Bat, Fiscal Compact: appello per il referendum “stop austerità”

La Cgil Bat ricorda la campagna per promuovere i quattro referendum contro il Fiscal Compact, c’è ancora una settimana per aderire recandosi nei Comuni a firmare.

La partecipazione dei cittadini non è mancata ma la Cgil di Barletta – Andria – Trani, che fa parte del comitato promotore “Stop all’austerità”, ricorda che c’è ancora tempo per firmare a sostegno della campagna referendaria voluta per modificare la legge sul cosiddetto Fiscal Compact. Partita all’inizio di luglio, la mobilitazione proseguirà ancora per una settimana in tutti i Comuni della Provincia dove è possibile recarsi, se non lo si è ancora fatto, per sottolineare lo “stop all’austerità” ed avviare una grande “battaglia” contro la recessione.

“Firmando per la campagna diciamo ‘Sì alla fine dell’austerità, sì all’Europa del lavoro e di un nuovo sviluppo’ – spiega il segretario generale della Cgil Bat, Luigi Antonucci – ribadendo l’idea per la quale le politiche sin ora messe in campo, fatte di tagli indiscriminati, hanno solo raddoppiato la disoccupazione. L’assenza di investimenti per il futuro del mondo imprenditoriale, sulle giovani generazioni e l’insostenibile aumento della pressione fiscale hanno causato la diminuzione della ricchezza nazionale, peggiorato i conti pubblici e fatto chiudere 3 milioni di imprese. Numeri e dati che da soli bastano per dire che la politica di austerità non solo non ha fornito alcuna risposta alla crisi ma l’ha solo aggravata. Per queste ragioni invitiamo i cittadini a firmare per i quattro quesiti referendari ed esprimersi così contro l’austerità ed a favore dello sviluppo e del lavoro, c’è ancora una settimana di tempo per dire davvero cosa pensiamo della politica economica europea e – conclude Antonucci – solo partecipando a questa campagna possiamo farlo”.

I quattro referendum, lo ricordiamo, hanno per oggetto alcune disposizioni della legge 243 del 2012 che dà attuazione al principio di equilibrio del bilancio pubblico, introdotto nella Costituzione con la legge costituzionale n.1 del 2012. Con i quattro “sì” si intendono abrogare i passaggi della citata norma che impongono vincoli aggiuntivi rispetto alle norme europee ed al Fiscal Compact e, pertanto, potranno aprire la strada ad una rivisitazione complessiva delle politiche macroeconomiche europee.

Quesito 1: Attuando il principio costituzionale dell’equilibrio del bilancio, il Governo ed il Parlamento non potranno stabilire obiettivi di bilancio più gravosi di quelli definiti in sede europea. In particolare, verranno abrogate quelle parti della legge che consentono di andare al di là degli obiettivi di bilancio stabiliti dall’Unione.

Quesito 2: Si abroga la disposizione che prevede l’esatta “corrispondenza” tra il principio costituzionale di bilancio e l’“obiettivo a medio termine” stabilito in Europa. Le normative europee non impongono l’assoluta coincidenza degli obiettivi di bilancio nazionale con l’“obiettivo a medio termine” e prevedono margini di flessibilità che verrebbero ripristinati.

Quesito 3: Si abroga la norma che limita il ricorso all’indebitamento per realizzare operazioni finanziarie ai soli casi eccezionali stabiliti dalla legge, limite che non scaturisce dalla Costituzione né è imposto da impegni europei. Abrogando questo limite, si consentirà al nostro Paese di contrastare gli effetti della crisi con un maggior ventaglio di strumenti.

Quesito 4: L’attivazione obbligatoria e automatica del cosiddetto “meccanismo di correzione” delle politiche di finanza pubblica avverrà soltanto quando previsto dall’Unione europea, non anche quando imposto da trattati internazionali.

Alla campagna referendaria hanno aderito, oltre alla Cgil, anche le seguenti associazioni:

Alleanza Lib-Lab – ARCI – Ars Nazionale – Associazione Giga – Associazione Il Manifesto in rete – Associazione il Socialista di Milano – Circolo Talenti – Comitato Sì alle rinnovabili No al nucleare – FILEF Nazionale – FIEI nazionale – Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale – Fondazione Brodolini – Gruppo sociale di sostegno ai referendum contro il fiscal compact – Il Network per il socialismo europeo – Iniziativa 21 Giugno –  I Viaggiatori in Movimento – Keynes Blog – Federazione Psi di Milano – Pdci – Movimento Nuovitalia – Movimento Popolare di Liberazione – Partito Federalista Europeo – PDCI nazionale – Rete Socialista Socialismo Europeo – Ricostruzione Democratica –Rifondazione Comunista – SEL – UGL Credito – www.economiaepolitica.it.

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