Biotestamento, la volontà dei malati è diventata legge

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Rispettare le dichiarazioni anticipate di trattamento è obbligatorio per legge

La legge sul biotestamento è ufficialmente entrata in vigore. Da ieri, primo febbraio, a decidere cosa fare della propria vita è il paziente stesso. Il malato, infatti, stando alla nuova legge, può scegliere o meno se sottoporsi alle cure in futuro in cui potrebbe diventare incapace di intendere e di volere.

Qualsiasi persona, a partire dallo scorso 1 febbraio, può mettere nero su bianco le decisioni riguardanti la propria vita (o morte). I Comuni, in seguito alla messa in pratica della nuova legge, avranno un registro con le volontà espresse dal paziente quando ancora in grado di intendere e di volere. Per il paziente ancora cosciente, il testamento sulla vita è molto semplice da scrivere: l’importante è essere maggiorenne e consegnare le proprie volontà in Comune o al cospetto di un notaio. L’importante è che nella lettera, che dovrà essere firmata dal paziente, sia chiaramente espressa la propria volontà in caso di malattia terminale.

La nuova legge sul biotestamento è stata ben accettata dai cittadini italiani: già prima dell’entrata ufficiale in vigore, sono stati raccolti circa ottomila dichiarazioni anticipate di trattamento.  Qualora non si volessero pagare le spese notarili per il rilascio della lettera, è possibile consultare il sito dell’associazione Coscioni che monitora giorno per giorno  i centri e paesi dove nascono nuove iniziative. Ad oggi già 180 Comuni italiani hanno aderito all’iniziativa,  il numero è destinato ad aumentare sempre più. 

Gli ospedali di stampo cattolico sono costretti a garantire il trattamento

Aumento che potrebbe essere contestato da particolare centri sanitari di stampo cattolico. Molti ospedali, hanno infatti contestato l’idea del biotestamento, in quanto non hanno intenzione di porre fine a delle vite. La normativa, in questi casi, consente ai medici di rifiutarsi solo se richieste azioni contrarie alla legge. Donata Lenzi, la firmataria ideatrice della legge, ha dichiarato che questi medici, qualora dovessero opporsi alla volontà del paziente “verranno denunciati, la struttura sanitaria deve garantire per legge il rispetto delle volontà del malato, se un medico non vuole devono trovarne un altro disponibile”. Nonostante quelli che potrebbero essere i problemi legali in caso di rifiuto, molti medici hanno fatto appello al proprio codice deontologico che prevede la possibilità di astenersi se la decisione va contro i personali convincimenti.

Come scrivere e come rendere valido il biotestamento

La dichiarazione anticipata di testamento (Dat) può essere scritta da qualsiasi cittadino maggiorenne. All’interno di questa dichiarazione devono essere specificate le preferenze sanitarie e la nomina di un fiduciario che farà le veci del paziente una volta che quest’ultimo non sia più in grado di intendere e di volere. Nella dichiarazione si può scrivere tutte le cure a cui il paziente vuole o non vuole essere sottoposto, come ad esempio: “voglio essere rianimato solo per una volta, non voglio essere intubato, voglio essere intubato per massimo 30 giorni, …”. Nella Dat è possibile anche stabilire se essere idratati e nutriti, in quanto considerate somministrazioni mediche.
 Le dichiarazioni possono essere scritte a mano, a macchina o sul computer, l’importante è che vengano firmate in comune o davanti ad un notaio. Sono consentite anche delle videoregistrazioni. Si sta provvedendo ad istituire un registro nazionale per permettere al medico una tempestiva conoscenza delle volontà del paziente.

Importante è, però, non confondere il biotestamento con l’eutanasia. Quest’ultima, nel nostro Paese è ancora vietata. Ciò che può essere richiesto è la sedazione profonda,  prevista per i malati in fase terminale ai quali altre terapie antidolorifiche risultano inefficaci. 

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Sonia Tondolo
Sonia Tondolo classe 1993, consegue la maturità classica presso il Liceo Classico “A.Casardi” di Barletta. Prosegue gli studi umanistici laureandosi in Lettere moderne presso l’Università degli Studi di Bari “A.Moro”. È appassionata di letteratura e giornalismo e sta proseguendo il suo percorso di studi specializzandosi in giornalismo e cultura editoriale. Attualmente è redattrice di Barletta News e si occupa di attualità ed eventi cittadini.

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