Binge watching, le maratone di serie tv danneggiano il sonno e la sfera relazionale

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“Game of Thrones”, “Breaking Bad”, “Vikings” e chi più ne ha, più ne metta. Questi sono solo alcuni dei titoli delle serie tv più popolari del momento che lasciano i giovani incollati a tv, computer e smartphone per maratone che spesso terminano a tarda ora. Ciò è stato possibile soprattutto grazie alle aziende che distribuiscono film e serie tv in streaming  a seguito del pagamento di un abbonamento dal costo più che accessibile, come ad esempio Netflix. Il fenomeno è largamente diffuso e prende il nome di binge watching (letteralmente “abbuffata di visione” e traducibile in italiano con “maratona televisiva”), termine che indica l’atto di guardare programmi tv per un tempo superiore al consueto, in particolare guardando più episodi di un telefilm in un’unica volta e e senza sosta.

Sebbene il termine sia sempre esistito nel mondo anglosassone, è tornato in voga con il lancio su Netflix di “House of Cards” prima e la quarta stagione di “Arrested Developmen”. In particolar modo Arrested Development è stata prodotta in modo che ogni puntata fosse legata a quella precedente, rendendo impossibile la suddivisione in blocchi del contenuto. Un vero e proprio film diviso in quindici puntate.

Ma siamo sicuri che questo binge watching, seppur praticato da milioni di persone, non abbia effetti collaterali?

Secondo uno studio dell’Università di Leuven (Belgio) e di quella del Michigan (USA) pubblicato su Journal of Clinical Sleep Medicine, guardare compulsivamente serie tv peggiorerebbe la qualità del sonno aumentando il senso di affaticamento e il rischio di insonnia. La causa sarebbe da attribuire agli orari poco consueti ai quali normalmente non si è abituati e alle trame adrenaliniche che lasciano un senso di agitazione con tutto ciò che ne consegue (aumento del battito cardiaco, stato di allerta cognitiva, ecc.), rendendo più difficoltoso l’addormentamento. Non è un caso, infatti, che Negli Usa il binge watching sia considerato una malattia nazionale. Un po’ come l’obesità

I ricercatori hanno preso in esame 423 giovani tra i 18 e i 25 anni, per lo più studenti, ai quali è stato sottoposto un questionario online. Dalle risposte è emerso che l’80% dei ragazzi nel mese precedente all’intervista avevano fatto maratone televisive, il 7% dei quali anche tutti i giorni. La maggior parte di loro ha dichiarato di avere una minore qualità del sonno e una maggiore sonnolenza diurna rispetto agli altri ragazzi della loro età.

«Questi spettacoli hanno trame che ci tengono incollati allo schermo: così – spiega la ricercatrice Liese Exelmans dell’Università di Leuven – veniamo rapiti dalla storia e continuiamo a pensarci anche quando è l’ora di andare a letto. In questo modo ci si addormenta più tardi, perché serve più tempo per potersi rilassare prima condizionando la qualità generale del sonno».

Sebbene non si sappia ancora tutto sul legame tra binge watching e salute mentale, e lo studio in questione sia stato eseguito su un campione relativamente piccolo, è stato già mostrato che fattori psicologici come solitudine, depressione e mancanza di autocontrollo sono indicatori importanti, in generale, di comportamenti compulsivi (gioco d’azzardo patologico, per esempio)

Il binge watching sta colpendo la generazione del “tutto e subito” ed è pericolso per il corpo e la salute. La visione continuativa della televisione porta a una vita sedentaria. Secondo alcune ricerche mediche, una vita troppo sedentaria aumenta le probabilità di un infarto. Inoltre, stare per troppo tempo davanti a uno schermo, disidrata e irretisce gli occhi. Altro effetto del binge watching sono  i problemi relazionali: guardare per cinque, dieci, quindici, venti ore di seguito una serie tv fa perdere la cognizione del tempo e peggiora anche le relazioni sociali con le altre persone.  I soggetti più fragili, inoltrem sviluppano una dipendenza e un atteggiamento compulsivo molto più in fretta e sono più portati a chiudersi in casa davanti alla tv.

 Il binge watching non ha solo cambiato il modo di usufruire di una serie tv, ma anche l’architettura delle puntate e la successiva distribuzione. Per far sì che il telespettatore non stacchi gli occhi da dosso dallo schermo del televisore, la serie tv è costruita come se fosse un film che dura 10-15 ore, suddiviso in puntate. E grazie al cliffhanger finale, all’utente non resta che vedere la puntata successiva. Inoltre, ormai tutte le puntate di una stagione vengono rilasciate nello stesso momento (tramite box sets), senza rispettare la cadenza settimanale tipica dei palinsesti televisivi.

“Quando la dipendenza dalle serie tv diventa patologica, i soggetti possono iniziare a trascurare il proprio lavoro e le proprie relazioni con gli altri. La nostra ricerca è un passo avanti nell’esplorazione del fenomeno e delle sue conseguenze per la salute e per la società” hanno commentato i ricercatori.

Per prevenire gli effetti collaterali del binge watching, i ricercatori consigliano ai fruitori di questi servizi di praticare tecniche di rilassamento al fine di ridurre lo stato di allerta cognitiva prima di andare a letto e rendere quindi più semplice l’addormentamento, soprattutto a coloro che trascorrono molte ore davanti allo schermo. Alle aziende che distribuiscono tramite la rete film e serie tv, consigliano di attivare un’opzione con la quale i telespettatori possano pre-selezionare la durata massima di visione oltre la quale non spingersi e potersi autolimitare e gestire. La diminuzione o l’aumento dei binge watchers determinerà il reale stato d’allerta.

Chi di voi fa parte della categoria binge watchers e vuole raccontarci la sua esperienza?

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