Barletta, incontro di riflessione su “L’umanità di Cristo, nuova speranza per l’uomo moderno”

 

Una profonda riflessione su “l’umanità di Cristo, nuova speranza per l’uomo moderno”, al centro dell’incontro-conferenza celebrato  martedì 15 dicembre, a Barletta, presso la Chiesa di Nazareth.

L’iniziativa, tra le numerose calendarizzate per l’Avvento, è stata promossa dall’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (Delegazione di Barletta) in collaborazione con la CARITAS cittadina ed il Centro di Promozione Familiare (CPF).

La caratura dei relatori ha dato spessore all’appuntamento. Ha onorato la Città della Disfida con la sua carismatica partecipazione, Don Aldo Bonaiuto, sacerdote esorcista, antropologo, demonologo, coordinatore del Servizio AntiSette della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi.

IMG_20151215_195322758Alla tavola rotonda hanno inoltre partecipato: Michele Debitonto, delegato OESSG, Claudio Dimiccoli, Centro  Promozione Familiare. Ha moderato l’incontro il dott. Lorenzo Chieppa, Direttore Caritas Barletta.

Presenti in platea il sindaco Pasquale Cascella e il prefetto provincia Barletta-Andria-Trani, S.E. Clara Minerva

Dal titolo del Convegno risulta chiaramente a quale umanesimo e a quale maestro esso si ispira: Gesù Cristo, l’uomo nuovo. La  tematica ,poderosa e di estrema attualità, ha inteso, in continuità con i lavori del convegno della Chiesa Italiana svoltosi a Firenze,  mettere a fuoco come il ruolo del sacerdote oggi non possa prescindere dalla difficile realtà in cui opera: un contesto globale in cui sempre con maggiore intensità sono minacciati i valori e le virtù umane, le relazioni autentiche, i rapporti interpersonali finalizzati alla esclusiva  valorizzazione della persona in quanto tale.

Ma chi è Don Aldo Bonaiuto? E qual è la sua missione? Prete di frontiera, di marciapiede, umile e coraggioso, come il Buon Pastore, sulle orme del suo maestro Oreste Benzi,  va a cercare gli ultimi della terra, tra i rifiuti , sfidando le intemperie e se ne prende  cura, condividendo il travaglio della loro liberazione dalle nuove forme di  schiavitù: tossici  raccolti nelle piazze e nelle discoteche ,strappati alla dipendenza. Ex prostitute raccattate nei luoghi delle trasgressioni più umilianti. La sua missione è persuaderle nell’ intraprendere la via del riscatto, parlando loro di Cristo, aiutandole a ritrovare fiducia in se stesse e ad amare la vita. Bambini abbandonati dalle loro mamme tentate dall’aborto, altri che non vedrebbero  mai la luce se lui non offrisse loro  la concreta possibilità di crescerli. Disabili, che nelle sue comunità hanno imparato a correre con gioia e fiducia nelle strade della vita. Incontrarlo, un onore. Ascoltarlo, un privilegio. Don Aldo Bonaiuto: un sacerdote che ha rivolto il suo impegno caritativo verso le nuove frontiere del disagio, quali la tossicodipendenza, la prostituzione, l’emarginazione. Frontiere impervie e rischiose.

La conferenza è stata introdotta dal Dott. Michele Debitonto che ha anche esposto  le conclusioni al termine della discussione.

IMG_20151215_195846623Il dott. Chieppa in qualità di moderatore di eccezione ha presentato al pubblico, che numeroso ha accolto l’invito alla partecipazione, il tema della conferenza e lasciato  la parola a Don Aldo Bonaiuto: << Sono oggi qui a Barletta- ha dichiarato Don Aldo- per rispondere all’invito della  Diocesi Barletta-Andria-Trani nella persona del Vescovo ed in modo particolare del direttore della Caritas di Barletta, dott. Lorenzo Chieppa, nonchè dell’Ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro che hanno dato sinergicamente vita a questa iniziativa. Siamo immersi in un mondo provato da un individualismo che produce solitudine, abbandono, indifferenza, nuove povertà e disuguaglianze, uno sfruttamento cieco del creato che mette a repentaglio i suoi già flebili equilibri. Viviamo una profonda crisi antropologica ed etica, prima ancora che economica..Viviamo un tempo in cui la cristianità in molte parti del mondo è ancora oggetto di persecuzioni estreme, i simboli della cristianità vengono calpestati.  E’ tempo, dunque, di riflettere, soprattutto in questo periodo pre-natalizio – ha proseguito Don Aldo- sul come affrontare questa crisi: occorre ritornare alle radici della nostra Fede, partendo dalla scelta di Dio di farsi uomo, per arrivare a comprendere pienamente cosa significa vivere secondo l’insegnamento di Cristo. E’ giunto il tempo del discernimento che può realizzarsi soltanto alla presenza del Signore, osservando i segni, ascoltando le cose che accadono e la gente, specialmente gli ultimi, i più poveri. Con la comunità di Don Oreste Benzi – ha spiegato Bonaiuto- siamo vicini agli ultimi della terra in ben 40 paesi. Nelle case famiglia della comunità sparse nel mondo , accoglienza e condivisione  sono le parole d’ordine. Don Benzi, instancabile apostolo della carità, , difensore degli indifesi, nel 1968 a Rimini, fondò  assieme ad altri, preti e laici, la Comunità Papa Giovanni XXIII e, nel 1972, aprì, a Coriano (Forlì), la prima Casa-famiglia dell’associazione, un modo nuovo di camminare con chi aveva bisogno degli altri per crescere. Un’idea vincente. Tutto merito dei poveri, diceva don Benzi “Io non ho fondato niente. Sono stati i poveri che ci hanno rincorso, che ci hanno impedito di addormentarci”. Dio è il Signore della vita- ha concluso Don Aldo- Gesù Cristo è la via della speranza: se non vivremo nel suo nome, la nostra società, così come affermava il mio maestro Don Oreste Benzi, sarà non più redimibile ma solo sostituibile>>.

10667752_644786262330413_1184868064_oIl discorso si è poi spostato sulle storie di donne vittime della prostituzione, storie di sfruttamento, dolore, violenza. Vicende ben lontane dalla presunta “scelta” che farebbero queste ragazze. Al contrario, la criminalità sfrutta e schiavizza queste donne con la paura e la coercizione fino a rubare loro il futuro. L’Incontro ha appassionato e coinvolto emotivamente i presenti: il pubblico attentissimo ne è uscito arricchito interiormente. Sono seguite alcune  domande da parte della platea e il fatto che all’uscita le discussioni tra i partecipanti continuassero proprio sui temi illustrati dal Relatore è una ulteriore testimonianza dell’ottima  riuscita dell’iniziativa.

A margine, i ringraziamenti sono stati affidati al Vicario Diocesano Mons. Filippo Salvo

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Patrizia Corvasce

Patrizia Corvasce, classe ’72.
Maturità classica. Giornalista pubblicista iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Puglia dal 1° febbraio 2016. Appassionata di diritto, teatro e politica. Già consigliere comunale. Attualmente collabora con la testata giornalistica telematica Barletta News occupandosi prevalentemente di approfondimento politico. Crede che la libertà di stampa dipenda soprattutto dalla volontà di fare informazione libera.

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