“La nostra idea è quella di mettere il patrimonio artistico, storico e culturale di Barletta a disposizione dei cittadini perché lo possano conoscere e apprezzare, a cominciare dai ragazzi e dunque dalle scuole. Si tratta di un patrimonio ricco e prezioso ma spesso sconosciuto ai più”.

Lo ha detto il sindaco di Barletta, Cosimo Cannito, in occasione della inaugurazione della mostra “Noi credevamo, Barletta nel turbine del Risorgimento”, al castello di Barletta, presentata ieri, prima domenica di dicembre, in concomitanza con l’iniziativa dell’ingresso gratuito a musei e luoghi d’arte.

Al convegno introduttivo hanno partecipato anche l’assessore alla Cultura Michele Ciniero, il quale si è soffermato su quanto sia importante puntare sulla Cultura quale risorsa di un territorio da mettere a frutto per la sua crescita sia sociale che economica; la dirigente Santa Scommegna, la quale ha sottolineato quanto questi appuntamenti siano l’occasione per cogliere con il giusto spirito il significato di fruizione del patrimonio artistico – culturale; il professor Antonio Massimo Diviccaro, cui si deve il lavoro di ricerca storica e redazione dei testi che accompagnano la mostra e che ha ribadito come a Barletta gli ideali garibaldini abbiano trovato piena cittadinanza, ricordando come insieme ad altre tre città in Italia, Bari, Como e Varese, fu scelta quale sede di inquadramento e addestramento dei volontari garibaldini per la guerra all’Austria del 1866 e furono quasi 12.000 i ragazzi che furono accolti in città. E’ stata inoltre ricordata la figura del giovane medico barlettano Angelo Raffele Lacerenza, fra i protagonisti del Risorgimento italiano.

Prima del taglio del nastro della mostra, che rimarrà allestita fino al 26 maggio 2019, la corale polifonica “Mauro Giuliani”, diretta dal M° Pino Cava, ha cantato l’inno di Mameli e l’inno di Garibaldi.

 

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