Barletta e la “Macchina” del Tempo: la Città della Disfida e i suoi orologi – Parte I

Per vederli bisogna alzare un po’ la testa e guardare in alto, ma non lo fa quasi più nessuno. Eppure gli orologi pubblici di Barletta sono lì, mimetizzati nei muri delle chiese, sotto ai portici, sopra gli antichi campanili, nelle corti interne dei palazzi. Meraviglie di ruote, rotelle, pesi, bronzi, lancette vecchie di centinaia di anni. E “quasi” tutti in stasi.

Verrebbe quasi voglia di proporre una tavola rotonda per ragionare di come la Città si è rapportata, nei secoli, con gli orologi e di conseguenza con il tempo e se è il caso discutere sull’opportunità di riappropriarci del tempo contro l’orologio della produttività  ad ogni costo ed oltre ogni limite.

Orologi 1
fig. 1

Questo argomento a qualcuno potrebbe sembrare, nell’affollamento di urgenze più o meno pressanti, un problema marginale in un momento storico non certamente facile né tanto meno sgombro da nubi minacciose ma, per chi cura  una rubrica di storia locale, lo spunto non può passare sotto silenzio vuoi per deformazione professionale (noblesse oblige!) ma soprattutto per una particolare attenzione verso tutto quello che è il nostro passato.

Non si può negare, trattando questo argomento, che ripercorrere l’iter pluridecennale degli orologi presenti nella nostra Città è come effettuare un “ripasso” della nostra stessa storia, visto che da quando gli orologi cessarono di essere ad esclusivo appannaggio della religione intesa come chiese e monasteri e divennero segno distintivo delle Università (Città n.d.r.), gli avvenimenti di una comunità sono andati a pari passo con la vita dei segnatempo.

Sul più famoso orologio cittadino si è discusso e scritto tanto, parliamo ovviamente dell’orologio posto di fronte la Chiesa di S. Giacomo, mentre poco si sa degli altri che comunque sono stati e sono parte della storia architettonica della nostra Città.

Vogliamo, comunque, ritornare a parlare (solo un pochino!) dell’orologio da tutti chiamato di S. Giacomo e per far questo “ripeschiamo” tra gli atti dell’archivio storico del Comune, conservati presso la Sezione di Archivio di Stato di Barletta, la delibera n.530 del 23 settembre 1944 (appena un anno dopo i noti e tragici fatti !!!) con la quale il Consiglio Comunale “ …visti i noti avvenimenti bellici, svoltisi in questa città il 12 settembre 1943, che hanno danneggiato la torre del pubblico orologio (fig. 1) sita al corso Vittorio Emanuele e considerato che la cittadinanza ha reclamato l’esecuzione di tali lavori essendo assolutamente indispensabile il funzionamento del pubblico orologio (!!!), questa Amministrazione ha dovuto aderire a tale richiesta sia per soddisfare il legittimo desiderio dei cittadini e sia per ragioni di sicurezza e di viabilità, delibera di liquidare e pagare alle ditte Binetti (£.19.236 per fornitura di 4 quadranti in pietra completi di numerazione incisa nella pietra), Corcella (£.7.136 per fornitura, costruzione e sostituzione di ingranaggio e regolarizzazione del macchinario dell’orologio) e Alinei & De Pascale (£.1.400 per fornitura impianto elettrico nella cabina dell’orologio e all’interno della torre) la somma di lire 27.772 ”.  Mai paragone fu più azzeccato quando si dice che in questo caso l’intervento della macchina burocratica fu puntuale come un orologio.

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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