Barletta, strade cittadine chiuse per il periodo natalizio: una scelta controproducente?

Cronache di una domenica mattina tra ingorghi, lamentele e parcheggi selvaggi

Usare l’automobile per andare in giro e fare commissioni la domenica mattina è, almeno fino alle 11,00 o al massimo alle 11,30, qualcosa di molto più accessibile e rapido del farlo nei giorni feriali, quando per strada ci sono lavoratori che cercano di raggiungere il posto di lavoro o genitori che accompagnano i propri figli a scuola. Fatto sta che in questa domenica appena trascorsa, passando per via Alvisi di prima mattina, si è potuta provare l’ebbrezza di rimanere in quello che sembrava un consueto ingorgo da giorno feriale.

In principio, la sensazione che prevale è lo stupore e il dubbio: come mai tutto questo traffico la domenica mattina? La risposta è arrivata appena raggiunto l’incrocio che, da via Alvisi, porta a via Renato Coletta: a chiudere la strada si trovava infatti una transenna, con tanto di vigili urbani a sorvegliarla; stesso scenario lo si è potuto incontrare a pochi metri dallo sbocco della stessa via Alvisi su via F. D’Aragona. E allora alla mente ritorna subito quella notizia che si era sedimentata alla base della memoria e che si era stati troppo distratti dalla routine quotidiana per tenerla bene a mente: per decisione del Comune di Barletta, le strade con una forte presenza di esercizi commerciali rimarranno chiuse al traffico ogni domenica e per tutto il periodo Natalizio.

Con questa prospettiva, tutto ha acquisito finalmente un senso: non era il traffico ad essersi stranamente intensificato, in realtà il traffico è quello consueto e moderatamente inferiore rispetto a quello settimanale, ma i cittadini provenienti da tutte le zone cittadine hanno presto dovuto fare i conti con le principali arterie cittadine bloccate, e quindi si sono ritrovati tutti imbottigliati nel medesimo tratto di strada, uno dei pochi ancora accessibili e utili per raggiungere il centro.

Facendo un rapido sunto della situazione, Corso Vittorio Emanuele, Via D’Aragona in alcuni tratti e molte delle strade collegate a queste due importanti arterie del traffico rimarranno chiuse al traffico in tutte queste domeniche festive e, a complicare la viabilità nella giornata di ieri, c’era anche il mercatino mensile che, come di consueto, chiude la viabilità nelle strade immediatamente limitrofe al Castello Svevo.

Si è fatto questo per creare quello che volgarmente si potrebbe definire “passeggio” lungo le vie costellate di vetrine, approfittare del Natale per invogliare la cittadinanza a spendere, per dare un incentivo alle attività commerciali ma è bastato scendere dall’auto (cosa ovviamente più facile a dirsi che a farsi visto che trovare un parcheggio non è stata cosa semplice) e interrogare uno sparuto gruppo di cittadini e commercianti per capire la vera sensazione che ha suscitato questa scelta dell’amministrazione: il disagio.

Disagio dei cittadini, impossibilitati dall’adempiere in poco tempo anche le più piccole commissioni se domiciliati in periferia e costretti a doversi recare in centro; disagio dei commercianti che non hanno visto l’affluenza che speravano nei propri negozi, visto che il “passeggio” ha avuto come forti deterrenti proprio le difficoltà di giungere in centro in tempi accettabili e la difficoltà di trovare parcheggio su citati.

E per alcuni la soluzione, molto semplicisticamente, potrebbe essere abbandonare le autovetture e farsi una salutare passeggiata. Ma si può definire passeggiata quella che impegnerebbe un qualsiasi cittadino a camminare per chilometri qualora questo abiti, facendo un esempio banale, in via dei Salici? E chiunque abbia problemi di deambulazione anche nelle brevissime distanze non è autorizzato a godersi lo spirito consumistico del periodo natalizio?

Qui potrebbe arrivare ancora una volta una critica, e si porterebbe ad esempio grandi città, quali Roma o Milano, i cui centri sono da anni chiusi al traffico delle auto e comunque le attività lì allocate sono fiorenti e di successo. Ma, per esperienza personale, si può affermare che a Barletta non ci sono fermate di metropolitana che neanche troppo metaforicamente ti fanno ritrovare già all’interno di un negozio come invece accade nelle due grandi metropoli prese ad esempio.

Non si sta facendo della sterile demagogia, questa è la cronaca pura e semplice di una mezza giornata passata in auto con lo scopo iniziale di andare ad acquistare un pacco di pasta e un giornale in edicola, cosa che dovrebbe far pensare quanto tempo abbia potuto perdere qualcuno che ha dovuto fare ben altro e che invece si è ritrovato imbottigliato nel traffico e alla costante ricerca di strade alternative per raggiungere la propria destinazione in tempi umani. E, a peggiorare il tutto, persino in consiglio comunale era maturata l’idea di chiudere ulteriori tratti di strade, quindi questo è stato probabilmente lo scenario migliore possibile.

Ma se i cittadini si lamentano e gli esercenti si lamentano, se il traffico peggiora e l’auspicato circolare di denaro non c’è stato, cui prodest questa chiusura delle principali arterie cittadine? Come sempre, ai posteri l’ardua sentenza, con la viva speranza di vedere questi timori venir demoliti dalla realtà dei fatti di qui alla fine delle feste…

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Vittorio
Vittorio Grimaldi è nato il 17 agosto 1991. Diplomato presso il Liceo Classico "A. Casardi" di Barletta, attualmente studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Appassionato ed esperto di folklore e mitologia, gestisce dal 2013 il canale youtube a tale materia dedicato "Mitologicamente". Giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti della Puglia, dal 2014 è stato cronista politico della testata online Barletta News fino a dicembre 2017.

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