott. Michele Picardi, in ossequio al motto “acta non verba”, acquistava dall’avv. Alfredo Tommassetti, tutore del sig. Cocco Nicola proprietario, una zona di terreno denominata “Monte Canne” in contrada omonima, della superficie di ettari 8.79.40 iscritta in catasto alla partita n. 2327, foglio 43, particella 13, per la somma complessiva di £. 9.784,44.

Ecco spiegato, con i documenti, il perché, come nei film di fantascienza, senza quell’indispensabile e provvidenziale atto stipulato dalla previdente classe politica del tempo, i toni trionfalistici per l’apertura “straordinaria” di un solo giorno (sic!) del sito, verrebbero magicamente cancellati e svaniti nel nulla perché di Canne non sarebbe rimasta traccia e nessuno, oggi, potrebbe parlare, scrivere pro o contro, organizzare eventi e rendersi visibile agli occhi dell’intero universo culturale.

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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