Barletta e i suoi beni culturali, idea Referendum: Valorizzazione o Dismissione? – Parte I

Potrebbero darmi del “fariseo” se facessi passare sotto silenzio l’articolata ed accesa discussione che si è innescata intorno ai luoghi della cultura presenti nella nostra Città. Non mi riferisco a nessuno di questi in particolare, bensì riunisco in un unico “promemoria” i vari Museo, Castello  e sito archeologico di Canne della Battaglia, sorvolando sulla “famigerata” Cantina della Sfida. Ho volutamente escluso la Pinacoteca perché la sua sistemazione definitiva sembra ormai essere Palazzo della Marra il quale, con moltissima fatica da parte del Sindaco Cascella, l’assessore Caroppo e la Dirigente Scommegna,  è stato strappato dalle “grinfie” del suo legittimo proprietario “il Demanio dello Stato” ed è diventato, finalmente, bene del Comune di Barletta

Come è nel mio costume e nel principio al quale mi ispiro, non voglio entrare nel merito della discussione (anche se lo vorrei tantissimo fare)  e di conseguenza schierarmi a favore o contro qualcuno, bensì mi prodigherò a raccontare come sono “nati”, grazie all’abnegazione e fatica di tanti barlettani (ahimè) del passato, i luoghi della cultura della nostra Città.

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Naturalmente gli atti e ribadiamo “atti” e non esperienze o idee personali, provengono dall’Archivio Storico del Comune di Barletta depositato presso la Sezione di Archivio di Stato di Barletta.

Ci piace iniziare la rassegna con il museo civico. La prima idea di crearlo, nacque nel 1898 allorquando Francesco Saverio Vista (fig.1) effettuò una donazione di vasi antichi al Comune di Barletta. Fu la scintilla che fece scaturire un fuoco culturale che fino ad allora era stato una semplice fiammella. Dietro le pressanti sollecitazioni della Commissione di vigilanza della Biblioteca comunale composta dall’assessore alla Pubblica Istruzione Francesco Casardi, Presidente, dai componenti prof. Cesare Delcuratolo, prof. Salvatore Sfregola, prof. Francesco Paolillo, dr. Vincenzo Cafiero, dr. Mariano Dellisanti, avv. Domenico Gorgoglione, can. Nicola Monterisi, ing. Luca Passaretti, ing. Francesco Saverio Vista e dal segretario Benedetto Paolillo, si decise di dare una struttura e un miglior assetto al nascente istituto.

Quegli emeriti “Barlettani” pensarono che era deplorevole lasciare trascurati o dimenticati (bei tempi quelli !) una mole non indifferente di cimeli, opere d’arte e reperti storici consistenti in vasi antichi, tele, dipinti, frammenti marmorei ed altro attestanti il nostro passato di cultura, di sapere di civiltà e di floridezza, sparsi in chiese, luoghi pubblici e privati.

Si cercò quindi di radunare il meglio che fosse possibile nei locali della Biblioteca Comunale “S.Loffredo” che aveva sede nelle sale superiori del Teatro Curci e, come riferiva il Paolillo in una sua relazione, “…il successo che se ne ottenne, è degno dei migliori elogi. Facciamo voti che ciò possa servire d’incitamento alla nostra gioventù studiosa, affinché, con intelletto ed amore, ne prosegua l’opera incominciata”.

Beni Culturali 4
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In questo modo, grazie all’impegno e all’amore per la propria Città di quei commissari, ben presto si riuscì a raccogliere una discreta quantità di oggetti che, in buona parte, furono donazioni di generosi cittadini tra i quali da citare Giuseppe Barracchia, Arcangelo, Ferdinando e Luigi Cafiero, Raffaele Casardi, Giuseppe Manuti e tanti altri.

Il nuovo Istituto era composto da una collezione di vasi fittili (di argilla n.d.r.); una piccola Galleria di quadri, in parte moderni; marmi e pietre frammentari; oggetti in bronzo ed altri metalli e un piccolo medagliere. Il primo inventario, conservato tra gli atti dell’archivio storico del comune di Barletta, fu stilato da Benedetto Paolillo e servì, innanzitutto, per numerare e classificare tutto ciò che era stato donato o già in possesso del Comune, mentre il funzionamento del Museo, in un primo momento, fu gestito adottando lo stesso regolamento valido per la Biblioteca.

Per avere una più degna collocazione e un nuovo regolamento per il museo e pinacoteca comunale, bisognerà attendere una ventina d’anni e più precisamente il 1925. Infatti con delibera d’urgenza n.1213 del 21 settembre 1925 il generale Francesco Torre, Sindaco facente funzioni, vista la relazione dell’Ufficio Tecnico del Comune di Barletta con la quale si  faceva presente l’incombente necessità di adattare parte dei locali del primo piano dell’ex convento di  S. Domenico (fig.2) per adibirli a sede della Pinacoteca e del Museo Comunale e “…riconosciuto essere doveroso ed indilazionabile da parte dell’amministrazione provvedere ad una degna sistemazione della Pinacoteca e Museo e non potendosi più oltre procrastinare la spesa in oggetto stante che i quadri del celebre De Nittis, ove trascorresse altro tempo, potrebbero subire dei notevoli deprezzamenti”, deliberava approvare il progetto tecnico per i lavori di sistemazione dei locali di S. Domenico per l’ammontare di £.22.000.

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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