Bonomo di Andria, stato di attuazione degli interventi all’ospedale

bonomo andria

L’ospedale “Bonomo” di Andria è interessato da diversi interventi finanziati con i fondi art.20 (seconda fase) e che sono in fasi diverse di attuazione. In particolare: 

– con 1 milione e 300 mila euro sono stati finanziati i lavori di rifunzionalizzazione e adeguamento alle norme delle unità operative di Medicina e Laboratorio Analisi: sono stati ammessi i progettisti che si sono candidati alla realizzazione del progetto. E’ in fase di nomina la commissione che dovrà scegliere il candidato per redigere il lavoro;
 
– con 1 milione e 500 mila euro sono stati finanziati i lavori di rifunzionalizzazione e adeguamento alle norme dell’unità operativa di Pediatria: è stato approvato lo studio di fattibilità per la gara di progettazione che sta per essere bandita;
 
– con circa 1 milione e 330 mila euro sono stati finanziati i lavori di rifunzionalizzazione e adeguamento alle norme di alcune unità operative: è in fase di acquisizione un documento condiviso sui lavori che saranno svolti in diverse aree dell’ospedale secondo le priorità definite dalla Direzione di Presidio, in accordo con la Direzione strategica aziendale, anche a seguito dello spostamento di alcuni uffici amministrativi nei locali che attualmente ospitano il servizio di Igiene e Sanità Pubblica, dato l’imminente trasferimento degli stessi presso la nuova sede di via Gabelli;
 
– con 2 milioni e 500mila euro sono stati finanziati i lavori di adeguamento alle norme di sicurezza antincendio di tutto il presidio: è stato approvato lo studio di fattibilità per la gara di progettazione che sta per essere bandita. 
 
“Si tratta di progetti strutturali e di messa a norma di estrema importanza – dice Ottavio Narracci, Direttore Generale Asl Bt – e che stiamo seguendo insieme con l’Area Tecnica aziendale. Naturalmente i tempi di realizzazione sono definiti dalle norme e dal rispetto delle procedure di gara. I lavori di riqualificazione in corso nell’ospedale di Andria permetteranno, inoltre, di raggiungere la capienza di posti letto attualmente prevista dai regolamenti regionali”. 

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