Barletta News incontra il consigliere comunale Damiani

Presentata dal Centrodestra una istanza al sindaco per far chiarezza sul piano finanziario Bar.S.A.

Cittadini infuriati a Barletta contro l’aumento delle imposte locali. Sensibili gli aumenti registrati rispetto allo scorso anno. Il sindaco si difende: ”tutta colpa dei tagli del governo”. Ma, in tempi di crisi, è difficile , se non impossibile, far quadrare i conti, soprattutto quando si vive di pensione o si è addirittura perso il lavoro. La rabbia, dunque, sfocia in protesta a Barletta e il sindaco diventa il bersaglio di un disagio oramai divenuto insostenibile. Duri si sono rivelati i colpi inferti alle tasche dei cittadini barlettani. Legittima nonchè comprensibile, dunque, l’ira dagli stessi manifestata, all’indomani del recapito delle esose bollette relative al pagamento delle gabelle locali.

La redazione Barletta News ha raccolto, in merito, il parere del consigliere comunale, Dario Damiani, capogruppo di Forza Italia, già assessore al bilancio della provincia Barletta-Andria- Trani, nella sede cittadina del partito, sita in via mura spirito santo, 72.

“Il centrodestra – dichiara Damiani – aveva messo in guardia i cittadini, contestando l’approvazione dello schema di un bilancio di previsione lacrime e sangue, approvato dalla Giunta, già a luglio 2014. Siamo stati, dunque, l’unica voce “stonata” e fuori dal coro a cui nessuno ha dato ascolto. Desidero ricordare – precisa Damiani- che, attraverso un comunicato apparso sul sito istituzionale dell’ente in data 18 aprile 2014, in occasione dell’approvazione della proposta di bilancio consuntivo 2013,da parte della Giunta, si dichiarava, invece, quanto segue: “Con l’approvazione del consuntivo si pongono le basi per la discussione sul preventivo 2014 che, questa Amministrazione – tenendo conto della persistente indeterminatezza delle scelte del governo centrale – intende comunque approvare entro il maggio prossimo.”. Puntualmente disattesi i proclami della maggioranza che, invece, fa approdare in consiglio comunale la proposta di bilancio preventivo, udite, udite a settembre 2014! Proposta di bilancio che vedrà la sua approvazione, all’esito di un consiglio comunale fiume, conclusosi a notte fonda e, per di più, “dato per letto”, in accoglimento della proposta “illuminata” del consigliere di Scelta Civica Pier Paolo Grimaldi. Siamo stati, dunque, facili profeti, prima, durante e dopo il consiglio comunale svoltosi lo scorso 9 settembre – prosegue Damiani- quando, in modo inconsapevole, la maggioranza di centrosinistra ha approvato all’unanimità dei presenti, un documento contabile e finanziario fatto solo di tasse, adducendo giustificazioni quali, quella relativa al taglio dei  trasferimenti statali subiti dal comune di Barletta. Il primo cittadino è dimentico, però, del fatto che i continui e mancati  tagli dei trasferimenti statali, a cui fa riferimento, hanno riguardato tutti i comuni e non solo il nostro.  Ciononostante, alcuni tra questi sono arrivati a conseguire risultati virtuosi che il nostro, invece, non è riuscito a realizzare. La vicina Andria, difatti – spiega Damiani- ha applicato l’aliquota dell’1 per mille alla Tasi, mentre, il nostro comune, respingendo la proposta del centrodestra, promossa nel corso dell’ultimo consiglio comunale, ha approvato l’applicazione dell’aliquota massima al 3,3 per mille con riguardo alla Tasi. Come mai? Evidentemente, qualcosa si poteva fare, ma non si è voluta fare! Ritengo che gli amministratori –incalza Damiani- debbano sempre e comunque essere in prima linea, senza ricorrere al facile gioco dello “scaricabarile”. Quindi, ci siamo chiesti come centrodestra, come mai l’ente non ha agito sulla riduzione della spesa corrente per reperire i 400 mila euro circa che sarebbero risultati mancanti, a causa del minor gettito che sarebbe affluito nelle casse del comune, dall’applicazione dell’aliquota dell’ 1 per mille relativamente alla Tasi?

Inoltre, perché non incidere sul piano finanziario della Bar.S.A. s.p.a. per ridurre i costi del servizio di gestione dei rifiuti e di conseguenza l’importo della Tari? Siamo certi che sia stato fatto tutto il possibile? Come centrodestra siamo fortemente dubbiosi in merito ed è per questo che abbiamo inoltrato una richiesta al sindaco, che vi autorizziamo a pubblicare, per chiedere la convocazione urgente di un tavolo tecnico-politico sulla questione Tari. Un tavolo, dunque, intorno al quale auspichiamo la presenza dell’ormai, da sempre latitante, nonostante i ripetuti inviti notificatigli anche da parte della commissione bilancio,  del Presidente della Bar.S A. spa, Prof. Luigi Pannarale. L’occasione vuole essere quella di aprire una discussione e finalmente procedere ad un approfondimento nonché ad un confronto sul piano finanziario prodotto dalla stessa società, atteso che il succitato piano è alla base del calcolo della nuova Tariffa Rifiuti ( Tari).

Aggiungo, inoltre, che –continua Damiani- sarebbe auspicabile comprendere come mai il primo cittadino non abbia dato seguito alla delibera n. 38 del 26/03/2013 attraverso la quale, il Commissario prefettizio dott.ssa Anna Maria Manzone aveva inteso dare il via alla procedura, da doversi effettuare in sede di assemblea straordinaria dei soci, di modifica dell’art.16, titolo IV, dello statuto Bar.S.A. che disciplina la composizione del Consiglio di Amministrazione, e all’adeguamento di tutte le conseguenti norme ad esso correlate, in applicazione dell’art.4, comma 4 del D.L. n°95/2012, convertito con modificazioni dalla Legge 135/2012: la c.d. “spending review”.

La normativa prevevde, difatti, che, per le società che abbiano conseguito nell’anno 2011 un fatturato da prestazione di servizi a favore della Pubblica Amministrazione, superiore al 90% dell’intero fatturato, come quello della Bar.S.A , vi debba essere una composizione di non più di tre membri nel CdA. A ciò deve, inoltre, aggiungersi la possibilità prevista, della nomina di un amministratore unico. Dunque, Della succitata proposta di modifica, evidentemente, non se ne è fatto più nulla- spiega Damiani- e in qual modo l’amministrazione Cascella ha, invece, ritenuto di dover procedere?  Lo vediamo subito.

Il CdA della Bar.S.A. ha investito della vicenda il Prof. Michele Castellano, docente universitario, richiedendogli una consulenza di natura tecnico-giuridica nel merito. A spese di chi? Dall’esame del parere richiesto al succitato prof., è emerso che la Barsa non può procedere alla riduzione dei consiglieri nel numero massimo di tre o alla nomina di un amministratore unico, se non prima di aver attuato la variazione dello statuto vigente . L’Amministrazione comunale, però –puntualizza Damiani- è tenuta a rispettare le deliberazioni assunte dal Commissario prefettizio con i poteri della Giunta e del Consiglio. Invece, chiediamo di sapere, come centrodestra, se sia stato avviato l’ iter burocratico-giuridico, finalizzato alla variazione dello statuto vigente.

La domanda da porsi, in merito – prosegue Damiani- è la seguente. Perchè sino ad oggi, non si è dato seguito alla proposta del Commissario prefettizio datata marzo 2013? Si potevano già risparmiare risorse utili da destinare all’elaborazione di un piano finanziario che prevedesse un impegno di spesa inferiore rispetto ai 15 milioni di euro calcolati dalla Bar.S.A. spa? La risposta è senz’altro affermativa! Ciò avrebbe comportato, difatti, quale diretta conseguenza, la riduzione del calcolo della nuova Tari da far subire ai cittadini. Quindi- chiosa Damiani- una politica fiscale più virtuosa era senz’altro attuabile. Le scelte messe in campo dall’amministrazione Cascella, evidentemente, sono state frutto di politiche economico- finanziarie inidonee che non hanno affatto tenuto conto del periodo di grave difficoltà attraversato dai cittadini tartassati dai tributi destinati esclusivamente alle casse erariali e non a realizzare l’efficientamento dei servizi. Il centrodestra anzitempo si è speso attraverso campagne informative, organizzando incontri con la cittadinanza, promuovendo istanze in sede di assise civica, al fine di prevenire prima e di porre rimedio poi a questa devastante situazione che ne sarebbe scaturita. Istanze- insiste Damiani- puntualmente, ahinoi, disattese! Riteniamo, dunque, di aver svolto compiutamente e con alto senso di responsabilità il ruolo di opposizione designatoci dai cittadini. Adesso non ci resta che attendere, perlomeno, un riscontro in termini di chiarezza da parte e del primo cittadino e del Presidente della Bar.S.A. dinanzi all’assise civica, magari attraverso lo svolgimento di un consiglio comunale monotematico.

I cittadini- conclude Damiani- hanno diritto di sapere come sono stati spesi i loro soldi. Tutti sono bravi ad amministrare in tempi di vacche grasse, pochi vi riescono in tempi di magra e questa capacità non è senz’altro attribuibile all’amministrazione Cascella.

 

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Patrizia Corvasce

Patrizia Corvasce, classe ’72.
Maturità classica. Giornalista pubblicista iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Puglia dal 1° febbraio 2016. Appassionata di diritto, teatro e politica. Già consigliere comunale. Attualmente collabora con la testata giornalistica telematica Barletta News occupandosi prevalentemente di approfondimento politico. Crede che la libertà di stampa dipenda soprattutto dalla volontà di fare informazione libera.

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