Canne della Battaglia: ancora incertezza nella gestione del sito archeologico

Canne della Battaglia

Comunicato stampa della CGIL Bat sulla situazione di due lavoratori dipendenti presso il sito archeologico di Canne della Battaglia

“Nonostante il nostro sollecito datato dicembre scorso, in cui chiedevamo la proroga dei contratti di lavoro per i due dipendenti della società in house del Ministero (scaduti il 30 novembre 2017) temporaneamente assegnati presso il sito archeologico di Canne della Battaglia, ed i diversi altri solleciti, diffidiamo la Direzione del Polo Museale della Puglia e la Direzione Generale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo per la mancata proroga dei contratti al personale. Quelli che sono attualmente al lavoro sono in numero assolutamente insufficiente a garantire la sicurezza e la tutela del sito, dei visitatori e del personale stesso”, così Luigi Marzano, segretario generale Funzione Pubblica Cgil Bat e Matteo Scagliarini, coordinatore regionale MiBACT  FP Puglia in una lettera inviata al Polo museale della Puglia ed al Ministero per i beni e le attività culturali.

“A ciò si aggiunga – proseguono i due sindacalisti – che la società in house del MiBACT, pare abbia pubblicato un bando di selezione del personale a livello nazionale eludendo ed escludendo la partecipazione dei due lavoratori in precedenza occupati presso il sito archeologico di Canne della Battaglia. Prendiamo atto con favore dell’approvazione da parte della Giunta Comunale di Barletta dello schema di Convenzione per la Gestione e la Valorizzazione del patrimonio del Parco Archeologico e dell’Antiquarium di Canne della Battaglia, ma stessa cosa non possiamo dire invece dell’atteggiamento del MiBACT. Esso ci sembra invece in controtendenza, in quanto il Ministero, nonostante le nostre precedenti segnalazioni, non ha prodotto gli atti necessari per consentire la continuità dell’attività e la proroga dei due contratti delle due unità della società ALES, mettendo a rischio l’apertura, sia pur parziale, del sito, che nei fatti può costituire un danno al territorio e alla sua immagine”.

 

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