Barletta e i suoi beni culturali, idea Referendum: Valorizzazione o Dismissione? – Parte II

Dopo aver “sistemato” la parte materiale riguardante la Pinacoteca e il Museo, l’11 giugno 1928 il Consiglio Comunale, delibera n.587, si dette da fare per stilare ed approvare il nuovo regolamento, ratificato dal Prefetto di Bari e nominare la commissione di Vigilanza (membro onorario a vita Ferdinando Cafiero) composta da otto membri fra i quali di diritto l’Ingegnere Capo dell’ufficio Tecnico e i Presidi del Liceo Classico e dell’Istituto Tecnico (quando ancora le scuole contavano… o tempora o mores !).

Beni Culturali 3
fig. 3

Nel corso degli anni il Museo si arricchì di molteplici raccolte. Tra le più cospicue ed importanti, c’era senza ombra di dubbio la “Collezione Cafiero”.

L’ 8 ottobre 1936 dalla sua abitazione posta in via Giovanni Fattori n.17 a Firenze, Ferdinando Cafiero scriveva (fig.3) all’allora Podestà di Barletta dott. Michele Picardi e comunicava che “… con la piena e sicura coscienza di compiere un alto dovere di civismo ed una affermazione di devozione figliale verso la Città che mi diede i natali, porto a conoscenza della S.V. che è mia ferma intenzione di donare alla Città di Barletta tutto quanto io posseggo di oggetti d’arte e di antichità. Questa collezione, del cui interesse non sarò io a parlarne ( in quegli anni era considerata una delle collezioni private più importanti in Europa n.d.r.), frutto di quaranta anni di amorevoli e costose ricerche è il mio patrimonio spirituale e affidandola ai miei concittadini sento di assicurarne la continuità di vita ( chi parlava di museo virtuale ?) ”.

La risposta delle istituzioni non si fece attendere e con delibera n.1063 del 10 ottobre 1936 il consiglio comunale decise che “ …tenuto presente che la ricca ed importante raccolta molti ammiratori ha già richiamati nella sede di Firenze e che essa per il suo valore artistico e storico concorrerà a rendere ancora più grande ed importante questo Museo e Pinacoteca ( più chiaro di così !) delibera accettare dal sig. Ferdinando Cafiero fu Pietrantonio la donazione fatta con rogito del Notar Esperti”.

Per chiarire quale eco ebbe la donazione Cafiero in campo nazionale riporto una notizia pubblicata sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 15 dicembre 1936 con la quale si rendeva noto che “…S.E. il Capo del Governo Benito Mussolini ha concesso la somma di L.50 mila ( si rammenti la canzone di quegli anni “mille lire al mese”) per la sistemazione e conservazione dell’importante patrimonio”,

Da quel gesto di attaccamento alla propria terra compiuto dal Cafiero sono passati più di 70 anni e molta parte di quella donazione è stata finalmente “concessa” alla fruizione dei barlettani e dei visitatori provenienti da ogni angolo del mondo, aderendo a quella che era l’espressa volontà del donatore.

Il futuro ? Naturalmente nelle mani dei nostri Amministratori sperando sempre che conservino memoria di quello che una volta veniva chiamato attaccamento alla bandiera.

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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