Barletta, le scuole e la… precarietà: l’eterno conflitto tra Istruzione ed Edilizia – Parte I

fig. 3

Non è molto lontano nel tempo (due mesi ?) il piano di edilizia scolastica, voluto dal presidente del Consiglio Renzi, e annunciato nel suo discorso di fiducia alle Camere del 24 febbraio 2014. Il piano è composto da tre principali filoni, e coinvolgerà 20.845 edifici scolastici per investimenti pari a 1.094.000.000 di euro.

Scuole 1
Fig. 1

Si tratta della costruzione di nuovi edifici scolastici o di rilevanti manutenzioni, grazie allo sblocco di risorse dei comuni dai vincoli del patto di stabilità per un valore di 244 milioni (#scuolenuove) e del finanziamento per 510 milioni dal Fondo di sviluppo e coesione, dopo la delibera Cipe del 30 giugno, per interventi di messa in sicurezza (#scuolesicure), di decoro e piccola manutenzione (#scuolebelle). A Barletta 269.076 mila euro.

L’argomento fondi per le scuole e l’interminabile “guerra” per reperire moneta utile a garantire una vivibilità accettabile agli alunni e naturalmente, al personale insegnante e non, è la costante nell’argomento edilizia scolastica che, negli ultimi anni,  è stato il termometro di un difficile rapporto che sempre c’è stato tra la nostra Città e i luoghi dell’apprendimento.

Infatti il tema “edifici scolastici” ha sempre avuto una sua caratteristica alquanto scottante dato che in esso entrano in gioco le questioni nevralgiche dell’architettura civile. Per molto tempo non è esistito un edificio destinato esclusivamente all’istituzione scolastica, in quanto l’istruzione avveniva oltre che nel tempio o nella stessa casa del maestro, anche attraverso il contatto diretto con la vita della città. Era questo il modello di organizzazione delle scuole greche che appunto non possedeva sedi specifiche ma utilizzava gli spazi pubblici per le sue attività.

Tutto mutò con la rivoluzione francese quando fu istituzionalizzato il trasferimento dalla Chiesa allo Stato delle responsabilità e del controllo dell’insegnamento in base al principio che l’istruzione dovesse essere pubblica e alla portata di tutti i cittadini ( dove si è già sentita questa ?), in pratica si stabilì che l’istruzione pubblica dovesse essere “gratuita, letteraria, intellettuale, fisica, morale e industriale”.

La nascita di questa nuova scuola pubblica produsse, come era logico, nuovi tipi edilizi non dimenticando, però, gli antichi e collaudati schemi, tutti comunque tendenti a rompere l’uniformità spaziale dell’edificio in modo da renderlo partecipe del processo educativo.

Nella nostra Città il problema “edilizia scolastica” fu affrontato seriamente solo dopo 60 anni dall’istituzione dell’obbligo scolastico (1859 n.d.r.) e più precisamente quando un progetto del capo dell’Ufficio Tecnico Comunale, ing. La Regina, datato 5 novembre 1919 fu portato in consiglio comunale per la sua discussione e approvazione. L’iniziativa riguardava la costruzione di un edificio per le scuole medie.

Fig. 2
Fig. 2

In quella Barletta dell’immediato primo dopo–guerra c’erano quattro Istituti di scuole medie e cioè la Regia Scuola Tecnica, il Regio Corso Magistrale, il Regio Ginnasio e l’Istituto Tecnico Comunale Pareggiato.

In questi istituti la popolazione scolastica era in continuo e notevole aumento anno dopo anno, ma la contraddizione consisteva nel fatto che tutte le scuole citate, indistintamente, erano allocate in edifici che sicuramente non erano nati per ospitare studenti e di conseguenza i locali erano assolutamente inadatti sia dal punto di vista didattico che da quello igienico per cui si imponeva in maniera pressante la soluzione del gravoso problema di trovare una idonea sistemazione per tutte le scuole.

All’epoca, più di 90 anni fa, la scuola tecnica occupava locali di proprietà Comunale, mentre tutti gli altri edifici scolastici erano allocati in antiche case di abitazione trasformate alla ben meglio ma comunque sempre inadatte alla loro effettiva destinazione.

Per l’Istituto Tecnico (fig.1) fu “trasformato” il Palazzo Affaitati e per i lavori furono spese 18.000 lire; per l’adattamento di palazzo Casale (via Mariano Sante) a sede del Ginnasio, furono spese oltre 5.000 lire e per Palazzo Fraggianni (fig.2), sede del corso Magistrale ed in seguito del Liceo Classico Pareggiato, servirono quasi 20.000 lire.

Questi lavori furono eseguiti per far fronte alle giuste esigenze di una popolazione scolastica che nel 1919, a Barletta, era di 748 alunni così divisi: Scuola Tecnica 268, Istituto Tecnico 160, Regio Ginnasio 200 e Corso Magistrale 120. A quest’ultimo venivano aggregati altri 400 (!!!) alunni delle scuole modello (arti e mestieri  n.d.r.) portando così la popolazione scolastica a quasi 1.100 alunni con una previsione di aumento di circa il 60 % per l’anno scolastico 1919/1920.

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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