Barletta Piano Festival, stasera in concerto il Duo des Alpes

Barletta Piano Festival

Giganti, come certe vette montane. Ma titani della musica, da Paganini a Mendelssohn, da Camille Saint- Saëns a Robert Schumann. Accanto a compositori meno frequentati, sono gli autori scelti dal violoncellista svizzero Claude Hauri e dal pianista Corrado Greco, ovvero il Duo des Alpes, per secondo il concerto in programma stasera, lunedì 29 luglio (ore 21.15, ingresso libero), nel salone dell’Hotel La Terrazza di Barletta, per il secondo appuntamento del Barletta Piano Festival diretto da Pasquale Iannone per l’associazione Amici della Musica “Mauro Giuliani” nella Rete di musica d’arte Orfeo Futuro riconosciuta e finanziata dalla Regione Puglia. E per il programma di questo recital, i due talentuosi musicisti non hanno dimenticato il centenario della morte di Ruggero Leoncavallo e il bicentenario della nascita di Clara Schumann.

I concertisti di questo appuntamento del Barletta Piano Festival hanno un’affermata carriera internazionale, sia in ensemble che da solisti. Con partecipazioni a manifestazioni prestigiose come il Ljubljana Festival e Nancyphonies, Claude Hauri (con il suo splendido violoncello Gian Battista Zanoli del ‘700) e Corrado Greco accompagnano il pubblico nel cuore dell’Europa musicale dell’Ottocento e del Novecento.

Così, dalle sponde del Lago Maggiore, con la Serenata di Leoncavallo, puntano verso Vienna con le Variazioni scritte da Franz Danzi su “Là ci darem la mano” dal Don Giovanni di Mozart, prima di bussare alle porte della capitale ceca con Sul ponte di Praga di David Popper.

Poi, con un balzo, si giunge ai piedi del Monte Ararat con Impromptu dell’armeno Alexander Arutiunian prima del ritorno in Europa, tra Amburgo e Lipsia con Lied ohne Worte op. 109 di Mendelssohn, a Bonn con Phantasiestücke op. 73 di Robert Schumann e la Prima romanza op. 22 di Clara Schumann. Quindi, tappa a Parigi con l’Allegro appassionato op. 43 di Saint-Saëns e capolinea in Italia con le Variazioni sul Mosé di Rossini scritte da Paganini e Czardas di Vittorio Monti.

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