Barletta e gli elettrodotti tra presente e passato

Quando l’interazione tra cittadini e Istituzioni realizza politiche virtuose

Finalmente è stata scritta a Barletta una pagina di bella politica. Stiamo assistendo, nella nostra città, alla nascita di una cultura ambientale fondata sulla valorizzazione del territorio che risponde anche al bisogno di salute del cittadino.

Dopo decenni di dura lotta condotta attraverso l’interazione tra cittadini, associazioni, comitati e istituzioni, si è giunti a conseguire un risultato straordinario: la rimozione degli elettrodotti a ridosso dei centri abitati su tutto il territorio cittadino.

La sentita problematica, quella del pericoloso inquinamento prodotto da onde elettromagnetiche, ha dovuto scontare un iter lunghissimo e farraginoso che ha ostacolato, prima, ma, consentito, poi, di tradurre in azioni concrete quelle che sono state le istanze di quanti, tra politici di ieri e di oggi, ambientalisti, semplici cittadini, le cui abitazioni erano interessate e minacciate dai possenti elettrodotti, si sono prodigati con tenacia, caparbietà, spiccata sensibilità a sostegno della causa comune.

Al già sindaco Maffei è stato affidato l’onere di illustrare, nel corso del convegno (organizzato dal consigliere comunale Dario Damiani in collaborazione con Don Mauro Dibenedetto) svoltosi il 15 dicembre presso l’Auditorium della chiesa San Paolo Apostolo, la lunga trafila amministrativa che, in questi giorni, è giunta a definizione con l’interramento degli ultimi cavi dell’alta tensione della rete RfI.

Un percorso intricatissimo, quello che Maffei  ha ripercorso attraverso una narrazione dettagliata degli accadimenti che appartengono a questa datata vicenda. Procediamo con ordine.

La storia degli elettrodotti (Ferrovie dello Stato, poi RfI ed ENEL, poi TERNA) nel nostro territorio – precisa Maffei- ha origine in forza di Decreti, le cui disposizioni normative hanno regolamentato il percorso amministrativo relativo: 1) agli Elettrodi da 150.000 Volts, quelli utili alle Ferrovie ( oggi RFI) per assicurare l’elettrificazione della linea ferroviaria Foggia-Bari ed alla realizzazione delle diramazioni Cerignola Campagna- Cerignola Città, Ofantino- Margherita di Savoia, eccetera; 2)  ai lavori per l’interramento delle due linee aeree di RFI e della rimozione del cavo interrato.

In particolare –prosegue Maffei- la questione afferente gli Elettrodotti da 150.000 Volts ha origini in disposizioni che risalgono al lontano 1952 ( D.M. 20.03.1952) sino ad arrivare  predisposte nel al primo protocollo di intesa, siglato nel 2006, che ha segnato –ricorda Maffei-  il vero avvio delle procedure per l’interramento degli elettrodotti in questione. Siffatto protocollo –chiarisce Maffei- predisposto dai dirigenti comunali e dal commissario prefettizio di allora, il dott. Nunziante ( oggi Prefetto di Bari), veniva siglato l’11 luglio 2006 ( poco più di un mese dopo l’insediamento della mia giunta alla guida della Città) tra il sottoscritto, nella veste di Sindaco di Barletta, ed i dirigenti responsabili di RFI ( ing. Borrelli) e di ENEL ( ing. Fanizzi).

Il percorso –evidenzia Maffei- non è stato, però, scevro da difficoltà che si sono avvicendate successivamente alla sottoscrizione del succitato protocollo; ostacoli incontrati, e nel reperimento delle ingenti risorse economiche ( circa 11 miliardi di euro) da destinare alla realizzazione dell’opera di cui trattasi, e nell’affrontare un Consiglio comunale, quello svoltosi in data 28 aprile 2009, che aprì i lavori con soli 19 consiglieri su 41 e si chiuse con l’approvazione della deliberazione, registrando l’assenza di ben 16 consiglieri>> Insomma, il solito film che viene riproposto anche ai giorni nostri. Ma, proseguiamo!

<< Più snella- sottolinea Maffei- è stata la procedura ministeriale ( Ministero dello Sviluppo Economico con governo di centrodestra); procedura che ha visto dar seguito, dopo il deposito del progetto di TERNA, avvenuto l’8 febbraio 2010, alla conferenza dei servizi nazionale, datata 30 aprile dello stesso anno e, poi, il 17 settembre 2010 ( di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del Mare), ha visto decretare l’approvazione del progetto definitivo per la costruzione, da parte di TERNA, della variante in cavo interrato dell’esistente elettrodotto aereo da 150 kV, una volta acquisiti tutti i pareri degli Enti coinvolti. Si è giunti così- afferma Maffei- alla sottoscrizione della Convenzione con TERNA, il 23 novembre 2010, che scandiva tempi e modalità dell’intervento. Ulteriori complessità, sono subentrate nell’esecuzione dei lavori su via Minervino, prontamente risolte, su mia sollecitazione- evidenzia Maffei- dall’allora Presidente della provincia Barletta-Andria-Trani, Francesco Ventola, qui presente con noi questa sera. Questi lavori, di cui stiamo discorrendo, sono stati portati a termine ad Aprile 2013.

Con riferimento, invece, alla questione relativa ai lavori per l’interramento delle due linee aeree RFI e alla rimozione del cavo interrato – spiega Maffei- il 16 dicembre 2009 viene stipulata la Convenzione tra il Comune di Barletta ed RFI ( Ing. Pagone). Anche in questo caso non sono mancate problematicità che hanno determinato una serie interminabile di ritardi riconducibili, a varia ragione, ad RFI, alla provincia BAT, al sistematico mancato tempismo nell’espressione dei pareri, alla rivisitazione sempre conflittuale del quadro economico, alla validazione del progetto, eccetera. In circa un ventennio, dunque- precisa Maffei- sono stati consumati centinaia di incontri e convegni, sono stati consultati Enti ed Esperti, numerose sono state le petizioni e le richieste inoltrate dai Comitati spontanei e/o da semplici cittadini. Significative anche le critiche ricevute, seppur non sempre giustificate. Da segnalare le attenzioni e le incessanti segnalazioni di alcuni consiglieri comunali ( questa sera è presente Dario Damiani) protagonisti di un pressing perseguito con provata continuità. E’ indubbio-conclude Maffei- che la realizzazione di una grande opera non possa essere ricondotta alla capacità, all’impegno o alle decisioni di una sola persona. Per cui mi sembra doveroso oggi, a conclusione dell’interramento di tutti e tre gli elettrodotti che preoccupavano l’intera collettività locale, coinvolgendo anche le istituzioni superiori (Provincia Bat e Regione Puglia), ringraziare tutti coloro che a vario titolo e con contributi differenti hanno permesso di raggiungere questo grande e significativo risultato nel percorso di risanamento ambientale della nostra Città. In ultimo, ma non per ultimo, intendo rivolgere un accorato ringraziamento a quanti, poi, non sono più tra noi. Il mio pensiero va alle vittime colpite dagli effetti dell’inquinamento elettromagnetico. A loro va il nostro doveroso rispetto e la nostra comprensione per la loro parte di battaglia combattuta a vantaggio di tutti coloro che oggi potranno sognare un futuro in una potenziale differente condizione di sicurezza e di salute .

Chinando il capo e battendoci il petto, dovremmo chiedere loro perdono per non aver compreso subito la gravità di quanto stava avvenendo>>

<< Una vicenda, difatti,  che sembrava insormontabile per i quartieri Borgo-villa e Patalini – spiega Damiani– ( quartieri, sui cui residenti incombeva una vera e propria insidia  che ne minava un diritto fondamentale, quello alla salute) giunge a definizione con un epilogo inaspettato e positivo. Barletta porta a casa un risultato brillante, frutto di battaglie di tanti cittadini che si sono spesi in prima persona.  Tra questi cittadini, ci sono anch’io. La mia vicenda personale – prosegue Damiani- da cittadino nonché residente sin dagli anni ’80 in questo quartiere, si è inevitabilmente intrecciata con le battaglie di quanti, riuniti in comitati di quartiere, hanno chiesto a gran voce alle amministrazioni che si sono succedute negli anni, per circa un ventennio, di agire per la salvaguardia della propria salute, tutelandola dagli effetti negativi dell’inquinamento elettromagnetico. Il mio impegno personale risale al 1994. Sempre in prima linea, in qualità, all’epoca, di consigliere di Circoscrizione- evidenzia Damiani- mi sono fatto promotore di petizioni e raccolte di firme per sensibilizzare le coscienze di amministratori che sembravano mostrarsi sordi e quasi non accettare la possibilità che rischi per la salute dei cittadini potessero derivare dall’inquinamento prodotto dalle onde elettromagnetiche. E’ sempre apparsa una battaglia persa in partenza- precisa Damiani- poiché si lottava contro due “colossi” di Stato: Enel e Ferrovie dello Stato. Invece, questa battaglia è stata vinta! La caparbietà, la costanza, il crederci senza se e senza ma, sono stati tutti elementi che hanno concorso a determinarne il risultato che è sotto gli occhi di tutti e che appartiene, giova ribadirlo, all’intera Città di Barletta. Una bella pagina di civiltà- conclude Damiani- che porta la firma in calce di chi attualmente governa la Città, a cui senz’altro vanno riconosciuti dei meriti unitamente a quelli di quanti si sono spesi per anni senza riserva alcuna combattendo per l’affermazione del bene comune.>>

<<La partecipazione e la condivione sono stati gli elementi cardine di questa articolata vicenda- afferma il sindaco Cascella– componenti essenziali, dunaue,che hanno consentito di raggiungere un traguardo che appariva lontano e difficile da tagliare, attese le tante traversie che la conquista dello stesso ha dovuto scontare nei decenni che si sono susseguiti. Un obiettivo ambito da sempre che questa amministrazione ha portato a compimento attraverso l’imprescindibile contributo di quanti con fermezza lo hanno perseguito. Un buon esempio, dunque, sul piano delle volontà e della condivisione degli intenti- conclude Cascella- sicuramente, non un esempio virtuoso sul piano dei tempi.>>

Sentiti apprezzamenti e sinceri ringraziamenti sono stati rivolti dal parroco della chiesa S. Paolo Apostolo, Don Mauro Dibenedetto, alle Istituzioni in carica e parimenti a quelle che negli anni passati hanno governato la Città di Barletta, nonché al consigliere Damiani, ai comitati, ad ogni singolo cittadino che per propria parte si è speso in pro di questa battaglia di civiltà.

Presenti all’incontro il già Presidente della provincia BT, Francesco Ventola, il quale ha ricordato il contributo offerto dall’ente Provincia in sinergia con l’amministrazione comunale attraverso il consigliere Damiani che, in qualità di assessore provinciale al bilancio, ha operato quale collante tra i due enti al fine di evitare ulteriori rallentamenti nell’iter burocratico relativo alla controversa vicenda di cui trattasi.

Non è mancata la partecipazione dei rappresentanti istituzionali locali, nella persona del Presidente del Consiglio, Avv. Carmela Peschechera, del già consigliere provinciale con delega al genio civile nonchè Presidente della III^ Commissione Assetto Territoriale e Lavori Pubblici, attualmente  vicepresidente della Provincia Barletta-Andria-Trani, Gigi Antonucci, del consigliere comunale Avv. Pier Paolo Grimaldi e della consigliera comunale Rossella Piazzolla.

Chiesto un minuto di raccoglimento per ricordare le “vittime” dell’inquinamento elettromagnetico, atteso che, come ha fatto rilevare il Prof. Franco Mascolo, esponente del comitato di quartiere, si è verificato proprio nella zona interessata dall’installazione degli elettrodotti, un aumento esponenziale dei casi di leucemia.

Con orgoglio  e senza timore di smentita alcuna, possiamo affermare che nella nostra Città ha prevalso, finalmente, la politica delle azioni virtuose, delle buone pratiche, quelle protese alla salvaguardia dell’ambiente e alla tutela della salute dei cittadini, la politica dell’interazione tra società civile ed istituzioni, la politica dei cittadini e a servizio dei cittadini.

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Patrizia Corvasce

Patrizia Corvasce, classe ’72.
Maturità classica. Giornalista pubblicista iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Puglia dal 1° febbraio 2016. Appassionata di diritto, teatro e politica. Già consigliere comunale. Attualmente collabora con la testata giornalistica telematica Barletta News occupandosi prevalentemente di approfondimento politico. Crede che la libertà di stampa dipenda soprattutto dalla volontà di fare informazione libera.

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