Beppe Fiorello mattatore al Paolillo, presenta il film “Chi m’ha visto?”

barlettanews- Fiorello al Paolillo

Un travolgente Beppe Fiorello ha animato con la sua irresistibile verve la serata barlettana di ieri al Multisala Paolillo. Tanti i cittadini accorsi per ammirare l’attore catanese, presente in Puglia per promuovere il suo ultimo film, Chi m’ha visto?, diretto da Alessandro Pondi, anch’egli presente. La sua presenza, sempre sopra le righe e caratterizzata da una forte vena autoironica, ha trasformato l’occasione in un piacevole e trasversale dibattito su numerosi temi.

Dopo una trascinante performance canora, con una personalissima interpretazione del brano “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno, Fiorello ha voluto omaggiare la Puglia, terra che ha definito come una sua seconda casa e della quale ha elogiato non solo le bellezze paesaggistiche e naturali, spesso, ha sottilmente ammonito, ignorate dagli stessi pugliesi, ma anche il calore delle sue genti.

Necessarie e inevitabili la citazione per Ginosa, splendida cittadina incastonata nella murgia tarantina, gioiello della nostra terra che tanto somiglia all’apprezzatissima Matera, e la gratitudine per i suoi abitanti, che definisce scherzosamente “ginosauri”. La città, vero e proprio patrimonio dimenticato, è stata l’ambientazione principale delle riprese del film, ma rischia l’oblio per un diffuso disinteresse delle istituzioni e del turismo locale, attesa anche la fragilità delle sue gravine, semidistrutte dall’alluvione del 2012.

Per entrare ancora di più nella parte di Martino Piccione, protagonista del lungometraggio di Pondi, Fiorello ha dovuto immergersi completamente nelle cadenze dialettali nostrane, anche se, sottolinea, il compito nel film è stato svolto con maggiore efficacia dal collega e “spalla” Pierfrancesco Favino, vero e proprio trasformista della pronuncia.

A nutrire d’ulteriore interesse la serata ci hanno pensato i ragazzi del Liceo Scientifico Carlo Cafiero, guidati dalla professoressa Rita Farano e impegnati in un progetto di alternanza scuola-lavoro. Le stimolanti domande, poste dinanzi all’attenta platea della sala Tognazzi, hanno toccato sia l’excursus recitativo toccato da Beppe Fiorello nella sua carriera, sia tematiche suggerite dalla visione di Chi m’ha visto?.

È emerso che è proprio Domenico Modugno il personaggio realmente esistito cui Beppe Fiorello sente di essere più legato, tra le sue tante interpretazioni. La risposta, oltre a legarsi al carisma e al talento di uno dei più estrosi cantautori italiani, ha aperto numerose riflessioni, sulle quali l’artista si è soffermato con maggiore accuratezza quando, incalzato da un interessante interrogativo di uno dei ragazzi intervenuti, ha sottolineato il ruolo sociale della cultura e della canzone, anche sotto il profilo della ripresa economica e sociale.

In un fascinoso volo pindarico, l’attore ha rammentato ai presenti come il brano più rappresentativo del cantante di Polignano a mare abbia avuto senz’altro un ruolo trainante rispetto non solo ai nuovi fenomeni sociali e di costume a cavallo tra anni ’50 e anni ’60, ma anche in quel miracolo economico nostrano che si fregiava dell’italianità come marchio di fabbrica. Un paese in crescita, rispondendo al puntuale quesito del liceale, è anche un paese che fa propria la cultura in ogni sua forma, comprese quella cinematografica e musicale. Per questo, in qualsiasi veste si presentino, le manifestazioni culturali sono un complemento essenziale della classica lezione frontale, un “metodo didattico alternativo”, citando le parole degli entusiasti ragazzi, importante anche per la crescita lavorativa dell’individuo.

Sul tema principale del film, che ruota, come intriganti titoli del passato – uno tra tutti, King of comedy di Martin Scorsese, conosciuto in Italia come Re per una notte, ma ricordiamo anche il recente Reality di Matteo Garrone – sulla necessità di apparire per esserci, passando anche per il potere del media televisivo, il regista Alessandro Pondi opta naturalmente per l’esistere, per il tentativo di perseverare ed “essere” non sottostando a quell’immagine riflessa che dimora nell’opinione comune. La scelta ricalca ovviamente il cammino di Martino, una maturazione che segue ad esperienze grottesche ma formative, sceneggiate in modo da suonare, sottolinea lo stesso regista, come una provocazione sui nostri tempi.

In chiusura, una chiosa immancabile sul ruolo del sognatore come metafora della vita e del cinema, che Martino Piccione incarna alla perfezione e ben oltre le sue problematiche e rocambolesche iniziative. “Il sogno non ha età – sottolinea Alessandro Pondi – e la mia missione è anche quella di continuare a sognare e aiutare altri a farlo. Lavorando mi sono ritrovato e rivisto più giovane. Mi sono ricordato di quando ero un ragazzo: credo che il cinema abbia aperto la mente a moltissimi ragazzi, che hanno poi fatto la nostra storia”

Commenta questo articolo

CONDIVIDI
Articolo precedenteMovimento Animalista Bat ed E.N.P.A Barletta: “Avvelenare gli animali è un atto vile e disumano”
Articolo successivoIntervista esclusiva al neo segretario PD Nicola Defazio
Michele Lasala
Michele Lasala è nato a Barletta l'11/6/1989. Ha conseguito la maturità scientifica nel 2010. Iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, indirizzo d'impresa, é giornalista pubblicista dal 2016. Amante della lingua inglese, ha svolto un corso di Business English e possiede certificato Cambridge di livello B2. Nel 2016 consegue l'attestato Google: Eccellenze in digitale. Appassionato di Cinema e Poesia e scrittore a tempo perso, ha ricoperto il ruolo di responsabile della comunicazione presso NIDOnet e ne é attualmente addetto all'ufficio stampa. Dal Gennaio 2014 é redattore di cultura e spettacolo presso la testata telematica Barletta News.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here