Barletta, le scuole e la… precarietà: l’eterno conflitto tra Istruzione ed Edilizia – Parte II

Il progetto dell’ing. La Regina fu accolto favorevolmente dal consesso comunale che però si trovò ad affrontare immediatamente il problema dell’individuazione di un suolo ove ubicare il nuovo edificio scolastico.

fig. 3
fig. 3

Il problema, per l’epoca, ma pensiamo sarebbe peggio oggi, si presentò subito di non facile soluzione data la deficienza di suoli edificatori (!!!) ed in seguito all’esame di diverse località che “ …si dovettero scartare sia per la loro eccentricità (?) ”e sia anche perché di superficie non sufficiente, si venne alla determinazione di progettare il nuovo edificio nell’isolato localizzato a nord di via Ferdinando D’Aragona (fig.3), ad est del prolungamento di via S.Antonio, a sud della via dei Cappuccini e ad ovest di Piazza Federico di Svevia (attuale Piazza Caduti n.d.r.) . In poche parole indovinate dove si doveva costruire l’edificio: bravissimi !!! dove attualmente c’è il Palazzo delle Poste. L’ubicazione fu ritenuta rispondente in maniera adeguata alle esigenze per ubicarvi un edificio di scuole medie.

La costruzione di un edificio scolastico fu anche, per il Comune, un vantaggio di non lieve importanza in quanto avrebbe risolto in massima parte il problema della scuola elementare dato che questa avrebbe preso il posto della Scuola tecnica che aveva sede nei locali di S. Domenico.

Purtroppo di quel progetto, così ben pensato ed articolato dall’ing. La Regina, come è facilmente intuibile non se ne fece poi più nulla e tutto rimase sulla carta così come era nato.

Bisognerà attendere altri 7 anni per rispolverare il grave problema della mancanza di scuole e ciò accade quando il 10 gennaio 1926 venne redatto un verbale dall’assessore ai lavori pubblici dell’epoca sig. Francesco Torre il quale chiedeva l’immediata approvazione del progetto per la costruzione di un edificio scolastico e motivava tale richiesta con l’assoluta indispensabilità della realizzazione di tale opera per combattere in maniera fattiva il sempre crescente analfabetismo che negli anni ’20 aveva raggiunto l’incredibile percentuale del 70% e quindi abbondantemente rientrante nei parametri previsti dall’art.1 della legge 31.12.1923 n.3125 e cioè analfabetismo superiore al 40% e mancanza di aule, che davano diritto alla concessione di contributi statali per la costruzione di edifici scolastici.

Ai gravi problemi derivanti dalla mancanza di strutture si aggiungeva anche quello, inevitabile, dell’effettuazione dell’orario alternato ( i tempi cambiano ma le problematiche …) che rendeva ancora più arduo (eufemistico ?) il lavoro degli insegnanti e naturalmente dei pochi alunni che, novelli argonauti, affrontavano le avversità per raggiungere il vello d’oro rappresentato dal sapere. Questa volta, per fortuna, il “grido di dolore” dell’assessore Torre venne accolto e l’11 aprile 1929 il Commissario Prefettizio, dott. Vito Lattanzio, approvava il progetto redatto dell’ingegnere capo dell’Ufficio tecnico per la costruzione di un edificio scolastico lungo viale Regina Margherita.

Da tutta questa serie di disavventure, più o meno volute, si può comprendere, senza nessun dubbio, che il rapporto tra la Città e le scuole non è mai stato facilissimo, tutt’altro, la considerazione però che preoccupa sempre è che dopo un secolo e mezzo dalla promulgazione della legge sulla obbligatorietà dell’istruzione, i problemi sembrano gli stessi che hanno assillato i nostri antenati.

Ma la storia non aveva il compito di essere maestra ?     

 

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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