Canne, il finto scoop dell’estate 2016

Le tante parole, molto spesso intempestive e ad orologeria, dette negli ultimi tempi sui beni culturali del nostro territorio, si prestano ad un approfondimento, dato che da qualche stagione (politica) non si capisce più di chi sia veramente la colpa del totale degrado delle belle arti.

La situazione che balza prepotentemente e in modo minaccioso all’attenzione di chi, in modo fattivo e non interessato, si occupa di Canne, è l’ormai gravissima e pare senza soluzione, mancanza del personale di custodia del sito archeologico.

Quasi cinque mesi fa, il 3 aprile, la Gazzetta del Nordbarese pubblicava un mio intervento che titolava in maniera più che esplicativa “Canne ed altri siti il vero nodo resta il personale”. In quella occasione spiegavo una situazione che era (ed è) sul punto di incancrenirsi e di conseguenza urgevano (ed urgono) interventi radicali per far si che il malato non passi a miglior vita, proponendo, come spesso mi capita di fare, soluzioni incisive e definitive.

Per rendere chiaramente comprensibile l’emergenza, vi propongo un riassunto breve di qualcosa che sarebbe dovuto accadere lo scorso 20 marzo, si proprio la domenica delle Palme (guarda un po’ sempre in periodo vacanziero!).

Il pomeriggio della domenica che precedeva la Santa Pasqua il sito avrebbe dovuto rispettare la chiusura al pubblico e non sarebbe stata evitabile in quanto a Canne i superstiti custodi in servizio sono “miseramente” appena tre, quando ne abbisognerebbero almeno dieci che avrebbero il non facilissimo compito di “sorvegliare” quasi 16 ettari (!!!) di terreno oltre all’Antiquarium e nella giornata del 20, sarebbe stato possibile effettuare l’apertura sino alle ore 14,00, come previsto per ogni domenica.

Incredibile? Assolutamente no… tant’è vero che, per evitare l’ennesimo scivolone “cultural-turistico”, il Comune di Barletta dovette ricorrere alla determina n.371 del 18 marzo 2016, pubblicata all’albo il 29 marzo, che recita così “Antiquarium di Canne della Battaglia – Impegno di spesa (810 euro) per prolungamento orario di apertura al pubblico”.

Considerare almeno strana la situazione mi pare sia il minimo. Cioè si preferisce adottare situazioni tampone che costano alle tasche dei contribuenti e non studiare un intervento più radicale e duraturo.

Dopo quella situazione, propria di un’emergenza, si pensava che il pericolo fosse stato perlomeno procrastinato grazie ad un accordo sottoscritto dal Segretariato regionale del Mibact con le sigle sindacali e i rappresentanti del personale. Purtroppo tutto si è ripresentato in maniera più virulenta nel mese di agosto allorquando il personale è andato (come previsto) in ferie e il sito cannese ha presentato palesi difficoltà ad assicurare l’apertura.

Canne scoop 2Qualcuno si riempie la bocca con frasi (fatte) quali “rilancio del turismo”, “destagionalizzazione” ma, come si può pensare a nuove ardite sfide, quando poi non si riesce neanche a garantire l’apertura di un sito archeologico come quello di Canne famoso nel mondo? Potete immaginare cosa pensano i visitatori quando, dopo un lungo percorso, arrivano al sito archeologico e trovano chiuso? Molto probabilmente protesterebbero come hanno fatto a Roma quando si sono imbattuti nelle porte chiuse  del Maxxi, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo, scrivendo sul cartello che indicava gli orari di apertura. Più che giustificati.

Mi paiono perlomeno opinabili le dichiarazioni, di stampo gianniniano, del presidente di Unimpresa BAT Savino Montaruli che lancia accuse come una gestione a dir poco infantile della cosa pubblica e la inesistenza, per il comparto, di politiche occupazionali oltre a parlare della grave carenza di personale (chi gli ha fornito i dati?), tra gli altri, registrata a Palazzo Sinesi di Canosa, senza sapere che questo è gestito da una fondazione e non è di proprietà dello Stato ed inoltre sei figure professionali presenti a Canosa sono “incardinate” a Canne della Battaglia cioè la loro sede di servizio è il sito annibalico.

Desiderate che vi proponga una equazione? Bene: ritorno a Canne di sei addetti alla vigilanza è uguale alla risoluzione del problema chiusura nei giorni di maggior afflusso al sito. Più semplice di così !

L’intervento di Montaruli si conclude, dopo aver elencato una serie di criticità già da tanti altri rimarcate, senza una seppur piccola proposta che aiuti alla risoluzione dei problemi esposti.

Canne scoop 4Più aderenti alla reale situazione ma anche queste giunte forse in un momento in cui i disservizi a Canne fanno notizia, le considerazioni espresse dal collega (ambedue dipendenti del Ministero culturale) e sindacalista (anche qui entrambi coordinatori nella BAT per le due sigle sindacali CGIL e FLP) Matteo Scagliarini, il quale oltre a rimarcare l’annoso problema della mancanza di personale per i siti culturali della BAT, rilancia una proposta, presentata dal Sindaco di Barletta Cascella (dare a Cesare quel che è di Cesare…quando è giusto è giusto) e presa in considerazione dall’archeologa Simonetta Bonomi, Soprintendente all’Archeologia, Belle arti e paesaggio per le province di Barletta – Andria – Trani e Foggia, per l’istituzione di un centro operativo del MiBACT a Barletta che si occupi dell’importante territorio della 6^ Provincia Pugliese così ricca di monumenti e luoghi culturali e turistici.

Qualcuno esclamerebbe “Finalmente qualche ipotesi di soluzione” e questo perché fino ad oggi il valzer di responsabilità e “scaricabarile” messo su dall’amministrazione pubblica (priva di fondi per le varie manutenzioni) non ha sortito altro effetto che quello di  veder degradare e scomparire beni di immenso valore culturale e turistico.

La migliore fruizione dei contenitori culturali (museo, area archeologica, pinacoteca ed archivio), non può prescindere dall’eliminazione di tutte le disfunzioni, anche strumentali e organizzative, che purtroppo sono ancora presenti.

Diventa essenziale uno sforzo sinergico tra Amministrazioni Pubbliche in direzione della realizzazione di un “sistema a rete” dei giacimenti culturali di cui disponiamo al fine di evitare che si possa distorcere l’immagine e la capacità propositiva e organizzativa a causa di modeste difficoltà e disfunzioni che comunque incidono sulla qualità dei servizi offerti.

Detto tutto questo e con il persistere di non soluzioni del problema, lancio una provocazione: risotterrare tutto e lasciarlo alle future generazioni sperando che almeno loro sapranno fare qualcosa di intelligente.  

La trovereste un’idea azzardata con i tempi che corrono ?

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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