E’ alle battute finali la lunga ed estenuante battaglia elettorale che si continua a consumare, spesso senza esclusione di colpi ed a volte rasentando livelli bassissimi, nei due comuni della Bat: Barletta e Bisceglie, che con quello di Margherita di Savoia andranno al voto. Una battaglia combattuta con armi spuntate da protagonisti più o meno noti, con intenzioni più o meno consumate ma di sicuro con pochissime idee e nessun progetto di sviluppo e di progresso o di crescita delle economie locali in un quadro territoriale che resta drammaticamente in continuo regresso. Moltissimi gli elementi di curiosità che emergono dalla lettura e dall’ascolto di proclami pronunciati da soliti noti che anche questa volta trascinano dietro di sé centinaia di candidati, alcuni addirittura aspiranti politici, speranzosi di assurgere ad un ruolo nei prossimi consigli comunali di quelle città, ignorando il funzionamento del sistema politico locale ed ignorando pure gli schemi e i teoremi che anche questa volta i superesperti della politica, piloti addestrati della macchina elettorale, hanno oleato ad arte per ottenere risultati scontati se non addirittura ampiamente prevedibili, tranne, ovviamente, l’imprevedibile e l’imprevisto cioè una democratica e sana ribellione popolare con la messa a bando di tutti gli appartenenti alle cricche di potere. Tra le sfide più interessanti quella già definita del “B & B”, Barletta Vs. Bisceglie. In entrambi i casi emergono grandi analogie ma, in verità, nulla di realmente interessante visti i protagonisti in campo, quasi tutti scontati e quasi tutti estratti esattamente da quello stesso contesto che oggi affermano di voler profondamente cambiare omettendo, semmai, di presentarsi come coloro che comunque per ruolo, posizionamento, carica o altro, le cose avrebbero potute cambiarle profondamente, attorniati da un mondo fatto di dirigenti spesso asserviti e di polisindacalisti compiacenti sempre pronti a “sostenere” e a non disturbare il dispensatore di benefici mirati e preventivamente finalizzati.

Essendo terminata la smania di esternare la sottocultura del “farò domani ciò che non ho fatto sino ad oggi”, ecco che a Barletta ed a Bisceglie l’attenzione si concentra anche sui mercati; non la borsa internazionale ma i mercati in senso stretto cioè quelli che in entrambe le città si svolgono su strada, in assenza di garanzia delle norme sulla sicurezza e gestiti alla meno peggio, con reale pericolo che se dovesse scattare una verifica da parte di Asl e Vigili del Fuoco verrebbero entrambi immediatamente chiusi.

A Bisceglie viene annunciata in queste ora la consegna di una nuova area mercatale senza aver ancora capito né chi la voglia, né con chi sia stata progettata, né se sia la soluzione ai problemi del comparto né tantomeno di cosa, nel merito si stia parlando, visto che quella decantata città non è ancora riuscita a dotarsi dei minimi strumenti di Programmazione obbligatori, quale, ad esempio, il Documento Strategico del Commercio. Eppure l’annuncio pomposo c’è stato nella città dove non sono neppure riusciti a regolamentare un piccolo, autocratico mercatino di piazza, cosiddetto “straordinario” ma la sua “straordinarietà” sarebbe tutta da spiegare. Se a Bisceglie vince la cultura dell’annuncio strategico in assenza del Piano previsto dalla Regione Puglia, a Barletta il mercato, tutto d’un tratto, diventa motivo di interessamento e di discussione collettiva al punto da investire addirittura il Commissario Prefettizio. Chissà se i privilegiati interlocutori del Commissario abbiano reso in modo compiuto un percorso storico che ha visto l’Amministrazione comunale uscente e quelle precedenti ignorare completamente le nostre sollecitazioni e le nostre proposte, chiudendosi nelle stanze segrete con i soliti fedelissimi yesman.

Poiché certi personaggi sono bravissimi, e non parliamo solo di politici ma anche di aspiranti tali provenienti da un certo mondo sindacale, siamo certi che le prossime cambiali saranno incassate con il prossimo singolare, originale, esclusivo ed insindacabile atto monocratico, almeno nella piccola cittadina costiera.

Chi oggi, praticamente tutti quei tantissimi soggetti seduti sugli scranni della politica cittadina, afferma di voler rivoluzionare lo Sviluppo Economico a Barletta e a Bisceglie dimentica alcuni passaggi quale, ad esempio, quello consumatosi a Barletta nel corso della mia audizione in Commissione consiliare quando ebbi la certezza che sul Piano del Commercio, di cui relazionavo punti di debolezza ed illegittimità, i componenti della medesima sembravano cadere dalle nuvole salvo poi andare in consiglio comunale ad approvare quel Piano, con colpevole ritardo di oltre tredici anni, approvandone uno già superato dalle norme, vecchio, incompreso, obsoleto, inapplicabile e di fatto disapplicato, con la conseguenza che le condizioni di quel mercato e dell’intero comparto produttivo cittadino sono sotto gli occhi di tutti. Esattamente come a Bisceglie, anche se con attori e comparse apparentemente diversi, sarebbe curioso interrogarsi anche sulle cause del mancato utilizzo delle numerose ed enormi potenzialità ed opportunità che sono svanite compreso quello di fondi pubblici disponibili per quel rilancio economico e strutturale che non c’è mai stato. Da Bisceglie a Barletta camminando su un tappeto di delibere e di atti che parlano linguaggi molto chiari così come parlano anche le assenze in quelle sedute che, analizzandole profondamente, raccontano anch’esse tante storie inenarrabili. B & B (Barletta Vs. Bisceglie) per cambiare tutto, ma in realtà per continuare con lo stesso andazzo e con gli stessi personaggi ed interlocutori custodi di “segreti” urbani.

Altro capitolo sarebbe da dedicare alla stagione degli sprechi e della mediocrità ma di questo parleremo dopo le elezioni, quando verificheremo che alla guida di quelle due macchine amministrative ci saranno gli stessi piloti o forse altri con l’auricolare accesso, pronti ad eseguire gli ordini di scuderia, tanto si sa che la politica è l’arte dell’impossibile quindi i maghi della politica nostrana, è risaputo, sono capaci di tutto specie di trasformarsi a seconda delle occasioni. Dei veri prestigiatori.

Savino Montaruli

 

Commenta questo articolo

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here