Bullismo e cyberbullismo, Emiliano: “Stiamo lavorando per contrastare la violenza”

“Bulli, cyberbulli e vittime: prevenzione e presa in carico, responsabilità civile e penale” è stata l’occasione questa mattina per presentare i dati e la metodologia del programma regionale di prevenzione dei pericoli per la salute, contro il bullismo e cyber bullismo denominato #teenexplorer, oltre che per approfondire le dinamiche relazionali e le buone prassi più accreditate nell’ambito della prevenzione e della presa in carico, con un focus sugli aspetti normativi.

 

Il convegno è stato organizzato e in occasione della Giornata mondiale dei diritti umani che si celebra oggi 10 dicembre, a conclusione del percorso di formazione specialistico regionale denominato: “Maltrattamento e violenza nei confronti delle persone di minore età”, avviato a partire da Febbraio e finanziato dalla regione Puglia al Servizio di Psicologia-GIADA dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico/Giovanni XIII, per l’implementazione delle linee guida regionali (DGR 1878 del 30/11 2016).

 

“I nostri dati – ha commentato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano –  confermano la opportunità di interventi di prevenzione continuativi e sistematici, estesi su tutto il territorio regionale pugliese e la necessità di lavorare in stretta sinergia con gli adulti, riferimento per i ragazzi, sia con i genitori che con gli insegnanti, di modo che la educazione avvenga in stretta sinergia. Noi come Regione Puglia – ha sottolineato il Presidente – stiamo continuando a lavorare attraverso il programma #TeenExplorer per la prevenzione dei pericoli per la salute dei bambini e degli adolescenti associati al bullismo, cyberbullismo e adescamento online. In linea con questa finalità, in maniera antesignana rispetto al panorama nazionale, stiamo istituendo una rete regionale dei servizi per la  presa in carico precoce dei casi di bullismo e cyber bullismo segnalati nel territorio, costituita da  scuole, enti locali,  ASL, centri antiviolenza (Cyberteam Territoriali)”.

 

Per il direttore del Dipartimento regionale Politiche per la Salute Vito Montanaro, “un’attività così importante come questa che sta portando avanti il Servizio di Psicologia Giada dell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII non può essere più un semplice progetto. Dobbiamo andare oltre”.

 

“Siamo di fronte a manifestazioni di violenza nei confronti dei minori – ha detto Montanaro – che necessitano di interventi istituzionalizzati. E per questo mi impegno, in accordo con il presidente Emiliano, di proporre e presentare un punto specifico all’ordine del giorno della Commissione Salute nel nuovo anno, con la richiesta di istituzionalizzazione della struttura organizzativa del modello assistenziale. Vorrei che tutte le aziende avessero al loro interno una struttura preposta a questa attività. Ripeto, è un impegno della Regione Puglia che porterò in Commissione appena possibile”.

 

Hanno partecipato Ludovico Abbaticchio, garante regionale dei diritti del minore, Vito Montanaro, direttore dipartimento salute Regione Puglia, Ida Tammaccaro, primo Dirigente polizia postale, Matilde Carlucci direttore sanitario dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico/Giovanni XIII e Francesca Zampano, dirigente Regione Puglia.

 

Nel corso della giornata è intervenuta anche la Presidente nazionale del CISMAI, Gloria Soavi insieme a tanti relatori di rilevanza nazionale e regionale che hanno presentato le caratteristiche del fenomeno e le metodologie più efficaci nell’ambito della prevenzione e della presa in carico. Hanno partecipato i referenti delle equipe e dei servizi delle reti territoriali antiviolenza (oltre 560 operatori) pugliesi e i referenti del mondo della scuola.

 

“#TeenExplorer” è stato ideato dal Servizio di Psicologia-GIADA dell’Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII di Bari e realizzato in collaborazione con l’Osservatorio Epidemiologico Regionale, i G.I.A. (Gruppo Interdisciplinare Aziendale) coordinati dal Dipartimento di Prevenzione,  i referenti GIADA di tutte le ASL  pugliesi e l’ Apulia Film Commission.

 

 

BULLISMO E CYBERBULLISMO. I DATI A LIVELLO NAZIONALE

Nel 2014, ultimi dati disponibili, poco più del 50% degli 11-17enni ha subìto qualche episodio offensivo, non rispettoso e/o violento da parte di altri ragazzi o ragazze nei 12 mesi precedenti. Il 19,8% è vittima assidua di una delle “tipiche” azioni di bullismo, cioè le subisce più volte al mese. Per il 9,1% gli atti di prepotenza si ripetono con cadenza settimanale


Hanno subìto ripetutamente comportamenti offensivi, non rispettosi e/o violenti più i ragazzi 11-13enni (22,5%) che gli adolescenti 14-17enni (17,9%); più le femmine (20,9%) che i maschi (18,8%). Tra gli studenti delle superiori, i liceali sono in testa (19,4%); seguono gli studenti degli istituti professionali (18,1%) e quelli degli istituti tecnici (16%).


Le ragazze 11-17enni sono più spesso vittime di “Cyberbullismo” nel 2014, l’83% dei ragazzi tra 11 e 17 anni di età utilizza Internet con un telefono cellulare e il 57% naviga nel web.


In particolare, i maggiori fruitori di tecnologia sono gli adolescenti 14-17enni, i quali utilizzano giornalmente o qualche volta a settimana il telefono cellulare nel 92,6% dei casi (contro il 67,8% degli 11-13enni), nel 50,5% il personal computer e nel 69% Internet (contro il 27,4% e il 39,4% dei più piccoli di 11-13 anni). Parolacce, offese e prese in giro gli atti di bullismo più diffusi.


La regione che denuncia più atti di Bullismo è la PA di Bolzano, quella con meno atti è il Molise.

 

BULLISMO E CYBERBULLISMO. I DATI A LIVELLO PUGLIESE DEL PROGRAMMA #TEENEXPLORER

 

Dal 2013, primo anno di sperimentazione del programma, ad oggi sono stati 21.005 gli alunni coinvolti, 1332 gli insegnanti formati sulle metodologie per il contrasto delle violenze offline e online, 172 le scuole interessate di primo e secondo grado che fanno parte dell’intero territorio regionale.

 

I dati emersi dal programma #TEENEXPLORER 2018-2019 evidenziano che tra i 2851 studenti (Età Media: 13 anni  senza differenza di genere, con un intervallo dai  11 ai 17 anni) che hanno compilato il questionario anonimo sulle opinioni, esperienze e attitudini sperimentate dai ragazzi, il 29% dichiara di essere stato “a volte” vittima di bullismo; il 73% dei ragazzi avrebbe assistito tuttavia ad atti di bullismo (59% “a volte”, 12% “spesso”, 2% “sempre”).

 

In riferimento all’assistere ad atti di cyber bullismo, il 39% degli studenti di scuola secondaria di I grado e il 44% degli studenti di scuola secondaria di II grado affermano “di aver assistito o di essere a conoscenza di tali atti”.

 

I ragazzi hanno tuttavia nella maggioranza dei casi un atteggiamento proattivo tanto che nel 65% hanno cercato di difendere la vittima da atti di bullismo, nel 13% dei casi i giovani “hanno avuto paura e non sono intervenuti” e nel 19% “sono rimasti indifferenti”. Dato oggettivo, nell’1% dei casi si registra una reazione da bullo-gregario ovvero “ridere e filmare l’accaduto”.

 

La percentuale dei difensori è alta anche nel mondo virtuale, dove il 47% “prende le difese della vittima” e il 22% “avvisa un adulto”.

 

In generale i nostri dati confermano le tendenze nazionali ed internazionali rispetto all’uso dei mezzi tecnologici. Il 97% dei ragazzi intervistati possiede uno smartphone, percentuale che sale al 99% per i ragazzi di scuola media superiore; da sottolineare come la metà dei ragazzi ha dichiarato di averlo ricevuto sin da quando frequentavano la scuola primaria.

I ragazzi usano maggiormente il cellulare per chattare, dato stabile rispetto all’anno precedente.

 

Si conferma l’utilizzo di molti social network da parte degli adolescenti pugliesi, che si iscrivono purtroppo molto precocemente alle piattaforme sociali virtuali, infatti ben il 71% si iscrive già in scuola media, addirittura il 23% in scuola elementare, solo il 6% nel biennio e nessuno nel triennio della scuola superiore.

 

 

Rispetto al controllo esercitato quando i ragazzi sono connessi, ben il 65% dichiara di non essere controllato da nessuno, solo il 30% vengono controllati dai genitori, il 45 da germani maggiori e l’1% da altri adulti di riferimento.

 

In generale rispetto al ruolo degli adulti di riferimento, genitori e insegnanti i nostri dati registrano quanto di seguito:

 

Il 15% dei ragazzi giudica “permissiva” l’educazione impartita dai propri genitori , cioè sono aperti al dialogo, senza regole restrittive, contro il 59% che giudica “autorevole” l’educazione ricevuta dai genitori poiché sono pronti a spiegare le regole imposte ed l’8% ” autoritari” cioè non sono aperti al dialogo, alle spiegazioni. L’1% dei genitori è stato giudicato “trascurante” nei rapporti con i figli (ovvero si dimostrano non interessati alla vita dei ragazzi).

 

In riferimento alle regole imposte dai genitori per l’utilizzo del cellulari e di internet il 28% ha risposto di averne, percentuale che sale al 40% per i ragazzi di scuola media inferiore e scende al 16% per i ragazzi più grandi; invece  ben il 46% ha detto “una via di mezzo”.

 

Rispetto ai rapporti che i ragazzi vivono in classe con gli insegnanti il 58% ha un giudizio positivo, percentuale che sale al 71% per i ragazzi di scuola media inferiore e scende al 50% per i ragazzi di scuola media superiore;il 38% valuta la qualità dei rapporti “una via di mezzo”

 

Tuttavia in riferimento alla domanda Quando hai un problema con chi ti confidi? Si registrano risposte in linea con i compiti di sviluppo, ovvero il 59% lo farebbe con Amici, il 39% con i genitori, il 21% con i  fratelli e solo il 3% con insegnanti e la stessa percentuale riguarda gli amici virtuali.

 

 

LINEE GUIDA REGIONALI PER LA PREVENZIONE ED IL CONTRASTO AD OGNI FORMA DI VIOLENZA NEI CONFRONTI DEI MINORI

Le Linee guida regionali per la prevenzione e il contrasto ad ogni forma di violenza nei confronti dei minori evidenziano l’importanza della formazione come fattore agevolante l’integrazione e l’interscambio tra servizi e professionisti e tra questi e le altre agenzie, riconoscendo e valorizzando le buone prassi esistenti sul territorio regionale.

 

Il piano operativo 18/20, della Regione Puglia,  con una specifica  dotazione finanziaria di circa 1,5 milioni di euro, ha previsto la realizzazione delle seguenti azioni

– sostegno delle/i minorenni vittime di violenza, diretta o indiretta, con particolare riferimento alla condizione delle orfane e degli orfani di femminicidio

 

In relazione alle situazioni già in carico alle equipe integrate o a eventuali nuove prese in carico di orfani speciali, potranno essere sostenuti a titolo esemplificativo: interventi di sostegno, anche di natura economica, in favore dei minori o delle loro famiglie affidatarie, borse di studio, percorsi individualizzati di sostegno per l’inserimento di neo-maggiorenni nell’attività lavorativa

-potenziamento delle equipe integrate multidisciplinari di primo livello

In relazione alle singole esigenze individuate a livello territoriale, potranno essere sostenuti a titolo esemplificativo: interventi di potenziamento del personale ovvero del monte ore dedicato al lavoro dell’equipe, l’adeguamento funzionale della dotazione strumentale, la supervisione professionale

– sensibilizzazione e formazione di base

Gli interventi che fanno riferimento a questa azione dovranno essere realizzati in maniera omogenea in tutti gli Ambiti territoriali, in coerenza con le indicazioni e i contenuti forniti dal documento di Linee Guida e saranno gestiti dal centro antiviolenza  di riferimento dell’AT, in collaborazione con l’equipe integrata, secondo un format condiviso a livello regionale.    

 È stata, inoltre, programmata e realizzata un’attività di formazione specialistica regionale affidata al Servizio di Psicologia GIADA dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico-Giovanni XXIII di Bari.

Il percorso di 9 mesi (febbraio 2019- dicembre 2019) si è articolato in 7 moduli formativi:

 

1° MODULO: PROTEGGERE I BAMBINI DALLA VIOLENZA ASSISTITA-Riconoscere le vittime e progettare interventi integrati di rete

2° MODULO: VIOLENZA ASSISTITA DA MALTRATTAMENTO SULLE MADRI – La complessità di costruire percorsi di protezione e riparazione

3° MODULO: VITTIME DI TRATTA E MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI – Approccio interculturale per la tutela della salute dei migranti

4° MODULO: LA VIOLENZA SESSUALE – Un approccio integrato per dare voce al silenzio

5° MODULO: MALTRATTAMENTO FISICO – Il corpo violato

6° MODULO: PATOLOGIA DELLE CURE E SHAKEN BABY SYNDROME – Gli esiti delle relazioni vulnerabili

7° MODULO: MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI – Diritti in movimento

 

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