E’ ormai  sotto gli occhi di tutti che a Barletta la burocrazia dei partiti politici copre, con il proprio democratico manto dorato, l’assurda situazione di stallo urbanistico nella città della Disfida.

Altro è l’ incontestabile decisionismo e dinamismo dell’ ottimo Cannito nel  muovere cantieri e opere pubbliche ma rimane, purtroppo, il deserto sulla programmazione di un nuovo Piano Urbanistico (P.U.G.) che non si riesce a definire.

Proprio in inerenza a tale situazione di blocco urbanistico – programmatorio  è bene che la pubblica opinione sappia che è ormai giunto il tempo che l’ amministrazione porti  in Consiglio Comunale le recenti osservazioni sia al Documento Preliminare Programmatico del P.U.G. (D.P.P.) sia al Documento Programmatico della Rigenerazione Urbana (D.P.R.U.) in considerazione  del fatto che è stata ultimamente approvata, nella seduta di Consiglio Regionale del 9 aprile ore 16:00 una approfondita normativa sulla Perequazione e Compensazione urbanistica che  decisivi e rivoluzionari  riflessi potrà avere anche  sulla nostra città.

Considerando che, presumibilmente, nessun politico affronterà la succitata tematica con la dovuta chiarezza gradirei esprimere un mio personalissimo parere in merito alla nuova legge Regionale indicando almeno due possibili importanti osservazioni di pubblico interesse che potrebbero coagularsi  sul  nostro territorio, grazie alla normativa appena approvata.

Fatta questa indispensabile premessa iniziamo col dire che la normativa perequativa, come approvata in Consiglio Regionale, prende le mosse dall’ art. 14 della L.R. n°20 del 2001 di cui  è figlia.

La mia prima domanda di libero cittadino è: “Perché si è atteso (dal  2001 al  2019) ben diciotto lunghi anni per partorirla”?

La seconda domanda è: “Perché è stata partorita proprio in questo periodo storico, in vista di importanti appuntamenti elettorali regionali ed europei” ?

Non si poteva realizzare prima, risparmiandoci un’ inutile blocco urbanistico per ben 18 anni?

Dando uno sguardo alla normativa in esame viene spontaneo considerare che una regione come la Lombardia, con  tante altre regioni, già esercitano da numerosi anni i principi perequativi  e compensativi  urbanistici, essendo attuativi  di  un  P.U.G. e senza i quali un  Piano Urbanistico  Generale  non  avrebbe alcun senso.

Comunque ormai  la Legge Regionale, volente o nolente, è stata approvata e quindi  anche a Barletta gli operatori, tecnici  e  costruttori  edili, essendone i futuri attori  ne dovranno prendere atto.

A tale riguardo vorrei dedicare  loro una dotta e significativa citazione  del Prof. Dino Borri, essendo quest’ ultimo un’ illustre cattedratico del  Politecnico di Bari, attuale assessore all’ urbanistica   nel Comune di Brindisi e già assessore all’urbanistica al comune di Molfetta ma mai  nel  problematico e originale  comune di Barletta da cui, presumo, viene tenuto lontano.

Dice il Borri: “… Ebbene proprio  gli imprenditori devono rendersi conto che i grandi interessi di una volta sono finiti, perché non c’è più mercato. Non è più tempo di grandi manovre sui suoli (…) . Il cemento oggi non paga, sono i servizi  che danno vera qualità alla vita. Le richieste dell’ utenza vanno in  ben altre direzioni ovvero  non più mega condomini ma case  unifamiliari , impianti  sportivi di quartiere,  piste ciclabili, integrati centri  socio – sanitari  e tante altre  soluzioni  su misura per il cittadino di oggi. Una sfida da raccogliere complessa e avvincente”.

Fin qui Dino Borri e mi permetto, umilmente, di aggiungere che tra le tante altre soluzioni  su cui lui, autorevolmente, ci invita a riflettere e sull’ onda di quest’ ultima importante  normativa appena approvata, gradirei  personalmente suggerire, ad esempio, due ipotesi progettuali, di pubblico interesse, sulla tratta ferroviaria Barletta-Canosa con  fermate a Tittadegna e Canne della Battaglia  nel  nostro  territorio Comunale.

Passerei alla descrizione  delle seguenti  iniziative:

  1. Per rendere finalmente utile la inutilizzata stazioncina di Canne, verificherei  un vasto programma di turismo rurale archeologico in inerenza alla L.R. “ECOMUSEI  DELLA PUGLIA” e ad alcune osservazioni  al  P.P. ancora bloccate. Punterei, quindi, ad un’ esproprio, con  modalità, Premiali – Compensative (come da Legge Regionale appena approvata) degli ottocenteschi casali  da  rimaneggiare e che insistono nel  PARCO ARCHEOLOGICO o nelle   immediate  adiacenze  e programmerei , ivi, TURISMO RURALE- SPORT – CULTURA – IMPRESA RICETTIVA e non  “fuffa” e inutili convegni come attualmente.
  2. Per la fermata Barletta- Tittadegna  suggerirei al presunto “partito trasversale del  mattone” ma anche a quello della “mattonella” e della “piastrella” (con studi tecnici associati) una sana attività d’ impresa con il vantaggioso (dicasi  vantaggioso) “ TURISMO SANITARIO” .

In tal senso si spera che i nostri politici locali, sia quelli afflitti  da ricorrenti “mal di pancia” sia quelli in buona salute si decidano a creare il cosiddetto “POLO della SALUTE” (vedi osservazioni al D.P.P. a cura del Future Center in data 16-11-2016 prot. 75699 punto primo).

Ricordo a chiunque che già nella stesura del precedente D.P.P. nel 2005 (tenuto misteriosamente a marcire in qualche misterioso cassetto da manine misteriosissime) lo studio Fuzio e Cervini, delegato al  P.U.G. di Barletta, aveva tecnicamente individuato nelle “AREE PUBBLICHE OSPEDALIERE”, presso il Dimiccoli, i suoli per strutture sanitarie nell’ ambito dell’ attuale perimetrazione  urbana di P.R.G. e quindi  senza spreco di suolo agricolo (vedi D.P.P. prot. 30273 del 18/05/2005 pag. 47 Settore Urbanistico di Barletta).

Oggi a tale riguardo emblematica è proprio la “Edilizia Sociale per la Salute” (vedi google) sull’ esempio di un Centro Socio – sanitario, essendo apripista, che sorgerà nel Teramano come ci informa il web (cliccare per informazioni  su finanziamenti inerenti) e a cui Barletta (tra  una elezione primaria e l’altra e tra un valzer Viennese e un ballo del mattone) dovrebbe guardare con  interesse.

Penso che i summenzionati  Suoli Pubblici Ospedalieri dovrebbero esprimere sufficiente cubatura essendo nell’ urbano ovvero, nello specifico, basterebbe far decollare una piccola parte della enorme cubatura che, presumo, sia prevista sui suoli della ex- cartiera (completamente privati) e farla atterrare nei  pressi del Dimiccoli, sui suoli vincolati  ma perimetrati nell’ urbano se si vuole fare politica vera e non “ balle”!

Insomma una operazione di pubblico interesse sulle orme della recente normativa regionale  e in particolare  sui suoli ospedalieri da rigenerare (vedi osservazione  al D.P.R.U. prot. 74647 del 11-10-2018) .

Spero che le mie due esposizioni appena richiamate, ovvero Canne  e Tittadegna, abbiano almeno il merito di essere di una precisione direi … “Chirurgica” e in seconda battuta di “Pronto Soccorso”per una classe politica Barlettana che, credo, non stia tanto bene.

 

                                                                                              Perito Agrario

                                                                                           Giuseppe Dargenio

 

Si allega :

  • Frontespizio del D.P.P. pervenuto al Comune di Barletta nel 2005 e poi scomparso in qualche “BUCO NERO” Comunale .

FRONTESPIZIO DPP

 

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